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Fermenti Lattici Per Colon Irritabile: Ecco i Più Efficaci

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Sindrome del colon irritabile: cos’é?

La sindrome del colon irritabile (conosciuta anche col nome di colite spastica) è una patologia di tipo infiammatorio che interessa la porzione centrale dell’intestino crasso, appunto il colon.

Dal punto di vista anatomico, il colon si presenta come una struttura tubulare lunga circa un metro e mezzo, che collega l’ileo con il retto e che si distingue in tre porzioni: colon ascendente, colon trasverso e colon discendente.

Le sue pareti, che sono pluristratificate, comprendono:

  • mucosa (interna);
  • sottomucosa (intermedia);
  • tonaca muscolare (esterna);
  • sierosa (a contatto col peritoneo).

La funzione di questo tratto intestinale è quella di riassorbire acqua e sali minerali, per contribuire alla formazione del materiale fecale che poi verrà eliminato.

La superficie del colon è ricca sia di cripte, che sono piccole evaginazioni della mucosa il cui scopo è di aumentare l’estensione assorbente della superficie, sia di cellule mucipare, che secernono il muco, indispensabile per favorire la progressione del materiale alimentare verso l’ampolla rettale.

Oltre ad assorbire acqua ed elettroliti, il colon funziona anche come produttore di immunoglobuline, con funzione immunitaria.

Tra i più comuni problemi di questa porzione intestinale c’é il colon irritabile, un disturbo che non dipende da modificazioni anatomiche dell’organo, ma che probabilmente ha un’origine flogistica.

Secondo le più attendibili teorie relative alla genesi della malattia, i pazienti che ne sono affetti avrebbero un anomalo controllo da parte delle fibre nervose che quindi provocherebbe alterazioni funzionali del colon.

La tipica sintomatologia del colon irritabile comprende:

  • crampi addominali;
  • meteorismo e flatulenza;
  • alternanza tra stipsi e diarrea;
  • presenza di muco nelle feci;
  • presenza di tracce ematiche nelle feci.

Un simile quadro morboso non dovrebbe mai essere sottovalutato in quanto potrebbe indicare anche l’insorgenza di forme neoplastiche: infatti il carcinoma al colon esordisce appunto con segnali del genere.

Pertanto il primo approccio per inquadrare la malattia è quello di poter disporre di una diagnosi attendibile.

Diagnosticare il colon irritabile non è assolutamente facile per due motivi: da un lato l’aspecificità dei sintomi e d’altro lato la mancanza di analisi specifiche.

Il disturbo, che colpisce circa il 20% della popolazione dei così detti Paesi Sviluppati, ha una duplice genesi derivante non solo dal regime alimentare ma soprattutto dalla componente psico-emotiva del soggetto.

La maggior parte dei pazienti affetti da questa sindrome, che ha un’età compresa tra 20 e 30 anni, spesso soffre di patologie ansiose e depressive, a conferma della stretta correlazione tra intestino e sistema nervoso.

La causa più probabile del disturbo sarebbe da ricercare in un’anomala correlazione tra cervello e fibre muscolari intestinali, per cui essere verrebbero iperstimolate da eccessivi input neurologici.

Inoltre anche l’assunzione di particolari alimenti, lo stress eccessivo, gli squilibri ormonali e alcune patologie gastro-intestinali contribuiscono all’insorgenza del quadro morboso.

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Quali sono le terapie consigliate per il colon irritabile

Le terapie per il colon irritabile sono di due tipi:

  • sintomatiche;
  • curative.

Le prime hanno lo scopo di attenuare i sintomi, rappresentati soprattutto dal dolore e poi anche dalle alterazioni dell’alvo e dal gonfiore.

Le seconde, che sono anche quelle più difficili da definire, si propongono l’obiettivo di eliminare i fattori eziologici che stanno alla base del problema.

Tenendo conto che non sono ancora note con certezza le cause del disturbo, le cure che di solito vengono utilizzate sono quasi esclusivamente di tipo sintomatico.

È necessario intervenire su più fronti, dato che l’origine del problema è di tipo multifattoriale, incominciando innanzi tutto dal regime dietetico, che prevede l’eliminazione di tutti i cibi responsabili di meteorismo addominale.

Bisogna poi regolarizzare l’alvo intestinale, contrastando da un lato la diarrea e d’altro lato la stitichezza, assumendo pertanto adeguate precauzioni nutrizionali.

I fattori psico-emotivi non devono essere sottovalutati, ma al contrario devono rappresentare un punto focale della terapia, dato che la malattia è chiaramente di tipo psico-somatico.

Di solito vengono consigliati anche integratori a base di fibre (metilcellulosa oppure psyllum), in grado di assorbire i gas intestinali, consentendo di regolare le funzioni digestive.

Il dolore viene spesso trattato con antispastici locali, che agiscono selettivamente sulle fibre muscolari lisce dell’intestino, eliminando le eccessive contrazioni peristaltiche.

Gli antidepressivi si sono rivelati rimedi piuttosto efficaci, anche se non sempre ben tollerati.

Generalmente è consigliato un supporto antibiotico, per eliminare il rischio di infezioni batteriche che potrebbero sovrapporsi ai processi infiammatori delle pareti intestinali.

