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Vitamina A: Ecco Come Integrarla per Trarne Massimo Beneficio

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Di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti con vitamina A del 2022, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Classifica dei migliori prodotti con vitamina A 

Di seguito, invece, trovi una lista completa con i migliori prodotti contenenti vitamina A disponibili ad oggi sul mercato:

Vitamina A

La vitamina A (conosciuta anche con il nome di retinolo) è una macromolecola liposolubile, che si scioglie nei grassi ma non nell’acqua, in quanto è lipofila e idrofoba.

Abbondantemente presente in natura, può essere sia di origine animale che vegetale.

Seguendo un normale regime alimentare, vario e bilanciato, è molto improbabile che si verifichino stati carenziali, mentre è più frequente l’insorgenza di sovra-dosaggio, una condizione estremamente pericolosa soprattutto per il feto.

Il suo ruolo è essenziale per il metabolismo delle cellule epiteliali, per il trofismo osseo e per la maturazione fisiologica dei gameti maschili e femminili nell’individuo adulto.

Grazie a un adeguato coinvolgimento funzionale del sistema immunitario, la vitamina A si conferma un supporto necessario nel processo di sintesi degli anticorpi.

Essa contribuisce inoltre a supportare la funzione visiva e in particolar modo quella crepuscolare, dato che migliora il funzionamento dei fotorecettori retinici (coni e bastoncelli).

Oltre a proteggere la pelle dall’eccessiva esposizione solare, contrasta efficacemente la produzione dei radicali liberi, svolgendo notevoli funzioni antiossidanti.

La maggior parte di questa vitamina è di origine esogena, dato che viene introdotta con la dieta; tuttavia l’organismo è in grado di sintetizzarne piccoli quantitativi a partire dal β-carotene, un pigmento precursore della pro-vitamina.

È proprio questa pro-vitamina che, in seguito a una serie di reazioni biologiche catalizzate da numerosi enzimi, si trasforma in retinolo, che è l’elemento biochimicamente attivo.

Da ogni molecola di β-carotene si ricavano due molecole di vitamina A, che in parte viene utilizzata e in parte immagazzinata nel tessuto epatico.

Il ciclo biologico di questo composto è piuttosto lungo e richiede l’intervento di vari catalizzatori, con un notevole dispendio energetico: ecco perché per l’organismo è più vantaggioso introdurlo per via alimentare.

Si tratta di una vitamina liposolubile appartenente alla categoria degli alcoli superiori e formata da un anello iononico da cui parte una catena laterale contenente un certo numero di doppi legami coniugati.

Le forme attive della vitamina sono 3 e precisamente:

  • retinolo;
  • acido retinoico;
  • retinaldeide.

I carotenoidi da cui ha origine la forma pro-vitaminica sono soltanto 3:

  • α carotene;
  • β carotene;
  • γ carotene;
  • β-criptoxantina.

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In natura sono presenti oltre 600 carotenoidi, tra cui i più studiati sono il licopene, la luteina, la zeaxantina e la cantaxantina.

Nella mucosa intestinale i carotenoidi precursori vengono trasformati in retinolo soltanto a patto che le condizioni fisiologiche (tra cui soprattutto il pH) siano favorevoli.

Una volta ingerita, la vitamina A viene assorbita a livello intestinale secondo un processo di diffusione facilitata e di diffusione passiva, controllato dagli acidi biliari.

Nelle cellule intestinali, la vitamina A viene convertita in chilomicroni che, una volta entrati nel circolo linfatico, possono raggiungere la circolazione sanguigna per raggiungere il fegato.

A cosa serve la vitamina A

Le funzioni della vitamina A sono le seguenti:

  • trasporto di molecole, lipofile;
  • processi di differenziazione cellulare;
  • funzioni riproduttive;
  • controllo sulla vista;
  • regolazione delle reazioni metaboliche;
  • regolazione della funzionalità surrenalica;
  • sintesi dei muco-polisaccaridi;
  • conservazione della permeabilità di membrana;
  • contrasto dello stress ossidativo;
  • eliminazione dei radicali liberi;
  • potenziamento della sintesi proteica;
  • trofismo del tessuto osseo.

