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Pasta Proteica: Scopri le Migliori sul Mercato

pasta proteica

Stai cercando una guida completa sulla pasta proteica di alta qualità? Allora sei nel posto giusto! 

Prima di entrare nei dettagli specifici, di seguito trovi una tabella nella quale sono state inserite le migliori paste proteiche del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale

Migliori paste proteiche

pasta proteica foodspring

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4.8/5

protopasta ciao carb

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Classifica delle migliori paste proteiche

Di seguito, invece, trovi una classifica con tutte le migliori paste proteiche presenti sul mercato:

Pasta proteica

Viene ormai considerata uno dei più efficaci integratori per supportare l’apporto alimentare di proteine: si tratta della pasta proteica, un cibo caratterizzato da livelli minimi di carboidrati e di lipidi e da massime concentrazioni di peptidi.

Lo scopo di questa pasta è quello di fornire adeguati dosaggi di nutrienti energetici senza appesantire la digestione e facilitando l’assimilazione di tutti quegli elementi considerati necessari per il metabolismo.

Il requisito di apportare un valido aiuto all’organismo sottoposto a sforzi muscolari intensi oppure prolungati è indispensabile per gli atleti sia prima degli allenamenti che in fase post workout.

I valori nutrizionali della pasta proteica sono di 65 grammi di peptidi su 100 grammi di prodotto, un valore decisamente elevato, che corrisponde a circa 300 grammi di carne.

La concentrazione energetica è di circa 375 calorie, derivanti quasi esclusivamente dalle proteine, dato che i carboidrati sono soltanto 16 grammi.

100 grammi di pasta contengono infine 5 grammi di grassi e 7,5 grammi di fibre, necessarie per mantenere attive le funzioni dell’alvo intestinale.

Nella produzione di un simile alimento si impiegano i seguenti ingredienti:

  • farina di frumento;
  • albume d’uovo;
  • proteine della soia;
  • glutine di frumento;
  • fibre vegetali;
  • peptidi vegetali;
  • inulina;
  • gomma di guar.

Le proteine vegetali vengono estratte principalmente dai legumi, soprattutto piselli, lenticchie e soia, che si caratterizzano per elevate concentrazioni di peptidi ad elevato valore biologico.

La farina di grano duro trova maggiore impiego rispetto a quella di grano tenero in quanto la presenza di piccole percentuali di chicchi interi consente di aumentare l’apporto proteico.

Il consumo di questo alimento sta diventando ogni giorno sempre più popolare e diffuso poiché offre un calibrato apporto peptidico contribuendo ad aumentare la sensazione di sazietà.

pasta proteica senza carboidrati

Una simile caratteristica si conferma ideale per chi necessita di un cospicuo quantitativo di energia, ma deve mantenere basso quello calorico, per non aumentare di peso e per non appesantire la digestione.

Nella formulazione della pasta proteica, oltre ai composti vegetali derivanti dai legumi, vengono utilizzati anche peptidi in polvere, soprattutto estratti dall’albume d’uovo e dal siero del latte.

Questi componenti sono dotati di efficaci requisiti nutrizionali, corrispondenti a un potenziamento del metabolismo eso-ergonico derivante da due fattori: da un lato dal potenziamento della sintesi proteica e d’altro lato dal loro maggiore utilizzo.

Proteine di questo tipo sono formate da tutti gli aminoacidi essenziali, che sono quelli non sintetizzabili dall’organismo, ma che possono soltanto venire introdotti con l’apporto dietetico.

Grazie al loro metabolismo a lento rilascio, questi composti mantengono una costante disponibilità di energia per tutto il giorno e non soltanto nella fase post-prandiale, come invece accade per i carboidrati.

Quando l’energia deriva da queste sostanze, succede infatti che il picco glicemico post-prandiale si associa a un elevato quantitativo di ATP, che in poco tempo si esaurisce, provocando dannosi stati carenziali.

