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Come Perdere Peso in Menopausa: Ecco la Chiave per Farcela!

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Come perdere peso in menopausa

Dai 45-50 anni, la donna attraversa uno stadio fisiologico durante cui cessa il periodo fertile in quanto le ovaie non producono più i gameti femminili (ovociti) e il flusso mestruale ha termine.

Questo periodo, conosciuto col termine di menopausa, ha una durata variabile e può causare alcuni disturbi più o meno intensi.

Il fattore scatenante delle modificazioni psico-fisiche dell’organismo femminile è collegato al blocco della sintesi di estrogeni e progesterone, che sono gli ormoni responsabili della vita sessuale delle donne.

Il controllo neuro-endocrino delle funzioni genitali è molto complesso e dipende dalla funzione dell’asse ipotalamo-ipofisario che, a sua volta, esercita un preciso monitoraggio a livello delle ghiandole endocrine.

Si può dire che dalla pubertà la donna vive costantemente sotto l’azione di questi ormoni, che risultano coinvolti nelle prestazioni di quasi tutti gli apparati.

Essi infatti controllano i processi metabolici e quindi la produzione di energia, la glicemia, la colesterolemia e la concentrazione dei trigliceridi.

Inoltre esiste una stretta correlazione anche con la tiroide, per cui anche la termoregolazione, la funzione cardio-vascolare e il metabolismo basale sono interessati.

Una donna si considera entrata in menopausa quando per 12 mesi non ha avuto il ciclo mestruale.

Prima di questo momento, di solito, si manifestano squilibri del flusso, con episodi di carenza di sangue (oligomenorrea) alternati a episodi pseudo-emorragici.

Tali disturbi, che rientrano nel quadro fisiologico di tale fase, fanno parte del climaterio, un periodo di alcuni mesi che precede la vera e propria menopausa.

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Anche se nella maggior parte dei casi le donne non manifestano particolari problemi, in una netta minoranza possono insorgere i seguenti sintomi:

  • vampate di caloreprovocate da fenomeni di vasodilatazione periferica secondaria alla carenza estrogenica, che si manifestano con improvvisi sbalzi termici soprattutto notturni, arrossamento cutaneo, ipertermia, sudorazione e senso di malessere generalizzato;
  • palpitazioniche consistono in episodi di tachicardia ed extrasistolia, durante cui la donna avverte una sgradevole sensazione di “tuffo al cuore”, come se il miocardio perdesse qualche colpo. Quando le palpitazioni sono numerose e cicliche, può subentrare una patologia nota col nome di tachicardia parossistica, che può compromettere la salute se non curata tempestivamente;
  • sovrappesoche dipende dal rallentamento del metabolismo lipidico (lipolisi) provocato dalla mancanza di estrogeni; in una simile situazione i grassi introdotti con la dieta tendono ad accumularsi sotto forma di pannicoli adiposi, localizzandosi soprattutto sui glutei, addome, fianchi, cosce e fondo-schiena. Il sovrappeso non costituisce soltanto un problema estetico, ma soprattutto un disturbo organico, poiché è collegato all’aumento della concentrazione di colesterolo e trigliceridi nel sangue, che può causare la formazione di placche ateromatose;
  • secchezza epitelialeche dipende ancora una volta dalla carenza di estrogeni e progesterone, responsabile della diminuzione sintetica di collagene e di acido ialuronico, due fattori indispensabili al benessere della pelle. Di conseguenza l’epidermide tende a disidratarsi, a perdere tono ed elasticità, assumendo un aspetto secco e disomogeneo;
  • calo della libidoche viene innescato dalla mancanza di stimolazioni neuro-endocrine collegate al coito. Il calo del desiderio sessuale nella donna risente anche del rallentamento metabolico di tutte le funzioni organiche e della secchezza vaginale, responsabile di ulcerazioni e piaghe durante i rapporti;
  • manifestazioni psico-emotivederivanti dallo stretto collegamento tra sintesi degli ormoni e sistema nervoso vegetativo, per cui di frequente possono insorgere manifestazioni ansiose o depressive, con insonnia, attacchi di panico, nervosismo e irritabilità, che possono prolungarsi anche per mesi.

Tra tutti i sintomi collegati alla menopausa, quello più frequente è senza dubbio l’aumento di peso, dato che il metabolismo, non venendo più stimolato dagli estrogeni, subisce un rallentamento significativo.

Di conseguenza, l’assimilazione dei nutrienti viene massimizzata e si verifica un progressivo accumulo di adipociti a livello dei pannicoli adiposi.

Questa situazione è peggiorata dall’insorgenza di fame nervosa, innescata da problematiche depressive o ansiose.

La concomitanza di questi due fattori è responsabile di un aumento di peso corporeo che supera facilmente i 5 kg, considerati la soglia fisiologica del sovrappeso.

