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Collagene Idrolizzato: Scopri i Prodotti Veramente Efficaci

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Collagene idrolizzato

Per prendersi cura della propria pelle e delle proprie articolazioni, sempre più consumatori si rivolgono agli integratori alimentari a base di collagene idrolizzato, da assumere per bocca.

Il collagene è una proteina, una delle più abbondanti presenti all’interno dell’organismo, in quanto si trova nelle ossa, nella pelle, nelle cartilagini e nei legamenti.

La sua funzione è essenzialmente quella strutturale, ovvero va a costituire l’impalcatura di organi e tessuti, sostenendoli e conferendo loro resistenza e sostegno.

Durante l’infanzia, l’organismo ha la capacità di produrre collagene in abbondanti quantità, per sviluppare correttamente il corpo che si trova in una fase di accrescimento.

Una volta giunto a compimento questo processo, si arresta parallelamente anche la sintesi di collagene, seppur non del tutto: si tratta più precisamente di un rallentamento.

Quando la cute incomincia a perdere elasticità e compattezza, e si appresta a mostrare le prime rughe, significa che il collagene nuovo non è più in grado di andare a bilanciare quello perduto, in quanto si è ormai instaurato un equilibrio leggermente pendente verso la distruzione.

Durante l’età adulta e soprattutto nella terza età, tale importante proteina viene continuamente degradata in un contesto fisiologico, e questo significa che un’integrazione alimentare diventa praticamente indispensabile per tutti, indipendentemente da età, stile di vita, forma fisica, patologie eventuali.

Chiunque necessità di collagene esogeno in un periodo dell’esistenza in cui quello endogeno si rivela insufficiente per assicurare la salute di pelle e articolazioni.

Da un punto di vista di struttura chimica, il collagene, essendo una proteina, è costituito da una catena di amminoacidi legati tra loro mediante un legame peptidico, che si instaura cioè tra il gruppo amminico di un elemento e quello carbossilico dell’elemento successivo.

Se si assume per via orale il collagene in quanto tale, essendo esso una proteina, viene immediatamente digerito nello stomaco e nell’intestino ad opera di enzimi proteolitici e del pH acido gastrico.

Per risolvere questo problema, che darebbe luogo a prodotti inefficaci, si ricorre all’impiego di collagene idrolizzato, ovvero una proteina che in laboratorio viene semplificata attraverso un processo di idrolisi dei legami peptidici.

In questo modo, il collagene è perfettamente assorbibile da parte dell’intestino e attraverso il circolo ematico può raggiungere i target a livello dei quali può svolgere il suo effetto terapeutico.

Una volta che l’organismo possiede le unità funzionali con cui costituire collagene, necessita anche di quei determinati cofattori che consentono agli enzimi di sintetizzare il collagene.

Infatti con il processo della senescenza, anche i cofattori sono soggetti a degradazione progressiva, impedendo una corretta sintesi proteica.

Anche l’accumulo di prodotti dello stress ossidativo, inevitabile con l’avanzare del tempo, contribuisce a depauperare le riserve di collagene, acutizzando sempre più il problema dell’invecchiamento cutaneo e articolare.

Ecco perché, accanto a integratori alimentari a base di collagene idrolizzato, è spesso consigliato di associare l’introduzione di sostanze antiossidanti.

Visto che tale importante nutriente viene assorbito più facilmente se nel lume intestinale il pH tende leggermente all’acidità, non è infrequente che i suoi integratori alimentari nella loro composizione includano anche vitamina C, che oltre ad essere un potente antiossidante, è anche un discreto acidifcatore.

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Collagene idrolizzato: a cosa serve

Attualmente il collagene idrolizzato rappresenta un componente fondamentale degli integratori alimentari destinati alla cura della pelle e delle articolazioni; tale proteina rappresenta a tutti gli effetti “la colla” del nostro organismo, in quanto è capace di mantenere saldamente legati i tessuti connettivi del corpo.

