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Crema Capezzoli: Recensione delle Migliori del 2021

crema capezzoli

Stai cercando una guida completa sulle migliori creme per capezzoli? Allora sei nel posto giusto!

Di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inserite le migliori creme per capezzoli del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

migliori creme per capezzoli

medela purelan

crema capezzoli medela
5/5

nursicare

crema capezzoli gravidanza
3.6/5

lanolina hpa

crema irritazione capezzoli
3.5/5

vea olio idratante

crema per preparazione capezzoli
3.3/5

Classifica delle migliori creme per capezzoli

Di seguito invece trovi una lista completa di tutte le migliori creme per capezzoli sul mercato:

Migliori creme capezzoli del 2021 a confronto: recensioni e guida alla scelta

I capezzoli sono sporgenze di forma cilindrica o conica, localizzate nella zona apicale della mammella e costituiscono il punto in cui i dotti galattofori si riuniscono prima di aprirsi all’esterno.

Pur presentando una consistenza morbida ed elastica, questa struttura anatomica è iperpigmentata e piuttosto compatta, con piccoli orifizi di sbocco disposti in posizione apicale.

È proprio attraverso questi forellini che il neonato succhia il latte prodotto dalla ghiandola mammaria.

Dal punto di vista anatomico, le mammelle sono organi costituiti da lobuli ghiandolari, ciascuno dei quali produce una secrezione liquida che prelude alla sintesi del latte.

Il tessuto ghiandolare è alternato a tessuto adiposo che funge da sostegno.

Il capezzolo si trova posizionato nella parte centrale anteriore della mammella, e ha un’altezza media compresa tra 10 e 12 millimetri, con un diametro di 10 millimetri.

La pelle che lo riveste è chiamata area cribrosa, ed è formata da papille e infossamenti in cui si aprono da 15 a 20 dotti galattofori.

All’interno del capezzolo vi sono anche numerose fibre di tessuto muscolare liscio, disposte circolarmente e radialmente sotto all’areola mammaria.

In posizione adiacente sono localizzate le ghiandole del Montgomery, responsabili di una tipica secrezione che ammorbidisce il capezzolo durante l’allattamento.

Durante i primi anni di vita, esso è quasi invisibile e incomincia a svilupparsi nella pubertà, quando nella femmina aumenta di volume mentre nel maschio rimane rudimentale.

Nel corso della gestazione e soprattutto dell’allattamento, il capezzolo raggiunge il suo sviluppo massimo estroflettendosi e pigmentandosi in maniera significativa.

In seguito a stimolazioni neuro-vegetative collegate al coito, il capezzolo va in erezione (telotismo) aumentando lunghezza e consistenza, poiché rappresenta una delle principali zone erogene del corpo; la sua stimolazione sensoriale contribuisce a potenziare la libido.

La sua principale funzione rimane quella di nutrire il neonato che subito dopo il parto contribuisce alla produzione del latte, infatti il brusco calo di progesterone ed estrogeni incentiva la funzione stimolante della prolattina sulla secrezione lattea, rendendo il capezzolo più corposo per il nutrimento del lattante.

Per mantenere in buona salute questa parte della mammella, che risulta importantissima per le funzioni appena accennate, è importante che la cute di rivestimento si mantenga elastica, tonica e resistente alle stimolazioni meccaniche.

Può succedere che insorgano fenomeni desquamativi del capezzolo, che si manifestano in associazione a secrezioni secche: tali manifestazioni non devono destare preoccupazione poiché dipendono da un’inadeguata idratazione cutanea, che può essere risolta facilmente con l’applicazione di preparati per uso topico.

I principali disturbi del capezzolo sono ragadi, dermatite mammaria, eczema, infezioni virali e adenoma erosivo.
Le ragadi sono piccole fessurazioni molto dolorose che si formano durante il periodo dell’allattamento in seguito alla suzione da parte del neonato.

Quando tali lesioni penetrano oltre il derma, possono arrivare a interessare i dotti galattofori, aprendo una via preferenziale per virus e batteri.

Per questo motivo, esse devono essere curate tempestivamente con adeguati prodotti idratanti e antinfiammatori, per impedire l’insorgenza di patologie più gravi.