La vitamina A trova largo impiego anche nel settore dermatologico come fattore stimolante sulla produzione di collagene e di elastina, due composti essenziali per ritardare l’invecchiamento cutaneo.

Grazie alle proprietà anti-aging di questa molecola è possibile ottenere risultati visibili già dopo poche applicazioni in quanto il suo meccanismo d’azione agisce a livello profondo.

L’associazione tra retinolo e acido ialuronico si è rivelato un prezioso supporto per pelli mature, anche in presenza di discromie cutanee (macchie iper-pigmentate) e di inestetismi di vario genere.

Presente in molte creme anti-rughe, questa molecola è in grado di contrastare anche gli effetti dannosi del fumo e dell’inquinamento ambientale.

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Carenza vitamina A

Come per la maggior parte delle vitamine idrosolubili, una carenza di entità severa è difficilmente riscontrabile nelle popolazioni del mondo Occidentale, in quanto è assai improbabile incorrere in deficit nutrizionali di questo tipo conducendo una dieta variata e in quantità opportune.

Esiste però la possibilità di sviluppare carenze di vitamina A di tipo leggero, le cosiddette “carenze marginali”, che, nonostante l’entità lieve, possono comunque determinare effetti negativi sul benessere globale dell’organismo.

Infatti questa vitamina è fondamentale per la salute degli occhi e di conseguenza è un importante modulatore della funzione visiva, infatti essa interviene a livello della retina per promuovere la sintesi di rodopsine.

Tali molecole hanno lo scopo di trasformare qualsiasi input luminoso che proviene dall’ambiente esterno in segnali di natura elettrica, che come tali possono essere inviati al sistema nervoso centrale e decodificati dalle cellule nervose.

Bisogna considerare che le rodopsine sono sostanze che fisiologicamente vengono degradate dalle cellule circostanti, e contemporaneamente ricostituite (fenomeno del turnover), a patto di disporre di quantità adeguate di vitamina A.

Negli stati di deficit di tale importante nutriente, le prime strutture biologiche che manifestano un certo grado di sofferenza sono i bastoncelli della retina, ovvero gli elementi responsabili della visione notturna, in condizioni di scarsa luminosità.

Questa condizione viene accusata dal paziente quando si sposta da una stanza molto illuminata ad una semi-buia (ad esempio uno sgabuzzino privo di finestre, una cantina, o una sala cinematografica, eccetera) e avverte un disagio a carico della coordinazione dei movimenti, che normalmente non gli appartiene.

Anche quando si sta guidando un veicolo durante la notte e all’improvviso se ne incrocia un altro con i fari accesi, il contrasto tra le due intensità luminose può provocare al soggetto carente di vitamina A una difficoltà a mantenere l’orientamento nello spazio a causa della temporanea cecità.

Infatti, a prescindere dalla fonte di radiazioni elettromagnetiche provenienti da stimoli ambientali, le prime molecole a catturarle e a bruciarsi di conseguenza sono proprio le rodopsine dei bastoncelli retinici.

Appare pertanto evidente quanto la vitamina A, nonostante spesso la sua importanza venga sottovalutata, sia fondamentale per una corretta visione e un normale svolgimento delle attività quotidiane di qualsiasi individuo.

Un’altra funzione essenziale che ricopre questo nutriente è rappresentata dall’espressione genica: tale macromolecola è in grado di legarsi a specifici fattori di trascrizione che si trovano in determinati punti della catena del DNA.

L’effetto della presenza della vitamina A quindi si traduce nello stimolo o nell’inibizione della sintesi di proteine ed enzimi, a livello di diversi organi e tessuti dell’organismo (ad esempio le cellule epiteliali di cui è costituita l’epidermide, così come lo strato mucoso dell’apparato gastroenterico, urinario e respiratorio).

Bisogna considerare che sia lo strato epiteliale che quello mucoso rappresentano la prima barriera nei confronti della colonizzazione dell’organismo da parte di batteri patogeni.

