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Riso Rosso Colesterolo: Scopri se Funziona Davvero!

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Prima di iniziare, di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti con riso rosso per il colesterolo del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Riso rosso colesterolo: classifica dei migliori prodotti

Di seguito invece trovi una lista completa di tutti i migliori prodotti con riso rosso per abbassare il colesterolo:

Riso rosso: cos’é?

Il riso rosso è una varietà di riso integrale, originario dei paesi orientali (Indonesia e Thailandia) che attualmente viene coltivato anche nel nostro paese, caratterizzato da un chicco lungo e sottile di colore rosso scuro.

Rispetto al tradizionale riso bianco contiene una maggiore percentuale di fibre e soprattutto di sali minerali, come magnesio e fosforo e quindi le sue proprietà organolettica e i valori nutrizionali sono significativamente migliori.

Esso inoltre offre una notevole concentrazione di proteine vegetali che, associate alla quasi completa assenza di grassi e a una moderata quantità di carboidrati, lo rende un alimento ideale anche per diete ipocaloriche.

Si tratta di un cereale che cresce preferibilmente su terreni a forte componente argillosa, da cui trae il suo inconfondibile sapore aromatico, che lo rende un piatto unico eccellente.

Tra i suoi requisiti, quello senza dubbio più benefico è l’elevato quantitativo di composti antiossidanti, il cui ruolo diventa essenziale per contrastare lo stress ossidativo e la presenza di radicali liberi.

Per la notevole percentuale di fibre, esso richiede tempi di cottura piuttosto lunghi, di almeno 35-40 minuti, immergendolo in abbondante acqua senza sale, dato che il suo contenuto salino è già alto.

Utilizzato principalmente per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, grazie ad alcuni suoi elementi costitutivi (come le monacoline), questo alimento riduce sensibilmente il rischio di obesità e sovrappeso.

Il riso rosso è molto più ricco di proteine rispetto a quello bianco, nella cui composizione sono presenti quasi esclusivamente carboidrati; inoltre contiene elevate concentrazioni di poli-fenoli ad azione antiossidante e anti-radicalica.

Il suo quantitativo di ferro è 20 volte superiore a quello del riso bianco, così come anche quello di magnesio è particolarmente significativo e molto utile per favorire il rilassamento muscolare collegato alla peristalsi intestinale (efficace in caso di colite oppure di altre patologie infiammatorie del canale digerente).

Come la maggior parte del riso non lavorato, quello rosso integrale mantiene intatta la qualità dei suoi nutrienti, soprattutto oligo-elementi e vitamine contenuti nel germe.

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Riso rosso colesterolo

Dal riso comune si ricava il riso rosso fermentato (monascus purpureus), che trova largo impiego nella formulazione degli integratori ipocolesterolemizzanti.

La sua preparazione dipende dal contatto prolungato con un lievito rosso (chiamato appunto Monascus Purpureus), un microrganismo che, proliferando all’interno dei chicchi, li colora intensamente di rosso.

Lungamente impiegato come rimedio nella medicina tradizionale Cinese, questo cibi viene a ragione considerato un alimento nutraceutico e dietetico, le cui funzioni metaboliche supportano in maniera ottimale molte reazioni metaboliche.

Dal punto di vista fitoterapico esso mostra eccezionali funzioni ipo-lipemizzanti sia nei confronti dei trigliceridi che del colesterolo.

Il meccanismo d’azione di queste proprietà dipende dai residui del lievito che rimangono imprigionati all’interno dei chicchi, e non dal cereale stesso, dato che il microrganismo produce composti chiamati monacoline, tra cui soprattutto la monacolina K.

La struttura della monacolina K è del tutto sovrapponibile a quella delle statine, con il vantaggio di non presentare nessun effetto collaterale e neppure controindicazione.

L’impiego del riso rosso contro il colesterolo ha destato un enorme interesse scientifico e anche economico per la sua funzione terapeutica analoga a quella della lovastatina, il farmaco ampiamente usato a tale scopo.

il suo meccanismo d’azione ricalca infatti quello delle statine, che com’é noto svolgono un’efficace attività inibitoria sull’enzima reduttasi, coinvolto in primo piano nella sintesi del colesterolo.

Un’assunzione regolare di preparati a base di monacolina K consente di raggiungere due importanti obiettivi: da un lato curare l’ipercolesterolemia già esistente e d’altro lato impedire la sintesi di nuovo colesterolo.

Il composto agisce a livello degli epatociti, le cellule del fegato dove si verifica il processo di sintesi endogena del colesterolo, e dove viene prodotto circa il 70% della sua quantità totale.

In seguito alla maggior parte di studi clinici è ormai acquisito che la colesterolemia dipenda principalmente dalla quota endogena del composto (appunto pari al 70%), mentre soltanto il 30% deriva dalla dieta.

Proprio per questo motivo, l’assunzione di riso rosso si rivela efficace per:

  • normalizzare il livello di colesterolo totale;
  • abbassare i livelli di colesterolo LDL;
  • regolare i livelli di colesterolo HDL;
  • controllare i livelli di trigliceridi.