La dermatite mammaria consiste in una serie di cambiamenti visibili della pelle, localizzati nella zona areolare e capezzolare, in cui la cute diventa arrossata, irritata, secca e squamosa.

Si tratta di una forma di dermatite eczematosa, che può portare alla formazione di secreti sierosi con rigonfiamento e lesioni ulcerative.

In presenza di tali manifestazioni, bisogna effettuare indagini cliniche approfondite per escludere malattie più gravi.

L’eczema del capezzolo di solito fa parte di disturbi cutanei di tutta la mammella, che si concentrano a livello areolare: il loro aspetto istologico è simile a quello della dermatite mammaria in quanto sono presenti aree desquamate e secche, che mostrano tendenza a ulcerarsi.

Le principali infezioni virali che interessano l’area del capezzolo sono di natura herpetica (Herpes simplex) oppure condilomi; in tutti i casi si evidenzia una tumefazione edematosa derivante da ritenzione idrica mammaria, con possibili ulcere associate.

Spesso questo disturbo dipende dall’attrito protratto, causato dal contatto con indumenti troppo aderenti oppure di natura sintetica.

Bisogna porre particolare attenzione alla scelta della biancheria intima, dato che alcuni tessuti in presenza di sudore possono provocare vari problemi.

L’adenoma corrosivo è un disturbo piuttosto raro che consiste in un aumento di volume del capezzolo, con dolore urente e prurito.

In gravidanza i capezzoli subiscono una serie di modificazioni preparatorie all’allattamento, che dipendono dalle modificazioni ormonali e che possono essere più o meno evidenti.

È proprio in questo periodo che diventa necessario prendersi cura del benessere di queste parti del corpo, che in seguito all’aumento del flusso sanguigno, diventano ipertrofiche, si colorano più intensamente e protrudono dalle mammelle.

In questa fase si accentua la formazione dei tubercoli di Montgomery, che sono piccole protuberanze accessorie disposte in posizione adiacente.

Durante la gestazione e dopo il parto i capezzoli possono mostrare alcuni disturbi, che sono:

  • aumento di sensibilità;
  • intolleranza alle variazioni termiche (soprattutto al freddo);
  • indurimento e dolore;
  • formicolio;
  • tensione dolorosa;
  • bruciore;
  • prurito;
  • secchezza e desquamazione cutanea;
  • eruzioni;
  • perdita di colostro.

Per mantenere in buona salute i capezzoli e le mammelle, è fondamentale scegliere un reggiseno adatto alla propria costituzione, che deve essere realizzato in fibra traspirante, 100% naturale, morbido, aderente ma non compressivo, e preferibilmente privo di cuciture, che possono sollecitare in maniera nociva i capezzoli.

Questi presupposti sono validi sempre ma indispensabili durante gravidanza e allattamento, quando il seno attraversa una fase di estrema vulnerabilità e i capezzoli possono subire l’attacco di germi patogeni.

Miglior crema capezzoli: Medela Purelan

Questa crema alla lanolina è indicata per la cura dei capezzoli affetti da ragadi e per la loro fisiologica idratazione.

Viene indicata per la terapia di capezzoli screpolati, secchi e doloranti, durante l’allattamento, per evitare la formazione di ragadi.

Oltre a idratare e nutrire la pelle, Purelan (clicca qui per scoprire il prezzo)svolge un’efficace azione lenitiva derivante dalla formazione di una barriera protettiva di lanolina.

miglior crema capezzoli

Il suo impiego è raccomandato già durante gli ultimi mesi di gestazione per preparare la pelle del capezzolo al successivo allattamento, infatti questo prodotto restituisce un’adeguata idratazione alla pelle evitando desquamazioni e secchezza.

Essendo formulata soltanto con lanolina naturale, la crema non è dannosa per il neonato, ma al contrario rende la sua suzione più agevole e facile.

Ipoallergenica, priva di conservanti, additivi o coloranti, Purelan può essere utilizzata anche sulle labbra, sul naso, oppure su parti disidratate della pelle del neonato.

Il punto di forza di questa crema per capezzoli in gravidanza e durante l’allattamento per uso topico è quello di poter essere utilizzato indifferentemente, sia sulla pelle materna che su quella neonatale, grazie alla delicatezza e tollerabilità della lanolina pura

Il tubetto, che contiene 37 grammi di crema, è in vendita su Amazon.