Fumo e alcol sono sconsigliati, così come cibi piccanti, spezie, caffè, cioccolata e bevande gassate.

Bisogna bere molti liquidi, preferibilmente sotto forma di tisane rilassanti, di infusi calmanti e digestivi.

La sedentarietà è assolutamente sconsigliata, dato che una moderata attività fisica si rivela di grande aiuto per migliorare la funzionalità del colon.

Psicoterapia, agopuntura, riflessologia plantare, omeopatia e yoga rappresentano altrettanti approcci terapeutici in grado di migliorare le condizioni dei pazienti.

Particolare cura deve infine essere riservata allo stile di vita, tenendo conto che la sindrome del colon irritabile ha una base psicologica molto significativa e che pertanto coinvolge tutto l’organismo nelle sue funzioni vitali.

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Fermenti lattici per colon irritabile

I fermenti lattici per il colon irritabile comprendono un numeroso gruppo di microrganismi che si moltiplicano all’interno dell’intestino andando a formare il microbioma (flora batterica simbionte).

Si tratta di batteri lattici, in grado cioè di metabolizzare il lattosio (zucchero presente nel latte), scindendolo in glucosio e galattosio.

I ceppi di fermenti più vantaggiosi per l’organismo sono quelli capaci di produrre anche acido lattico, un composto estremamente utile per il benessere del colon irritato.

Le specie più efficaci sono:

  • lactobacillus;
  • streptococcus;
  • lactococcus;
  • pediococcusm;
  • leuconostoc.

I fermenti lattici, da molti erroneamente identificati con i probiotici, in realtà sono soltanto una parte di essi in quanto si sono sviluppati secondo specifiche linee evolutive.

In presenza di colon irritabile, questi microrganismi, che sono resistenti ai processi digestivi e che quindi non vengono inattivati dal succo gastrico, enterico e pancreatico, hanno la capacità di raggiungere ancora intatti l’intestino, dove incominciano a replicarsi in maniera esponenziale.

Il loro ruolo è duplice, poiché da un lato regolarizzano la flora batterica intestinale e d’altro lato migliorano le difese immunitarie in seguito alla produzione di specifiche immunoglobuline.

Dopo essersi stabiliti sulle pareti del colon, i fermenti lattici lo colonizzano con miliardi di esemplari, capaci di migliorare i processi digestivi in seguito all’eliminazione dell’eccessiva fermentazione che caratterizza la sindrome del colon irritabile.

Carboidrati, fibre, aminoacidi e alcune molecole lipofile sono i bersagli d’elezione del microbioma che, in seguito alle sue funzioni probiotiche, vengono correttamente digerite e assimilate.

Evitando la permanenza di simili sostanze nel colon, vengono eliminati o rischi di putrefazione fermentativa, che è una delle cause principali dei disturbi colitici.

I fermenti lattici inoltre potenziano la sintesi di vitamina B(, di vitamina B12 e di acidi grassi a corta catena, composti essenziali per un corretto svolgimento digestivo.

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Fermenti lattici per colon irritabile: cosa sono?

I fermenti lattici per colon irritabile sono dei microrganismi eubiotici, in grado di colonizzare le pareti intestinali per poi svolgere le loro azioni protettive sul metabolismo digestivo.

Nella maggior parte dei casi, questo disturbo deriva da uno squilibrio tra batteri simbionti e batteri patogeni, responsabile della degenerazione dei processi fisiologici del colon.

Quando si instaura una simile condizione, diventa indispensabile ripristinare sia la concentrazione che la funzionalità della flora simbionte, mediante appunto l’assunzione dei fermenti lattici.

Questi microrganismi devono arrivare vivi alle pareti del colon, dove si attaccano per poi moltiplicarsi rapidamente: soltanto aderendo agli enterociti infatti essi possono svolgere le loro funzioni.

Occupando i siti disponibili sulla parete colica, i fermenti lattici impediscono ai germi patogeni di aderirvi, eliminandoli così dall’intestino.

Dato che il colon irritabile è un disturbo di tipo infiammatorio con forte componente batterica, l’eliminazione dei batteri patogeni risulta una strategia particolarmente efficace.

I fermenti, infatti, sottraendo il nutrimento ai microrganismi nocivi, non consentono la loro sopravvivenza.

La somministrazione di simili rimedi in caso di colon irritabile svolge alcune fondamentali funzioni, e cioè:

  • elimina i microrganismi patogeni;
  • equilibra il microbioma;
  • potenzia la risposta immunitaria;
  • minimizza eventuali intolleranze alimentari (come quella al lattosio o al glutine);
  • stimola lo sviluppo di cellule linfoidi;
  • abbassa la colestrerolemia (che sembra essere una concausa della malattia);
  • previene l’insorgenza di forme allergiche;
  • svolge un’azione miorilassante a livello peristaltico;
  • velocizza i tempi della digestione.

Anche se non può essere considerata una grave patologia, la sindrome del colon irritabile è comunque un disturbo molto fastidioso, che può condizionare tantissimo lo stile di vita.