Ecco perché una carenza di vitamina A può manifestarsi anche con il pericoloso instaurarsi di infezioni di tipo opportunista, ovvero che si sviluppano in soggetti che temporaneamente hanno più basse le difese aspecifiche (barriera mucosale) e specifiche (sistema immunitario).

Infatti questo macro-nutriente interviene anche nella modulazione della sintesi e dell’attivazione delle cellule immunitarie, fenomeni senza i quali un organismo può arrivare anche al decesso nel medio/lungo periodo.

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Un’altra conseguenza della carenza di vitamina A è legata alla sua attività anti-cancerogena, in particolare nei confronti delle masse di origine epiteliale: la vitamina è in grado di rallentare il processo di proliferazione cellulare consentendo agli elementi istologici di raggiungere il massimo grado di differenziazione.

Un deficit di questo nutriente potrebbe quindi innescare un’incontrollata replicazione epiteliale, con potenziale (ma non necessaria) trasformazione in senso neoplastico.

Tale pericoloso effetto è potenzialmente rinforzato dal fatto che la vitamina A funziona anche da filtro solare, proteggendo dai danni indotti dalle radiazioni luminose ultraviolette, che, come è noto, sono anch’esse agenti cancerogeni.

I sintomi che possono condurre al sospetto di una carenza cosiddetta marginale di vitamina A sono i seguenti:

  • ridotta visione crepuscolare o in generale in condizioni di scarsa illuminazione;
  • rallentato adattamento visivo da condizioni di luce a condizioni di buio;
  • prolungato recupero dalla temporanea cecità post-abbaglio;
  • maggiore fotosensibilità nei confronti di fonti dirette e/o particolarmente intense;
  • facile affaticamento degli occhi dopo aver guardato uno schermo digitale come il monitor del computer o la televisione, con eventuale cefalea;
  • incrementata incidenza della sindrome dell’occhio secco (secchezza della cornea) anche in soggetti non predisposti;
  • raucedine e insufficiente idratazione delle prime vie respiratorie;
  • ruvidità dell’epidermide, associata a prurito e sviluppo di infezioni superficiali ma ostinate;
  • comparsa di brufoli, pori dilatati e punti neri, eventualmente infiammati;
  • ipercheratosi follicolare (presenza di cellule morte cheratinizzate) che si origina dalla zona dei gomiti e si può diffondere alle regioni limitrofe;
  • aumentata predisposizione allo sviluppo di infezioni a carico della cavità orale, delle vie respiratorie e urinarie.

In caso di carenza grave e prolungata di vitamina A, difficilmente riscontrabili in caso di adeguata nutrizione generale, si può manifestare:

  • cecità;
  • xeroftalmia;
  • infezioni gravi con eventuale decesso.

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Vitamina A: dove si trova

La vitamina A come tale, ovvero sotto forma di retinolo, si può reperire solamente negli alimenti di origine animale: il fegato di mammiferi e uccelli rappresenta la fonte primaria di questo macro-nutriente in quanto è l’organo normalmente deputato al suo immagazzinamento.

Il fegato di alcuni pesci, come ad esempio il merluzzo, e l’olio da esso estratto da questo organo, costituisce l’integratore naturale più ricco di vitamina A.

Bisogna considerare che tale macromolecola non è in grado di accumularsi nel tessuto muscolare, pertanto non è presente in concentrazioni apprezzabili all’interno della carne.

In generale uova, filetto di pesce e latte sono fonti discrete di vitamina A, nel senso che ne contengono una quantità media, non significativa ma estremamente utile se tali alimenti vengono consumati quotidianamente, come avviene solitamente nelle popolazioni del mondo Occidentale.

Un aspetto che viene in genere sottovalutato riguarda la duplice forma con cui si può assumere la vitamina A, e precisamente:

  • vitamina A tal quale;
  • precursori vegetali appartenenti alla famiglia dei carotenoidi.