Chi desidera regolare questi valori senza ricorre all’impiego delle statine, può introdurre nel suo regime dietetico questo cereale che, oltre a svolgere notevoli funzioni fitoterapiche, contribuisce a regolarizzare la funzione intestinale (grazie all’elevato contenuto di fibre), contrasta il sovrappeso (in quanti garantisce un ottimo potere saziante) ed è molto appetibile.

Il riso rosso fermentato si è dimostrato addirittura più efficace della lovastatina, dato che i suoi requisiti ipo-lipemizzanti non dipendono soltanto dalla monacolina K, ma all’insieme dei composti in esso contenuti, che agiscono in maniera sinergica e quindi più efficace.

Oltre che inibire l’enzima reduttasi, il rimedio riduce anche i livelli di lipoproteina A, una molecola strutturalmente simile ai carrier LDL.

Il suo ruolo biologico, che deve ancora essere chiarito completamente, sembra simile a quello dell’omocisteina, una proteina considerata un forte fattore di rischio per le malattie del cuore e dei vasi.

Inoltre, il riso rosso fermentato può essere assunto tranquillamente anche da chi mostra intolleranza verso le statine.

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Integratori colesterolo riso rosso

Gli integratori a base di estratti di riso rosso fermentato sfruttano l’azione della monacolina K, un principio attivo prodotto dal lievito presente nei chicchi di questo cereale.

La struttura biochimica della monacolina K è praticamente sovrapponibile a quella della lovastatina, il composto maggiormente usato del gruppo delle statine.

Inibendo la produzione dell’enzima reduttasi, questo preparato agisce “a monte”, in quanto blocca la produzione di colesterolo fin dai suoi precursori molecolari.

Per essere efficace, la monacolina K deve essere assunta con un ben definito dosaggio, che corrisponde a 10 milligrammi al giorno, secondo quanto dichiarato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Trattandosi di un integratore alimentare e non di un medicinale, questo composto non è sottoposto ai tradizionali controlli di farmaco-vigilanza, ma soltanto a quelli dell’EPSA.

Secondo i dati riportati, simili integratori, che sono stati testati su pazienti suddivisi in due gruppi (di cui uno trattato con placebo), hanno consentito di raggiungere livelli di colesterolo molto bassi.

Un recente studio, effettuato nel 2016, ha evidenziato come anche un dosaggio inferiore e pari a 3 milligrammi al giorno, può essere ugualmente efficace allo scopo.

Molte ricerche biochimiche concordano sul fatto di associare la monacolina K all’acido folico, in quanto si è osservato che la loro azione sinergica si potenzia vicendevolmente, raggiungendo ottimi risultati in tempi più brevi.

Prima di assumere integratori a base di riso rosso fermentato è necessario valutare con attenzione il proprio stato di concentrazione di colesterolo e trigliceridi, composti grassi che costituiscono la lipidemia ematica.

Si tratta di elementi indispensabili alla sopravvivenza, ma la cui concentrazione non deve superare la soglia fisiologica, dato che sono potenzialmente pericolosi per l’apparato cardio-vascolare.

In particolare, il colesterolo, che può circolare liberamente nel sangue soltanto se attaccato a specifici carrier lipo-proteici, comprende due frazioni:

  • quota LDL (Light Density Lipoprotein), che sono proteine a bassa densità dotate di una notevole tendenza ad aderire all’endotelio vasale dei vasi arteriosi, dove possono contribuire alla genesi di ammassi cellulari chiamati ateromi o placche ateromatose;
  • quota HDL (High Density Lipoprotein), che sono invece proteine ad alta densità e che svolgono un’azione pulente sulle arterie, staccando eventuali depositi di colesterolo.

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I rimedi a base di riso rosso fermentato agiscono in maniera analoga alle statine, concentrando la loro efficacia sulla frazione LDL e lasciando invariata quella HDL.

È proprio grazie a questa funzione selettiva che gli integratori sono in grado di garantire un’elevata efficacia nella prevenzione delle patologie cardio-vascolari.

La formazione di placche può infatti avere conseguenze estremamente rischiose per la salute di cuore e vasi, poiché provoca un restringimento del calibro arterioso e di conseguenza una maggiore difficoltà nello scorrimento del flusso ematico.

Inoltre, i vasi dove sono presenti ateromi, perdono elasticità, diventando più rigidi e provocando un progressivo innalzamento della pressione arteriosa.

L’associazione tra il minore lume vasale e la maggiore durezza arteriosa aumenta notevolmente l’indice di rischio cardiaco (una più alta percentuale di infarti) e vascolare (picchi ipertensivi).

Il presupposto fondamentale per evitare questi pericoli è quello di prevenire la formazione degli ateromi, evitando fenomeni di ipercolesterolemia.

I preparati a base di riso rosso fermentato agiscono proprio in questo modo, e pertanto trovano largo impiego non soltanto a livello terapeutico, ma anche precauzionale.