La pasta proteica assunta dai vegetariani contiene soltanto peptidi di origine vegetale, altrettanto funzionali e forniti di una durata sufficiente.

Una porzione di pasta proteica, che può contenere fino a oltre 20 differenti tipologie di composti peptidici, si caratterizza per un contenuto di carboidrati molto basso, che rende l’alimento ipocalorico.

Grazie alla presenza di numerosi aminoacidi ramificati, la massa muscolare magra si potenzia progressivamente, senza intaccare le riserve epatiche di glicogeno che devono rimanere intatte per eventuali necessità nel lungo tempo.

Nella formulazione vegetariana e vegana, la pasta proteica viene di solito arricchita con vitamine del gruppo B, dato che i peptidi estratti dalla soia, dai piselli oppure dalle lenticchie non contengono tali macromolecole alimentari.

Pasta proteica: fa male?

La pasta proteica non fa male, ma al contrario contribuisce a migliorare il metabolismo energetico dell’organismo non soltanto degli atleti, ma anche di chiunque sia intenzionato a stare bene.

Inoltre questo cibo consente di perdere peso come conseguenza del minore introito di carboidrati e quindi di calorie: le diete iper-proteiche infatti sono sempre ipocaloriche.

I primi piatti a base di pasta proteica fanno parte della così detta “dieta dell’atleta”, in quanto forniscono allo sportivo notevoli concentrazioni di aminoacidi essenziali e ramificati, che rappresentano la base biologica da cui ricavare energia prontamente disponibile.

pasta proteica senza glutine

Questo alimento inoltre consente di aumentare la massa muscolare magra, grazie alla maggiore disponibilità di elementi plastici che vengono introdotti col cibo.

L’aumento del supporto plastico avviene contestualmente a una riduzione dell’indice insulinico, in quanto la percentuale di glucidi è minima e di conseguenza è bassissima anche la quantità di insulina sintetizzata dal pancreas.

Pertanto la pasta proteica non fa male, ma al contrario permette di migliorare notevolmente le prestazioni fisiche del corpo in seguito al miglioramento funzionale della muscolatura.

L’elaborazione di un programma nutritivo con pasta proteica richiede comunque l’associazione di altri cibi adeguatamente bilanciati e contenenti vitamine e minerali.

Infatti bisogna fornire all’organismo anche substrati energetici alternativi che cioè, oltre ai peptidi, siano in grado di garantire un fisiologico turn-over molecolare.

Bisogna valutare il fatto che il regime alimentare deve essere equilibrato per non fare male e che pertanto è necessario calibrare adeguatamente gli oligo-elementi di cui l’organismo ha bisogno per svolgere le sue funzioni vitali.

Com’é noto, la pasta proteica è un prodotto alimentare del tutto simile alla comune pasta di semola, ma contenente pochissimi carboidrati, che costituiscono invece i principali ingredienti della minestra tradizionale.

Questo cibo non può essere assunto da chi soffre di celiachia, dato che tra i suoi componenti si trova il germe di grano oppure il glutine di frumento, oltre ovviamente alla farina.

La pasta proteica è quindi sconsigliata nei seguenti casi:

  • intolleranza al glutine (pazienti celiaci);
  • insufficienza renale (che impedisce un corretto metabolismo dei composti peptidici);
  • intolleranza all’uovo;
  • intolleranza alle proteine della soia.

In questi casi un simile alimento può fare male e dunque deve essere evitato.

Chi può assumere pasta proteica in quanto non soffre di nessuna intolleranza alimentare verso i suoi componenti deve comunque rispettare i dosaggi indicati sulla confezione, poiché a seconda dei differenti metodi di preparazione, varia la percentuale di proteine e la loro natura.

Migliori paste proteiche

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5/5

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Vantaggi e svantaggi della pasta proteica

Prodotta per la prima volta negli States per supportare l’alimentazione degli sportivi, la pasta proteica si caratterizza per bassi livelli di carboidrati e di lipidi e per un eccezionale contenuto peptidico.

