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Circolazione Gambe: Ecco i Segreti per Migliorarla

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Vuoi sapere come riattivare la circolazione delle tue gambe? Sei nel posto giusto! 

Ma prima di iniziare, di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti per la circolazione delle gambe del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Classifica migliori prodotti per la circolazione delle gambe

Di seguito invece trovi una lista completa di tutti i migliori prodotti per la circolazione delle gambe sul mercato:

Circolazione gambe

La circolazione delle gambe è condizionata soprattutto dal ritorno venoso, che è quel processo fisiologico per cui il sangue deve risalire dai piedi verso il cuore.

Si tratta di un movimento che avviene contro la forza gravitazionale (che attira il sangue verso il basso) e che quindi deve poter sfruttare alcuni supporti come le valvole a nido di rondine localizzate all’interno dei vasi venosi.

Anche il microcircolo svolge un ruolo molto importante sulla circolazione delle gambe in quanto contribuisce a dirigere il flusso emetico verso i vasi di maggiore calibro e quindi a migliorare la circolazione.

Tuttavia con il passare del tempo i meccanismi fisiologici che presiedono la circolazione delle gambe tendono a diminuire le loro prestazioni e di conseguenza succede che il sangue si accumuli in determinate zone anatomiche (come caviglie e polpacci).

Possono subentrare anche altri fattori responsabili di una diminuita funzionalità venosa, che comprendono malfunzionamento delle valvole venose, perdita di elasticità delle pareti vasali e aumento della viscosità del sangue.

In simili situazioni la conseguenza più visibile consiste nella formazione di dilatazioni vasali più o meno visibili a seconda della loro profondità.

Le vene varicose (varici) sono la più comune manifestazione di questi problemi, e spesso si accompagnato a vari disturbi come un senso di pesantezza agli arti inferiori oppure la Sindrome delle Gambe Senza Riposo (SGSR).

Col termine di “microcircolazione” ci si riferisce di solito alla parte funzionale del sistema circolatorio riguardante le ramificazioni dei piccoli vasi sanguigni, il cui ruolo è quello di trasportare non soltanto ossigeno, ma anche sostanze nutritive e ormoni.

A livello degli arti inferiori, le ramificazioni vasali sono estremamente diffuse perché svolgono funzioni importantissime anche dal punto di vista della termoregolazione.

La più comuni problematiche derivanti dal microcircolo si manifestano con l’insorgenza di gonfiori ed edemi, di piedi freddi, di formicolio alle gambe e di pesantezza e dolore.

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Cattiva circolazione alle gambe: sintomi

Quando si soffre di cattiva circolazione alle gambe è inevitabile che tutto l’organismo possa risentire di una simile condizione, condizionata soprattutto dall’ipossia delle estremità.

Venendo a mancare un corretto apporto di ossigeno, queste parti anatomiche non sono più in grado di svolgere al meglio le loro funzioni e quindi mostrano chiari segnali patologici.

I fattori eziologici che stanno alla base della cattiva circolazione alle gambe sono i seguenti:

  • insufficienza funzionale delle valvole venose a nido di rondine;
  • scorrette posture in posizione ortostatica;
  • impiego di calzature inadeguate;
  • sindromi infiammatorie;
  • sindrome delle gambe senza riposo
  • compressione di fibre nervose;
  • contratture muscolari;
  • modificazioni della densità sanguigna;
  • ipertensione;
  • trombosi venosa profonda;
  • ridotta motilità degli arti;
  • linfedema;
  • insufficienza cardiaca oppure renale.

Il funzionamento del microcircolo è strettamente collegato alla circolazione delle gambe e pertanto qualsiasi problema che lo riguardi si riflette inevitabilmente sul benessere degli arti inferiori.

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L’insufficienza venosa è una condizione patologica che può essere di due tipi:

  • organica, quando è provocata da alterazioni delle vene, come trombosi superficiale o profonda e alterazione delle valvole a nido di rondine;
  • funzionale, causata da un sovraccarico funzionale, derivante da un super-lavoro a cui i vasi vengono sottoposti.

I principali sintomi della cattiva circolazione alle gambe sono i seguenti:

Caviglie gonfie

Si evidenziano soprattutto dopo ore di stazione eretta, quando cioè il sangue, che non è riuscito a ritornare al cuore, tende a ristagnare nelle parti basse del corpo.

Gli edemi alle caviglie rappresentano indubbiamente il segnale più caratteristico dell’insufficienza venosa e anche il più precoce, dato che compare spesso ancora prima che la malattia sia stata diagnosticata.

Crampi ai polpacci

Insorgono sia dopo fasi di lavoro muscolare sia anche a riposo, ad esempio di notte durante il sonno.

Si tratta di problematiche estremamente dolorose e molto fastidiose che possono arrivare a limitare la motilità delle gambe.

Di solito i crampi si manifestano in associazione alla presenza di ematomi e varici più o meno diffuse su tutta la gamba e mostrano un andamento progressivamente più grave col passare del tempo.