Crema capezzoli allattamento: Nursicare

Uno dei problemi più diffusi delle neomamme durante l’allattamento è quello del dolore ai capezzoli, poiché soprattutto le prime volte il neonato, attaccandosi al seno, li spreme violentemente iperstimolando le loro terminazioni nervose.

Nursicare (clicca qui per scoprire il prezzo)agisce non soltanto migliorando la funzionalità dei capezzoli, ma anche eliminando il dolore presente durante l’allattamento.

In presenza di ragadi questo prodotto riesce a velocizzare il processo di rimarginazione, proteggendo la pelle con un film idrolipidico naturale.

crema per capezzolo allattamento

Si tratta di cuscinetti in idrogel, formulati per velocizzare la guarigione delle piccole ulcere areolari, responsabili del forte dolore durante l’allattamento.

Essendo costituiti da principi attivi idratanti, emollienti e lenitivi, questi dischetti naturali riducono la sensibilità dei capezzoli accelerando la ripigmentazione dell’area circostante.

Il loro impiego non prevede l’applicazione di lozioni o creme, poiché sono dispositivi già medicati e pronti per l’applicazione.

È consigliabile utilizzarli negli intervalli tra un allattamento e l’altro, per migliorare la reattività cutanea della pelle particolarmente sensibile del capezzolo.

Quando si verifica la montata lattea, i capezzoli sono sottoposti a uno stress meccanico dovuto alla tensione mammaria, che preme con violenza sui dotti galattofori.

Se le aperture dei dotti non sono pervie, può verificarsi il temuto ingorgo mammario, che risulta estremamente doloroso per la madre e pericoloso per il bambino, che non riesce a nutrirsi.

L’impiego dei dischetti Nursicare contribuisce a evitare questi inconvenienti, poiché mantenendo l’epidermide elastica, tonica e perfettamente idratata, assicura la pervietà dei dotti galattofori e quindi la fuoriuscita normale della secrezione lattea.

Nel momento in cui il neonato si attacca al seno, non ci sono ostacoli per la sua suzione e i capezzoli non possono svolgere la loro funzione senza nessun disturbo.

Grazie alla presenza di un tensioattivo naturale che velocizza il processo di guarigione dalle ragadi riportando i capezzoli alle loro funzioni fisiologiche, per la presenza di glicerina emolliente, questo rimedio è indicato anche in casi di recidive.

Bisogna posizionare correttamente il cuscinetto, che deve essere direttamente a contatto con la ragade, adattandolo al contorno del capezzolo; al momento dell’allattamento il cuscinetto deve essere rimosso, per essere poi riutilizzato più volte, fino a quando non è completamente intriso di latte.

La confezione, che contiene 6 cuscinetti, è in vendita su Amazon.

Crema lanolina capezzoli: Lanolina HPA

Secondo le più recenti linee guida, la lanolina, che è un prodotto naturale al 100%, rappresenta la scelta ideale per capezzoli affetti da ragadi e quindi doloranti durante l’allattamento.

L’applicazione di Lanolina HPA (clicca qui per scoprire il prezzo), aiuta non soltanto a minimizzare la sintomatologia dolorosa, ma anche a prevenire la formazione di altre ragadi.

La crema può essere utilizzata anche sulle labbra, come balsamo per pelle secca del viso, oppure sul neonato.

crema capezzoli lanolina

Prima di attaccare il bambino al seno non è necessario rimuovere la crema poiché non è tossica, anzi rende la pelle del capezzolo più morbida e gradevole per il lattante.

Questo prodotto provvede a rigenerare la pelle rovinata dalle ragadi, contribuendo a formare una barriera idrolipidica protettiva che da un lato trattiene il contenuto umido della pelle reidratandola e d’altro lato velocizza il processo di cicatrizzazione senza che si formino croste.

Di conseguenza, si verifica un sollievo immediato dal dolore e viene garantita la possibilità di allattare il neonato senza interruzioni.

Questo rimedio è utile anche per ustioni, tagli, abrasioni, piccole ferite e per idratare qualsiasi zona cutanea disidratata.