Il suo consumo dovrebbe essere calibrato tenendo conto di età, sesso, costituzione e stato di salute, oltre ovviamente allo stile di vita, dato che il contenuto energetico fornito è molto elevato.

La principale finalità di tale alimento è quella di migliorare le prestazioni della massa muscolare magra senza appesantire la digestione.

Uno degli aspetti più particolari della pasta proteica è senza dubbio la sua versatilità, dato che può venire impiegata sia da atleti in allenamento che da persone intenzionate a perdere peso.

Prima di incominciare una dieta a base di un simile cibo sarebbe opportuno valutare la funzionalità di fegato e reni, poiché il metabolismo proteico coinvolge principalmente questi due apparati.

Chi soffre di diabete e quindi è costretto a ridurre drasticamente l’apporto di carboidrati, può assumere pasta proteica per ricevere un notevole apporto di energia senza introdurre glucidi.

Chi segue un regime vegetariano può optare per la variante a base di peptidi vegetali estratti da piselli, soia e legumi in generale.

Per rendere più digeribile la pasta, alcuni brand la preparano utilizzando proteine in polvere, particolarmente digeribili e rapidamente assimilabili.

Pertanto questo alimento rappresenta la scelta ideale per:

  • pazienti diabetici;
  • soggetti celiaci;
  • persone in sovrappeso;
  • atleti in fase di allenamento;
  • sportivi durante il workout;
  • vegetariani e vegani;
  • pazienti affetti da sindrome metabolica;
  • pazienti con ipercolesterolemia.

La sua assunzione è sconsigliata per:

  • pazienti con insufficienza renale;
  • pazienti con problemi epatici;
  • soggetti allergici alle proteine della soia;
  • soggetti allergici alle proteine dell’uovo;
  • soggetti allergici alla caseina.

A seconda della composizione specifica dei singoli prodotti è necessario leggere attentamente le differenti composizioni, per valutarne le eventuali controindicazioni.

pasta proteica fa male

Calorie della pasta proteica

La pasta proteica viene preparata con i seguenti ingredienti:

  • farina di cereali ad alto contenuto proteico (avena, semi di lino, farro, orzo);
  • farina di legumi ad elevato tenore proteico (ceci, piselli, lenticchie, fave, soia);
  • glutine;
  • albume d’uovo;
  • proteine in polvere;
  • fibre alimentari (inulina, pectina);
  • vitamine del gruppo B (tiamina, niacina, riboflavina e acido folico);
  • ferro.

Molte paste proteiche sono arricchite con glucomannano, un polisaccaride indigeribile in grado di attrarre elevate concentrazioni di acqua, che trasforma i composti in masse gelatinose dal notevolissimo potere saziante e ipocalorico.

Come conseguenza la pasta presenta spesso una consistenza gommosa e molto idratata, che contribuisce a limitare la sensazione di fame, caratteristica utilissima per chi desidera perdere peso.

Se consumata in un regime dietetico bilanciato, in sostituzione alla pasta tradizionale oppure ad altri cibi amidacei, quella proteica può contribuire a:

  • ridurre lo stimolo della fame;
  • ottimizzare il metabolismo di grassi e carboidrati;
  • coadiuvare la perdita di peso;
  • mantenere il normo-peso;
  • integrare l’apporto proteico per sportivi e atleti in allenamento.

Il contenuto calorico della pasta proteica, che è limitato rispetto all’apporto energetico che essa produce, dipende dal collegamento tra proteine e termogenesi.

Un simile rapporto può seguire differenti percorsi metabolici che consumano più o meno energia; la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione dei nutrienti sono processi che consumano elevati quantitativi energetici poiché le vie metaboliche implicate sono fortemente endoergoniche.

Le proteine contengono 4 calorie per grammo, un valore inferiore rispetto a quello di carboidrati e grassi; l’effetto termico della dieta indica il dispendio energetico dei differenti alimenti, che è richiesto dalla loro digestione.