Il collagene è una proteina naturalmente presente nei mammiferi in una percentuale pari al 6% del peso corporeo, ed esercita un ruolo molto importante nel mantenimento della struttura di organi e tessuti, come tendini, cartilagini, pelle, tessuto muscolare.

Da un punto di vista chimico, esistono diversi tipi di collagene, pari attualmente a 28, indicati con i numeri romani; quelli più utilizzati nella formulazione di integratori alimentari sono il tipo I e il tipo II.

Il collagene di tipo I si trova in tendini, pelle e tessuto osseo, mentre quello di tipo II è presente nelle cartilagini dove svolge una funzione molto importante per la fisiologia delle articolazioni e dei dischi intervertebrali, con effetto ammortizzante nei confronti delle pressioni meccaniche.

Se l’obiettivo dell’individuo è quello di conservare e promuovere l’elasticità cutanea, è quindi più utile il collagene di tipo I, mentre se il desiderio è quello di migliorare le performance dell’apparato muscolo-scheletrico, è preferibile servirsi di collagene di tipo II.

Il collagene marino è quello ricavato dal pesce, ed è considerato il più nobile tra i diversi tipi reperibili in commercio: la qualità superiore è determinata dall’elevata concentrazione di glicina e idrossiprolina, gli amminoacidi essenziali che intervengono nella sintesi di collagene endogeno.

Tale importante nutriente è una molecola con una scarsa solubilità in acqua e difficile da digerire, quindi è necessario impiegare collagene idrolizzato, ossia un collagene parzialmente digerito, mediante specifici enzimi, in laboratorio.

La digeribilità finale del composto è un requisito fondamentale da valutare, se possibile, prima dell’acquisto di integratori alimentari del genere.

Infatti una somministrazione giornaliera pari a 4 grammi per un periodo della durata di un mese, da ripetere tre volte all’anno, è una consuetudine per qualsiasi donna in menopausa o anche per uomini che desiderano limitare i segni del tempo.

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Collagene idrolizzato e acido ialuronico

Per via delle sue specifiche funzioni, spesso il collagene idrolizzato negli integratori alimentari viene associato all’acido ialuronico, con il quale condivide la maggior parte degli effetti curativi.

L’acido ialuronico è un polisaccaride ad alto peso molecolare con una potente azione igroscopica, cioè ha la capacità di attrarre l’acqua come una vera e propria calamita, con un effetto idratante e tonificante.

Si tratta essenzialmente di uno zucchero complesso, appartenente alla categoria dei glucosamminoglicani, che ha il potere di migliorare l’idratazione dei tessuti, di ottimizzare il loro turgore e di fornire loro un supporto strutturale.

Infatti, imbibendosi di acqua, l’acido ialuronico è capace di dare luogo a una matrice di natura gelatinosa, particolarmente densa, generata dai molteplici legami instaurati con gli altri glucosamminoglicani che costituiscono delle impalcature reticolari.

Appare evidente come tutto questo processo sia indispensabile per una fisiologica idratazione dei tessuti, come la cute e anche il liquido sinoviale, parte integrante di qualsiasi articolazione, con lo scopo di lubrificare e ammortizzare le pressioni meccaniche.

Inoltre tale importante nutriente esercita un ruolo non indifferente nella guarigione dalle ferite, nonché nella comunicazione tra cellule adiacenti, dato che riempie proprio gli interstizi tra una cellula e l’altra.

L’acido ialuronico sintetasi è lo specifico enzima deputato alla sintesi di acido ialuronico endogeno, presente naturalmente nell’organismo: questo significa che il corpo umano è autonomo per quanto riguarda il suo approvvigionamento e non dipende strettamente dall’alimentazione, l’acido ialuronico infatti non è un nutriente cosiddetto “essenziale”.