L’impiego dei fermenti lattici si è rivelato un supporto efficace e soprattutto privo di effetti collaterali, in grado non soltanto di curare, ma anche di prevenire eventuali recidive della malattia.

Questo disturbo si caratterizza infatti per una certa ciclicità, che prevede fasi di acuzie (con un’esplosione dei sintomi) alternate a fasi di remissione (in cui i pazienti stanno bene).

Non bisogna illudersi tuttavia che i problemi siano risolti, perché è sufficiente un improvviso calo delle difese immunitarie (ad esempio nei cambi di stagione), una prolungata terapia con antibiotici (che uccidono anche i microrganismi eubiotici), oppure un surplus di stress e affaticamento, per scatenare la riacutizzazione della sindrome.

Proprio per evitare simili rischi è quindi opportuno assumere regolarmente fermenti lattici che, oltre a svolgere un’azione efficace e duratura, non hanno controindicazioni e non presuppongono effetti collaterali di nessun genere.

In virtù della capacità di tali microrganismi di riequilibrare la flora batterica del colon e grazie alla loro innocuità, essi trovano largo impiego su pazienti di tutte le età, anche bambini e anziani, considerati i soggetti più vulnerabili.

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In seguito a squilibri gastro-enterici degli eubioti, l’intero apparato digerente reagisce in maniera più o meno intensa, a seconda soprattutto delle difese immunitarie del paziente.

La sindrome del colon irritabile dipende infatti da tre cause principali, che sono:

  • presenza di processi infiammatori;
  • interazioni pscico-emotive;
  • abbassamento delle difese immunitarie.

I fermenti lattici probiotici svolgono un’azione terapeutica e preventiva su tutti questi aspetti, contribuendo a risolvere disturbi che mostrano una netta tendenza a cronicizzarsi e che pertanto devono essere curati con tempestività e in maniera selettiva.

Colonizzando le pareti intestinali (soprattutto del colon), i fermenti lattici vanno a rinforzare sia numericamente che funzionalmente il microbioma, condizionando anche il pH dell’ambiente.

Nella formulazione dei migliori integratori per la sindrome del colon irritabile, questi rimedi sono spesso associati a psyllum (con proprietà emollienti e lenitive per la mucosa intestinale), malva (una pianta officinale dotata di requisiti decongestionanti e calmanti), aloe vera (un’efficace sostanza antispastica e antinfiammatoria).

Fermenti lattici per colon irritabile in gravidanza

Durante la gravidanza le gestanti sono alle prese con numerosi problemi riguardanti l’apparato intestinale, che non possono essere curati con farmaci tradizionali, a causa delle loro controindicazioni.

Uno dei disturbi più comuni durante i 9 mesi di gravidanza è senza dubbio la stipsi, dato che quasi il 60% delle donne ne soffre sia occasionalmente che in modo continuativo.

Questo problema dipende dalle variazioni ormonali tipiche della gestazione, che contribuiscono a rendere le feci disidratate e molto solide, difficilmente eliminabili.

Nello stesso tempo, e soprattutto nell’ultimo trimestre, le notevoli dimensioni dell’utero premono contro le anse intestinali, impedendo il normale transito del materiale fecale.

Un altro aspetto tipico del colon irritabile in gravidanza è legato agli spasmi viscerali, sempre provocati dalle fluttuazioni degli ormoni. 

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Le gestanti non possono assumere medicinali che potrebbero danneggiare lo sviluppo dell’embrione.

Proprio per questo motivo, la sindrome del colon irritabile (spesso associata a fenomeni di natura psico-emotiva) può essere curata con l’assunzione di fermenti lattici che non presentano controindicazioni di nessun genere.

Si tratta infatti di microrganismi normalmente presenti sulle pareti intestinali, che devono soltanto essere potenziati mediante l’uso di integratori adeguati.

Le gestanti sono solite utilizzare per l’intera durata della gravidanza preparati a base di fermenti eubiotici, di solito associati a vitamine del gruppo B (per migliorare la produzione di globuli rossi e prevenire anemie di vario genere), di zinco (per rinforzare il sistema immunitario) e di composti antiossidanti (che potenziano le funzioni antinfiammatorie dei probiotici).

L’obiettivo da raggiungere è quello di eliminare i fastidiosi sintomi della sindrome senza provocare reazioni avverse oppure effetti sgraditi e potenzialmente pericolosi per madre e bambino.

I fermenti lattici, che si comportano da vere e proprie sostanze immunostimolanti, possono essere assunti a partire dal primo trimestre e fino al parto, dato che la loro attività non interferisce con nulla.

Poter disporre di una regolare funzione evacuatoria consente alla gestante anche di eliminare le tossine esogene ed endogene che, accumulandosi, potrebbero innescare fenomeni avversi.

È noto che la regolarità intestinale è fondamentale per la donna durante la gravidanza, in quanto la stipsi gravidica è uno dei disturbi più comuni e fastidiosi, soprattutto negli ultimi mesi, quando l’utero comprime l’apparato intestinale.

Bisogna comunque sempre chiedere un parere al medico prima di incominciare qualunque terapia, anche se naturale come quella a base di fermenti lattici.

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