Il beta carotene, in particolare, è uno specifico pigmento, responsabile della colorazione arancione di zucca, albicocche, carote, mango, melone, papaya e patate dolci, che è il più potente elemento provitaminico.

Esso si può trovare anche all’interno di verdure a foglia verde come broccoli, spinaci, bietola, cavolfiore, in cui il colore arancione viene mascherato da quello verde della clorofilla, abbondantemente presente.

Sia la vitamina A che i suoi precursori carotenoidi sono molecole liposolubili e pertanto per essere assorbiti a livello intestinale hanno bisogno di sciogliersi in un mezzo lipidico.

Questo significa che se si assume un vegetale come la carota, non accompagnato da cibi contenenti lipidi (ad esempio olio come condimento), la quota assorbita sarà inferiore rispetto a quanto avviene in un contesto di pasto completo.

Ecco perché, anche nel caso di un’integrazione alimentare a base di vitamina A, si dovrebbe sempre introdurre la compressa dopo pranzo o dopo cena.

Il fabbisogno quotidiano di questo macro-nutriente, per conservare le riserve, è stato fissato in un intervallo compreso tra 700 e 900 microgrammi al giorno, una quantità facilmente reperibile in una porzione non abbondante di fegato, ad esempio.

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Gli integratori a base di vitamina A di solito sono formulati insieme ad altre vitamine, spesso in associazione con sali minerali e composti antiossidanti.

Esistono tuttavia anche rimedi a base soltanto di retinolo, il cui impiego è raccomandato nei casi in cui le esigenze dell’organismo sono aumentate oppure se il regime alimentare non è adeguato.

In simili condizioni si verifica un incremento della sintesi endogena di vitamina A partendo dal β-carotene, un procedimento non sempre sufficiente.

Ecco perché diventa necessario supplementare l’introduzione esogena di retinolo, servendosi di rimedi sotto forma di pastiglie oppure di gocce.

Sarebbe buona regola incominciare lo schema posologico con dosaggi minimi, preferibilmente in gocce, che permettono di calibrare correttamente la quantità di sostanza.

Dopo un’iniziale fase d’attacco è possibile proseguire con una dose di mantenimento, adattabile alle necessità nutrizionali e metaboliche.

Eccesso di vitamina A

Oltre 300 milligrammi di vitamina A al giorno si parla di sovra-dosaggio, una condizione che deve essere evitata in quanto responsabile di potenziali conseguenze anche molto rischiose.

Dosi elevate di retinolo possono infatti causare fenomeni di intossicazione acuta, caratterizzati dai seguenti sintomi:

  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea;
  • crampi addominali;
  • meteorismo e flatulenza;
  • emicrania;
  • disturbi visivi;
  • perdita della memoria;
  • incoordinazione dei movimenti;
  • nervosismo e insonnia.

È riportata anche una sindrome da intossicazione cronica, provocata dall’introduzione di dosaggi più bassi (da 6 a 12 milligrammi), ma per tempi prolungati (mesi o anni).

In queste circostanze il quadro sintomatologico comprende:

  • progressiva perdita di capelli;
  • inappetenza;
  • anemia;
  • astenia muscolare;
  • dolori articolari;
  • sintomi neurologici.

Quando si verifica un eccessivo accumulo di pigmenti (carotenoidi) è possibile che si manifestino alterazioni cromatiche della cute, che diventa gialla.

Vitamina A: controindicazioni

A meno che non siano presenti stati carenziali che devono essere equilibrati, la vitamina A è controindicata durante la gravidanza e l’allattamento.

La sua assunzione deve essere monitorata in pazienti affetti da disturbi epatici, da malattie renali, negli alcolisti cronici e negli adolescenti affetti da acne.

Trattandosi di un composto liposolubile e idrofobo deve essere introdotto con cautela nelle persone affette da dislipidemie, da iper-colesterolemia e da dismetabolismo.

Pazienti con diabete scompensato devono monitorare periodicamente la concentrazione ematica di retinolo in quanto un’eccessiva concentrazione potrebbe squilibrare la funzionalità insulinica.

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