Tuttavia, gli integratori a base di questa molecola si stanno sempre più diffondendo sul vasto pubblico in quanto è universalmente riconosciuta l’importanza della sua integrazione per compensare le quantità endogene, non sempre sufficienti a coprire tutte le esigenze dei tessuti di un soggetto adulto o, ancor più, anziano.

L’artrosi è una problematica piuttosto subdola che incomincia a svilupparsi intorno ai 40-50 anni, per poi incrementarsi con il passare del tempo e rivelarsi sempre più insidiosa per uomini e donne indistintamente.

L’acido ialuronico e il collagene idrolizzato rappresentano un’ottima soluzione per rallentare tale inevitabile processo: i consumatori abituali di integratori alimentari formulati in questo modo infatti riferiscono un significativo miglioramento della funzionalità articolare e dello stato dell’epidermide.

Inoltre, la loro produzione a livello industriale è decisamente semplice ed economica, dato che viene affidata a batteri (di solito Escherichia coli o Bacillus utilis) geneticamente modificati con metodi biotecnologici e programmati cioè per sintetizzare le molecole desiderate.

Collage ed acido ialuronico si rivelano particolarmente benefici per la salute della pelle, soprattutto per il derma, lo strato più profondo, ma anche per gli strati più superficiali.

Con l’avanzare dell’età anagrafica, la concentrazione di collagene ed acido ialuronico crolla drasticamente, con formazione di rughe evidenti perdita di elasticità e di tono, sempre più visibile in funzione del tempo.

Nella cute giovane il contenuto di acido ialuronico è attestato intorno allo 0,03%, tale concentrazione si riduce fino al 75% nell’epidermide di un individuo anziano (over 70), dove, tra l’altro, instaura maggiori legami con i tessuti a discapito di quelli con le molecole di acqua (minore potere idratante).

I fibroblasti sono le cellule che fisiologicamente sono deputate alla sintesi di acido ialuronico e collagene, nonché altri elementi che entrano a far parte della matrice extracellulare cutanea, rappresentando un’importante difesa nei confronti dei danni da stress ossidativo.

Essi sono implicati anche nel corretto funzionamento del sistema immunitario, nella prevenzione delle infezioni e nell’applicazione delle difese aspecifiche, ecco perché i prodotti a base di collagene ed acido ialuronico sono sempre più utilizzati da pazienti di ogni età.

migliori prodotti con collagene idrolizzato

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Collagene idrolizzato: dosaggio

Una concentrazione pari a 11 grammi di collagene idrolizzato è considerata tra le più alte reperibili in commercio, tanto che una parte di esso andrà inevitabilmente perduta nel lume intestinale senza essere assorbita.

Ma questo apparente eccesso di principio attivo in realtà è volutamente dosato in quanto comprende la quota che inevitabilmente l’organismo destinerà ad altre funzioni, infatti gli amminoacidi possono essere utilizzati in moltissimi modi e non solamente per essere assemblati a formare collagene.

Significa che bisogna per forza assumere una quantità molto elevata di collagene idrolizzato per raggiungere l’obiettivo terapeutico.

Alimenti che contengono collagene idrolizzato

Anche se non esistono alimenti che contengono collagene idrolizzato nel vero senso della parola, esistono invece quelli che ne stimolano efficacemente la produzione, contribuendo quindi a migliorare visibilmente l’elasticità della pelle.

Si tratta prevalentemente di cibi ricchi di composti antiossidanti, di sali minerali, di acidi grassi essenziali e di omega 3, che sono gli elementi più coinvolti nella gestione del benessere della pelle.

Com’é ormai noto a tutti la salute dell’apparato tegumentario dipende in prima linea dalla sua concentrazione di collagene e di acido ialuronico, agenti responsabili della compattezza, omogeneità cromatica, luminosità e tonicità.

Il collagene, che costituisce il 30% di tutte le proteine del corpo e l’80% di quelle presenti nel tessuto connettivo, può essere considerato come un vero e proprio collante dell’epidermide.