I lipidi implicano una termogenesi pari al 3%, i carboidrati pari all’8% e le proteine al 30%, questo fatto conferma che i peptidi richiedono quantitativi energetici molto maggiori rispetto a carboidrati e lipidi per essere assimilati.

Dal punto di vista termogenico, 100 calorie di proteine forniscono all’organismo 70 calorie effettive, al contrario dei grassi che su 100 calorie ne rendono disponibili 98; per questo motivo, le diete ad elevato contenuto proteico sono più efficaci di quelle a basso contenuto proteico.

Inoltre il consumo di cibi ricchi di peptidi riduce sostanzialmente il senso della fame, poiché le proteine sono i macronutrienti più efficaci per aumentare l’indice di sazietà.

La pasta proteica aumenta il senso di sazietà poiché inibisce la sintesi della grelina, definito come ormone della fame: grazie a questo presupposto metabolico, un simile alimento si conferma la scelta ideale per tutti i regimi ipocalorici.

Oltre che per gli atleti, che necessitano di un aumento di massa muscolare, la pasta proteica è un cibo consigliato anche per gli anziani, il cui organismo tende a perdere le fisiologiche funzioni della muscolatura.

L’assunzione di pasta proteica alternata a quella tradizionale (per non affaticare l’apparato renale), è importante per preservare i muscoli degli anziani, che tendono a subire un processo di involuzione.

Per gli over-65 il quantitativo peptidico giornaliero è valutato intorno a 1,5 grammi per ogni chilo di peso corporeo.

pasta proteica migliore

Chi mangia più proteine riesce a mantenere in migliori condizioni anche l’apparato osteo-articolare, riducendo il rischio di osteoporosi e di fratture.

100 grammi di pasta proteica contengono circa 360 calorie, rispetto alle 353 della pasta tradizionale; il contenuto proteico è di 50 grammi contro i 10 grammi della pasta di semola.

Il rapporto tra carboidrati è di 30 (pasta proteica) rispetto a 80 (pasta di semola), e il quantitativo di grassi è circa uguale, ed è contenuto tra 1,4 e 1,6 grammi.

È possibile preparare in casa la pasta fresca proteica, che una concentrazione calorica inferiore rispetto a quella secca poiché risulta più idratata.

Grazie all’elevata concentrazione di fibre associate alle proteine, la pasta proteica se consumata a dosaggi elevati può provocare flatulenza, meteorismo e gonfiore addominale.

L’apporto proteico totale giornaliero che viene raccomandato per individui adulti, non dovrebbe superare 1,5 grammi di proteine per chilogrammo di peso; superando questa soglia fisiologica si corre il rischio di affaticare l’apparato renale oltre che il fegato.

In ogni caso, è necessario non sostituire completamente la pasta tradizionale con quella proteica, poiché un certo apporto di carboidrati è necessario per svolgere le funzioni metaboliche dell’organismo.

Se finalizzato a favorire la perdita di peso, questo alimento deve comunque integrarsi in un regime dietetico bilanciato e ipocalorico, accompagnato da un buon livello di attività fisica.

È sempre opportuno assumere pasta proteica solo una volta al giorno, preferibilmente a pranzo, per consentire la sua digestione e successiva assimilazione durante il giorno.

Pasta proteica: prezzo

Sono numerosi i brand che producono pasta proteica accanto a quella tradizionale, oltre ad aziende specializzate nella realizzazione di integratori a cui appartiene questo alimento.

Confezioni da 1 kg di pasta proteica con un elevato apporto di fibre costano circa 5 euro, confezioni da 250 grammi hanno un costo di 2,5-3 euro, alcune varietà arricchite con vitamine e minerali possono costare fino a 12 euro per kg.

Il prezzo medio di una confezione da 500 grammi di pasta proteica di buona qualità si aggira sui 3,5 euro.

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