Oltre che dal punto di vista estetico, questo problema incide sul corpo femminile anche funzionalmente, poiché la maggiore concentrazione di adipociti associata al rallentamento del metabolismo contribuisce a innalzare il tasso di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Come è noto, queste condizioni sono predisponenti per numerose patologie cardio-circolatorie, tra cui l’infarto miocardico, l’ictus e l’ipertensione scompensata.

Pertanto è necessario cercare di contenere l’aumento di peso in menopausa attuando uno stile di vita sano e salutare, praticando regolare attività fisica quotidiana e soprattutto seguendo un corretto regime nutritivo, dato che l’alimentazione è la causa principale dell’ingrassamento.

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Come perdere peso velocemente in menopausa

Per perdere peso velocemente in menopausa, è necessario agire su tre fronti, che sono:

  • accelerare il metabolismo;
  • potenziare la diuresi;
  • ripristinare la componente ormonale.

Per accelerare il metabolismo è consigliabile assumere integratori termogenici in grado di bruciare i lipidi stimolando il processo di lipolisi per produrre calore. 

La termogenesi infatti dipende dal catabolismo dei grassi che, essendo composti altamente energetici, liberano un’elevata concentrazione di calorie.

Si tratta di composti contenenti caffeina, teobromina, guaranà, ginseng, ginkgo biloba, curcuma e piperina, che utilizzati singolarmente o in associazione, riescono a velocizzare lo scioglimento degli adipociti eliminando i pannicoli adiposi.

Questi rimedi si caratterizzano per l’estrema rapidità con cui agiscono, dato che in pochi giorni riescono a eliminare consistenti concentrazioni di lipidi.

Anche la carnitina è un composto che stimola il catabolismo degli acidi grassi a lunga catena, potenziando il loro ingresso nella cellula, dove vengono sottoposti al processo di beta ossidazione.

L’aumento del peso corporeo spesso dipende dalla ritenzione idrica, un fenomeno per cui si verifica un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali e quindi un aumento ponderale.

Simili manifestazioni sono tipiche della menopausa poiché la mancanza di estrogeni provoca un aumento della sintesi dell’ormone antidiuretico, e quindi una diminuzione della produzione di urina.

La ritenzione idrica, oltre a contribuire alla genesi di gonfiori ed edemi, è responsabile anche del ristagno di tossine e scorie negli spazi intercellulari: questo fenomeno provoca una progressiva intossicazione dell’organismo con effetti potenzianti sul gonfiore diffuso.

I principali integratori diuretici da assumere in menopausa sono formulati con estratti di piante officinali come:

La carenza ormonale tipica della menopausa incide indirettamente sull’aumento ponderale poiché rallenta il metabolismo e aumenta la ritenzione idrica.

Si tratta di effetti che non appaiono immediatamente ma dopo un certo tempo, andando a potenziare le pre-esistenti condizioni dismetaboliche.

Per minimizzare questo problema, di solito vengono assunti integratori contenenti fitoestrogeni, che sono principi attivi vegetali estratti dal trifoglio rosso, che funzionano analogamente agli estrogeni naturali.

Anche gli isoflavoni della soia si rivelano un valido supporto per sostituire gli estrogeni fisiologici.

Utilizzando simili integratori e associando un regime dietetico calibrato, è possibile dimagrire velocemente in menopausa, poiché l’azione sinergica dei vari principi attivi consente di ottenere rapidamente risultati soddisfacenti.

Per dimagrire velocemente in menopausa è indispensabile aumentare l’esercizio fisico, poiché in questo modo si ottengono due risultati: da un lato il metabolismo viene velocizzato, e d’altro lato si consumano più calorie impiegate per l’attività corporea.

La camminata veloce è un mezzo estremamente efficace per perdere peso, poiché produce una potente sferzata a livello metabolico e velocizza tutti i procedimenti catabolici come glicolisi, lipolisi e proteolisi.

In particolare, l’aumento del catabolismo lipidico permette di sciogliere gli accumuli di grasso in tempi relativamente brevi.

In menopausa le donne spesso sono pigre, poiché la mancanza di estrogeni incide anche sulla loro forza fisica; nonostante ciò, per perdere peso rapidamente non è necessario affrontare allenamenti faticosi ma basta salire e scendere le scale più volte al giorno, oppure dedicarsi a passeggiate di almeno mezz’ora, mattino e sera.

Anche le faccende domestiche possono fare perdere fino a 200 calorie all’ora, mentre un allenamento serio di footing o corsa permette di bruciare oltre 500 calorie in 60 minuti.

Contrariamente a quanto molti credono, il digiuno non aiuta a dimagrire velocemente, anzi si rivela estremamente dannoso: saltare i pasti è una pratica controproducente poiché rallenta il metabolismo e quindi anche la lipolisi.

Al contrario, è necessario nutrirsi regolarmente con un adeguato intervallo di tempo e con scelte quantitative e qualitative corrette.