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La sua produzione da parte dei fibroblasti, tuttavia, tende a diminuire progressivamente col passare del tempo, motivo per cui nella terza età la maggior parte delle donne lamenta un deterioramento dei tessuti.

È comunque possibile contrastare questa tendenza modificando l’alimentazione, che deve essere ricca dei seguenti prodotti:

  • peperoni rossi, molto ricchi di acido ascorbico dalle eccellenti proprietà antiossidanti e anti-age;
  • kiwi, che associa alla vitamina C anche un’alta quantità di flavonoidi in grado di contrastare lo stress ossidativo;
  • frutta di bosco, soprattutto ribes e mirtilli, che contengono fitosteroli anti-invecchiamento;
  • pomodori, che contengono licopene, un composto capace non soltanto di stimolare la produzione di collagene, ma anche di preservarne i quantitativi già presenti a livello cellulare;
  • salmone, contenente percentuali significative di omega 3 che sono acidi grassi indispensabili alla sintesi del collagene e che prevengono pure la rottura delle sue fibre peptidiche causata da aggressioni esterne (climatiche oppure ambientali);
  • patate, che, grazie alla loro notevole concentrazione di selenio (a tal proposito è sempre preferibile orientarsi verso le specie arricchite con questo elemento), stimolano la sintesi di glutatione che è una delle più potenti molecole antiossidanti;
  • tacchino, ricchissimo degli aminoacidi essenziali glicina, lisina e prolina, che sono quelli necessari per la sintesi del collagene;
  • semi di girasole, contenenti elevate quantità di vitamina A e di vitamina E, due composti indispensabile alla produzione delle lunghe catene peptidiche del collagene, anche grazie alla loro attività antiossidante e anti-age;
  • tuorlo d’uovo, che è molto ricco di colina, una vitamina del gruppo B che, una volta assunta, si trasforma in glicina, l’aminoacido essenziale in grado di potenziare la sintesi del collagene;
  • legumi, alimenti vegetali ricchi di vitamina D, una molecola responsabile della sintesi di alcuni precursori del collagene.

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Collagene idrolizzato: effetti collaterali

Gli integratori a base di collagene idrolizzato vengono formulati con frammenti di dimensioni piuttosto piccole di questa proteina che, originariamente, è costituita da catene molto lunghe (e quindi meno facilmente attivabili).

Il processo di idrolizzazione è stato sperimentato proprio per rendere più efficace e rapida l’azione del collagene a livello cellulare, dato che dopo un simile trattamento esso può entrare liberamente attraverso la membrana delle cellule cutanee.

Grazie a una maggiore solubilità in acqua, il composto si muove agevolmente tra la matrice intra ed extra cellulare, svolgendo le sue funzioni in maniera molto utile.

I peptidi in esso contenuti hanno un’elevata concentrazione di glicina, prolina e idrossi-prolina, tre aminoacidi che agiscono direttamente sui fibroblasti per incentivare la sintesi di collagene endogeno.

Bisogna sempre rispettare la posologia indicata sulle confezioni per evitare il rischio di reazioni di ipersensibilità al composto che, sebbene molto rare, potrebbero causare alcuni effetti avversi.

Il composto tuttavia si è rivelato sicuro, ben tollerato e soprattutto privo di controindicazioni clinicamente rilevanti.

Pazienti sottoposti a terapie ormonali con calcitonina devono porre particolare attenzione all’impiego di questi integratori, che potrebbero provocare alcune interazioni farmacologiche con essa.

In donne affette da osteoporosi e sottoposte a terapie prolungate con calcitonina, l’assunzione di rimedi contenenti collagene può potenziare l’effetto terapeutico del medicinale.

Gravidanza, allattamento, insufficienza renale, disturbi epatici sono altre condizioni per cui è consigliabile chiedere un parere preventivo al proprio medico prima di prendere collagene idrolizzato.

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