In seguito a sforzi fisici e alla produzione di acido lattica a livello delle miocellule, i crampi sono molto più intensi.

Flebite

Può comparire dopo un po’ di tempo durante cui l’insufficienza venosa è rimasta asintomatica.

Questo sintomo deriva da un’infiammazione delle pareti vasali che non sono più in grado di svolgere i loro compiti fisiologici e che pertanto non riescono a spingere il sangue verso il cuore.

Il disturbo può essere profondo (e quindi praticamente invisibile) oppure superficiale (identificabile dalla presenza di arrossamento e ipertermia della zona interessata).

Parestesie

Si manifestano con formicolii localizzati, ma più spesso diffusi, alle gambe e che di solito non permettono di svolgere una vita normale dato che condizionano notevolmente la deambulazione.

Tali problemi dipendono dall’insufficiente ossigenazione delle gambe che, non ricevendo un’adeguata quantità di sangue, sviluppano un quadro morboso caratterizzato da stati carenziali di nutrienti, di ormoni oltre che ovviamente di ossigeno.

Il formicolio è causato da due fattori: da un lato l’inedeguato apporto ematico e d’altro lato dal malfunzionamento delle fibre nervose collegate alle miocellule della tonaca vasale.

Iper-pigmentazione cutanea

Derivante dalle modificazioni del flusso ematico che tende a concentrarsi soltanto in alcune specifiche aree anatomiche, rendendole iper-pigmentate e spesso arrossate.

Una simile alterazione coinvolge gli strati più superficiali della pelle e precisamente l’epidermide, che è anche la sede del microcircolo, ampiamente coinvolto nel fenomeno.

Pesantezza alle gambe

Compare con maggiore frequenza dopo ore di postura ortostatica, dato che il sangue accumulato nelle parti basse delle gambe contribuisce a trattenere i liquidi interstiziali provocando l’insorgenza di edemi.

Sono proprio tali edemi a comprimere le strutture anatomiche (soprattutto le terminazioni nervose) provocando dolore tensivo che viene peggiorato dall’affaticamento.

La sgradevole percezione di gambe pesanti è tipica delle persone in sovrappeso, poiché la maggiore massa corporea comprime ancora di più i vasi venosi peggiorando la sintomatologia.

Varici

Insorgono più tardivamente, quando cioè l’insufficienza venosa ha contribuito a sfiancare le pareti dei vasi fino a creare delle vere e proprie sacche: in tali condizioni succede spesso che la vena si dilati al punto da diventare visibile sul polpaccio e sporgere sotto forma di una specie di gomitolo.

È il decorso tortuoso della vena che determina la formazione delle varici, uno dei sintomi più discriminanti dell’insufficienza circolatoria in quanto il sangue tende a ristagnare nelle dilatazioni vasali, mostrando molta fatica a ritornare verso il cuore.

Ulcere cutanee

che costituiscono una delle più temute complicazioni della cattiva circolazione alle gambe: infatti quando la parete venosa sporgente si logora, possono subentrare lesioni ulcerative derivanti dalla progressiva fragilità vasale.

In questi casi diventa molto difficile curare le ulcere in quanto le vene sono localizzate fuori dalla loro sede anatomica e di conseguenza risultano sottoposte ai possibili attacchi ambientali: anche un semplice sfregamento può infatti innescare una ferita.

Simili lesioni possono infettarsi con facilità a causa di aggressioni batteriche, che complicano ulteriormente lo stato morboso.

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Migliorare la circolazione delle gambe

L’insufficienza venosa, che rappresenta una delle più comuni condizioni patologiche dei Paesi Occidentali e industrializzati, mostra un’epidemiologia nettamente superiore nella popolazione femminile, soprattutto dopo i 50 anni.

La cattiva circolazione alle gambe può essere classificata in sei differenti tipologie:

  • classe 0: assenza di evidenti segni clinici;
  • classe 1: presenza di teleangectasie superficiali;
  • classe 2: insorgenza di vene varicose visibili;
  • classe 3: presenza di edemi diffusi;
  • classe 4: presenza di evidenti alterazioni venose accompagnate da turbe trofiche, eczemi e iper-pigmentazione cutanea;
  • classe 5: insorgenza di ulcere;
  • classe 6: aggravamento dei fenomeni ulcerativi.

Numerosi fattori di rischio che possono contribuire in maniera evidente all’insorgenza di questi disturbi circolatori, e tra essi:

  • ipertensione arteriosa;
  • sovrappeso e tendenza all’obesità;
  • gravidanza;
  • lavori che richiedono prolungate posizioni ortostatiche;
  • predisposizione genetica e famigliarità;
  • fumo e alcol;
  • statura alta;
  • terapia estrogenica sostitutiva.