Gli obiettivi da raggiungere sono numerosi, e precisamente:

  • abbassare la quantità di colesterolo totale, che comunque appesantisce il sangue a causa della sua componente lipidica;
  • abbassare la frazione LDL, che è quella maggiormente responsabile della genesi degli ateromi;
  • mantenere inalterata la frazione HDL, che funziona come un vero e proprio spazzino per allontanare gli accumuli di colesterolo dalle pareti vasali;
  • evitare la perdita di elasticità delle arterie, mantenendo un fisiologico rapporto tra lipidi e tutti gli altri elementi costitutivi delle cellule;
  • mantenere pervio il lume vasale, per assicurare un normale scorrimento del sangue, minimizzando il pericolo di turbolenze;
  • impedire un sovra-affaticamento del cuore che, se sottoposto a uno sforzo eccessivo a causa degli ateromi che rallentano la circolazione, potrebbe perdere la sue efficienza.

Tutti questi effetti, associati alla bassa frequenza di effetti avversi, costituiscono i principali obiettivi da raggiungere che gli integratori a base di riso rosso fermentato sono in grado di offrire.

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Riso rosso colesterolo: effetti collaterali

Largamente impiegati per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo ematico, gli integratori a base di riso rosso fermentato sono ancora sottoposti a indagini per verificare la loro efficacia e il rapporto rischio/beneficio.

Il Centro Nazionale di Epidemiologia Italiano, che agisce in sinergia con il Ministero della Salute, si impegna a sorvegliare e monitorare le reali funzioni di simili integratori e i loro eventuali effetti collaterali.

La monacolina K è il principio attivo che viene maggiormente controllato dai ricercatori, in quanto il suo meccanismo d’azione analogo a quello delle statine potrebbe comportare simili controindicazioni.

Gli scienziati del nostro paese hanno pubblicato una ricerca sul British Journal of Clinical Pharmacology incentrata proprio sui rischi derivanti dall’assunzione di questi integratori, per un lasso di tempo compreso tra il 2002 e il 2015.

I dati epidemiologici ottenuti hanno evidenziato che sono possibili alcune reazioni avverse, tra cui:

  • dolori muscolari;
  • rottura delle miocellule (rabdomiolisi);
  • disturbi gastro-intestinali;
  • reflusso gastro-esofageo;
  • flatulenza e meteorismo;
  • danni epatici;
  • reazioni cutanee.

Simili effetti collaterali sono sovrapponibili a quelli delle statine, con una differenza posologica, in quanto i dosaggi di monacolina degli integratori sono leggermente superiori a quelli dei principi attivi dei farmaci.

Secondo le più recenti linee guida, visto che la monacolina K abbassa la concentrazione ematica di ubiquinone, gli effetti collaterali potrebbero essere collegati a tale effetto.

Per minimizzare le reazioni avverse è stato ipotizzato quindi di associare l’impiego degli integratori con quello di coenzima Q10, un potente anti-ossidante che svolge effetti benefici sul sistema cardio-vascolare.

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Le principali controindicazioni degli integratori contenenti monacolina K sono le seguenti:

  • gravidanza;
  • allattamento;
  • età pediatrica (in cui comunque non è presente ipercolesterolemia);
  • disfunzioni epatiche (dato che la monacolina agisce sulla sintesi endogena di colesterolo a livello degli epatociti);
  • insufficienza renale (che incide sul catabolismo del composto);
  • terapie farmacologiche prolungate;
  • convalescenze.

Gli alcolisti non possono assumere preparati del genere in quanto l’alcol altera le funzioni delle cellule epatiche e quindi non consente loro di reagire normalmente all’impiego degli integratori a base di riso rosso fermentato.

In base alle numerose ricerche scientifiche, è emerso che i principali effetti collaterali di simili rimedi si collegano alla fisiologia del fegato, dato che proprio in questo organo si concentra il meccanismo d’azione della monacolina K.

L’assunzione di farmaci appartenenti alla classe delle ciclosporine sconsigliano l’utilizzo di integratori di questo genere, in quanto coinvolgono il metabolismo degli epatociti.

Tutti i medicinali collegati funzionalmente al citocromo P450 possono ridurre la velocità di degradazione degli integratori, lasciando in circolo una notevole concentrazione di principi attivi potenzialmente dannosi, soprattutto in presenza di insufficienza epatica.

Chi soffre di disturbi muscolari, come astenia, facile affaticamento, contratture e rigidità non dovrebbe utilizzare il riso rosso fermentato poiché il prodotto in alcuni casi provoca rabdomiolisi, consistente in una progressiva rottura delle cellule dei muscoli per azione diretta sulle due proteine che le costituiscono (actina e miosina).

Pertanto in tutte le miopatie è sconsigliato abbassare il colesterolo con questi integratori.

Un ultimo aspetto da valutare con attenzione prima di assumere monacolina K è la sua posologia, in quanto è necessario introdurne un dosaggio efficace (che superi la soglia minima fisiologica), ma senza superarne la dose massima, per evitare disturbi collegati al sovra-dosaggio.

Su ogni confezione di integratori è indicata la posologia che dipende dalla concentrazione di principio attivo contenuto nel prodotto.

Bisogna comunque chiedere sempre un consulto medico prima di incominciare qualsiasi trattamento con riso rosso fermentato.

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