Tenendo conto dell’importanza basilare del movimento è indispensabile non correre il rischio di cali energetici dovuti a ipoglicemia, pertanto prima di applicarsi in un qualsiasi sport, bisogna assumere alimenti contenenti glucidi complessi e se possibile integrali, come zucchero di canna e miele grezzo.

In questo modo l’organismo dispone dell’energia necessaria per affrontare l’attività fisica e nello stesso tempo catabolizza gli alimenti introdotti.

Dimagrire velocemente in menopausa presuppone un programma ad ampio raggio comprendente innanzitutto alimentazione e attività fisica, e secondariamente l’assunzione di integratori.

Oltre a ciò, bisogna porre particolare attenzione all’idratazione, bevendo almeno due litri di acqua al giorno poiché il liquido introdotto oltre a favorire un effetto disintossicante, poiché aumenta la diuresi, contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.

Quando si avverte lo stimolo della fame, può essere molto utile sorseggiare un bicchiere d’acqua con succo di limone, capace di svolgere un’azione drenante, diuretica, detossinante e dimagrante.

Un aspetto da non sottovalutare per perdere peso velocemente è il riposo notturno: infatti dormire bene riduce la sintesi di cortisolo (ormone dello stress) e quindi migliora lo stato di benessere psico-fisico.

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Tutti i processi metabolici vengono migliorati quando il ritmo circadiano è regolare, e di conseguenza l’organismo della donna non mostra necessità di introdurre cibi consolatori come dolci, cioccolata o biscotti.

Un valido supporto per perdere peso in menopausa è offerto dalle tisane depurative e drenanti, da assumere senza zucchero ma con un cucchiaino di miele.

Tra i vari prodotti consigliati vi sono tisane all’ortica, alla betulla, al carciofo, al cardo mariano, alla verga d’oro e allo zenzero.

Anche il tè verde possiede un notevole potere dimagrante, basti pensare che una tazza bevuta a digiuno può aiutare a perdere fino a 80 calorie al giorno.

Gli integratori a base di caffè verde trovano largo impiego per incentivare il catabolismo lipidico soprattutto se assunti a digiuno, poiché il loro meccanismo d’azione non deve essere ostacolato dai processi digestivi.

Come perdere peso in menopausa con alimentazione sana

Per perdere peso in menopausa è fondamentale curare l’alimentazione, poiché la maggiore quota di calorie introdotte deriva da cibi inadeguati.

L’obiettivo da raggiungere è quello di limitare l’apporto calorico ma non la disponibilità energetica, per evitare la sensazione di astenia ed esaurimento psico-fisico.

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Un corretto schema dietetico si basa sui seguenti presupposti:

  • eliminazione totale dei lipidi di origine animale, contenenti acidi grassi saturi e presenti in tutti i condimenti (lardo, burro e strutto), nella carne grassa di suino, negli insaccati ricchi di grasso, in molti dolci e nei prodotti caseari ottenuti dal latte intero non sgrassato;
  • diminuzione della quota di zuccheri privilegiando i carboidrati complessi ed eliminando quelli semplici e raffinati. L’organismo umano non può vivere senza zuccheri e quindi non è possibile eliminarli completamente dalla nutrizione. Bisogna però scegliere attentamente quelli non dannosi e che non provocano aumento di peso, per cui è opportuno sostituire lo zucchero col miele, limitare il consumo di pane, pasta e dolciumi, optando per cereali integrali (riso, orzo, farro, avena e miglio) che possono sostituire benissimo i primi piatti e i prodotti da forno. Gallette integrali, fette biscottate e fette di pane di segale possono essere utilizzate al posto di pane bianco, pan carré o panini da sandwich, da evitare assolutamente;
  • calibrare il consumo proteico suddividendolo tra proteine animali (carne, pesce, uova, latte e latticini) e vegetali (germe di grano, soia e legumi). Le proteine sono indispensabili all’organismo umano poiché svolgono sia una funzione plastica (composizione dei muscoli) sia metabolica (enzimi catalizzanti);
  • consumare liberamente frutta e verdura, privilegiando quella di stagione per evitare l’assunzione di conservanti e additivi. La frutta svolge un ruolo essenziale per dimagrire grazie al suo elevato contenuto di acqua e di sali minerali, che migliorano la diuresi e il ricambio idrico. Inoltre le vitamine in essa contenute contrastano lo stress ossidativo e la presenza di radicali liberi, responsabili del sovrappeso; la verdura non deve mai mancare in una dieta dimagrante poiché contiene vitamine, sali minerali e fibre, che, migliorando la funzione intestinale, regolarizzano l’alvo aumentando l’eliminazione di scorie e tossine. Gli ortaggi possono essere consumati crudi o cotti, in quantitativi liberi, poiché il loro contenuto calorico è minimo mentre l’apporto energetico è significativo;
  • assumere almeno due litri di acqua al giorno, poiché l’idratazione del corpo è indispensabile non soltanto per il regolare svolgimento delle attività metaboliche, ma anche per depurare l’organismo mediante la diuresi.
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