La confezione, che contiene 40 millilitri di crema, è in vendita su Amazon con uno sconto speciale del 35%, che consente di risparmiare 10 euro sul prezzo di listino.

Crema capezzoli gravidanza e non: Vea Olio Idratante Protettivo

Ideale in presenza di pelle secca, screpolata o arrossata a causa di agenti climatici, sostanze chimiche o cosmetici aggressivi, l’olio Vea (clicca qui per scoprire il prezzo), si è rivelato un rimedio perfetto anche per la cura dei capezzoli.

In caso di arrossamento, bruciore, disidratazione o presenza di ragadi, questo prodotto apporta il giusto equilibrio di sostanze emollienti e idratanti con funzione lenitiva e rigenerante.

crema capezzoli prevenzione ragadi

La sua applicazione prevede l’impiego di piccoli quantitativi di olio (una o due gocce) sulla zona da trattare, che deve essere massaggiata per alcuni secondi fino al suo completo assorbimento.

La vitamina E, che è il suo principale componente, ha una struttura simile a quella dei fosfolipidi di membrana, che vengono quindi sostituiti con un turnover estremamente funzionale.

In caso di ragadi o di irritazioni del capezzolo e della zona areolare, è opportuno massaggiare due o tre volte al giorno la parte lesa con due gocce di olio Vea, fino al suo completo assorbimento, per ottenere risultati visibili già dopo pochi giorni.

Esso può essere utilizzato anche come balsamo labbra, sulle mani, sui piedi, soprattutto sui talloni, e in tutte le parti cheratinizzate del corpo, dove cioè l’epidermide tende a disidratarsi e a desquamarsi.

Il tubetto, che contiene 20 millilitri di olio, è in vendita su Amazon con uno sconto speciale del 13%.

Crema capezzoli: funziona? Effetti e benefici

La crema capezzoli funziona attivamente sia per curare lesioni come ragadi e irritazioni eczematose, sia per prevenire la loro formazione.

Infatti, un prodotto del genere contribuisce a formare un film idrolipidico protettivo che si deposita sulla superficie cutanea di areola e capezzoli.

In questo modo le aree lesionate guariscono velocemente e la pelle risulta più tonica, idratata ed elastica.
Gli effetti garantiti da preparati del genere sono sia di tipo rigenerativo (riepitelizzazione delle lesioni), sia di tipo funzionale (migliorare la fuoriuscita del latte dai dotti galattofori).

Il meccanismo d’azione della crema per capezzoli si basa sull’utilizzo di sostanze 100% biologiche, come la lanolina oppure oli naturali.

Bisogna tenere presente infatti che questi prodotti vengono a contatto con il cavo orale del neonato, che succhia il latte dal capezzolo.

Ecco perché le sostanze costitutive dei rimedi per capezzoli devono essere completamente biocompatibili, soprattutto per soggetti vulnerabili e delicati come i lattanti.

Come applicare la crema per capezzoli in gravidanza

La crema per capezzoli deve essere applicata in quantitativi minimi, sia sul capezzolo che nella zona areolare, massaggiando delicatamente la parte anatomica fino al completo assorbimento del prodotto.

È indispensabile osservare i dosaggi indicati sulla confezione, poiché quantitativi superiori potrebbero causare disturbi al neonato durante l’allattamento.

Quando prendere la crema capezzoli: dosaggio e approccio corretto

Il dosaggio delle creme per capezzoli è molto ridotto in quanto si tratta di preparati formulati con un unico principio attivo in purezza, ad alta concentrazione.

Pertanto, la posologia è limitata a poche gocce (se si tratta di un olio) oppure a una noce di prodotto (se si tratta di crema).

Presupposto essenziale per la buona riuscita della terapia è quello di fare assorbire completamente il preparato, massaggiando delicatamente con movimenti circolari.

La crema capezzoli fa male? Possibili effetti collaterali e controindicazioni

La crema per capezzoli non fa male, poiché è realizzata soltanto con principi attivi naturali, e quindi completamente compatibili con l’organismo.

Gli unici effetti collaterali potrebbero derivare da un sovradosaggio, che deve essere evitato rispettando la posologia indicata.

Non esistono controindicazioni per l’impiego di questi prodotti, grazie alla loro struttura 100% compatibile con l’organismo umano.

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