Per migliorare la circolazione delle gambe è possibile ricorrere ad alcuni rimedi che modificano soltanto in parte le proprie abitudini e che possono rivelarsi vantaggiosi per il benessere dell’intero organismo, tra questi:

  • praticare esercizio fisico, dato che il movimento degli arti inferiori contribuisce a migliorare la circolazione, a patto di scegliere gli sport più adatti, come nuoto, jogging, lunghe camminate oppure tennis;
  • evitare il sovrappeso, in quanto mantenere il normopeso non provoca tensioni sulle gambe che altrimenti dovrebbero sostenere eccessivi carichi ponderali, responsabili di gravare sui vasi venosi;
  • sollevare i polpacci, per favorire il ritorno venoso e dunque evitare che i vasi sovraccaricati possano sfiancarsi formando le dilatazioni patologiche responsabili dell’insufficienza circolatoria;
  • indossare calze elastiche, il cui ruolo si è rivelato fondamentale per effettuare un costante massaggio naturale a livello delle gambe sia a riposo che soprattutto in attività. Grazie a efficaci meccanismi di compressione graduata, questi ausili sanitari sono in gradi di contrastare il ristagno del sangue;
  • curare l’alimentazione privilegiando cibi freschi, semplici e privi di troppi condimenti, di conservanti e additivi, per migliorare il metabolismo. Bisogna inoltre bere almeno 2 litri di acqua al giorno, per normalizzare il bilancio idrico ed evitare la formazione di edemi e gonfiori.
  • assumere ciclicamente integratoriche servono per ottimizzare la circolazione venosa e per evitare che si possano manifestare fenomeni di insufficienza vasale, causa principale della cattiva circolazione alle gambe.

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Rimedi naturali per la circolazione delle gambe

La cattiva circolazione delle gambe è un disturbo che risponde in maniera estremamente valida all’impiego di rimedi fitoterapici in quanto molte piante officinali contengono principi attivi mirati a questo scopo.

Si tratta di prodotti capillaro-protettivi, vaso-tonici, antiossidanti, diuretici e vaso-tropici, che di solito trovano impiego sia per curare che per prevenire problematiche del genere.

Centella Asiatica

Viene considerato un ottimo supporto per stimolare il microcircolo e per monitorare la permeabilità dei vasi, soprattutto in presenza di insufficienza venosa, quando si sviluppa una progressiva tendenza a modificare gli scambi interstiziali.

I triterpeni in essa contenuti svolgono un’azione preventiva di alto livello soprattutto sull’endpotelio capillare.

Ippocastano

Si tratta di un albero contenente escina e altri principi attivi capillarotropi e protettivi in grado di svolgere anche efficaci funzioni antinfiammatorie e lenitive su pareti vasali affette da flogosi tessutale.

Estratti di questa pianta sono eccellenti supporti per potenziare la resistenza capillare, ridurre la permeabilità e favorire il drenaggio linfatico.

Ruscus

Antinfiammatorio, anti-edemigeno e capillaro-protettivo, questo rimedio viene utilizzato anche in presenza di problemi piuttosto avanzati, quando ad esempio si sono manifestate le prime lesioni ulcerative.

Esso infatti riesce a potenziare il potere cicatrizzante della pelle, contribuendo a ricostituire le zone epidermiche assotigliate.

Vite Rossa

Grazie alle notevoli concentrazioni di polifenoli, tannini e saponine triterpeniche, gli estratti di questa pianta svolge un’eccellente azione antiossidante, ottimizzando la circolazione anche in presenza di stress ossidativo.

Il vegetale, largamente usato nella produzione di integratori sia topici che sistemici, offre ottime prestazioni flebotoniche e anti-flogistiche.

Mirtillo Nero

I frutti (e soprattutto la loro buccia) del mirtillo nero sono ricchissimi di principi attivi antiossidanti in grado di contrastare l’infiammazione endoteliale tipica della cattiva circolazione alle gambe.

I polifenoli e gli antociani associati a notevolissime concentrazioni di vitamina C consentono di rinforzare la parete delle vene per migliorare la loro attività circolatoria.

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Meliloto

Si tratta di un frutto contenente elevate concentrazioni di cumarine, composti d’elezione per migliorare la permeabilità endoteliale e per impedire la formazione di edemi e di ristagno dei liquidi interstiziali.ù

Gli oligomeri pro-cianidolici che vengono estratto da questo vegetale contribuiscono a fluidificare il liquido ematico evitando nocivi fenomeni di agglutinazione intra-vasale.

Ananas

La bromelina, che è il principio attivo che si estrae da questo frutto, agisce direttamente a livello dei capillari, massimizzando la loro funzionalità circolatoria.

L’assunzione di adeguati dosaggi di bromelina si è rivelata un eccellente prevenzione per soggetti a rischio di sviluppare insufficienza venosa sia organica sia funzionale.

Tutti questi principi attivi devono essere assunti sotto forma di frazioni purificate e micronizzate, seguendo la posologia indicata sulle confezioni.

Crema gambe per la circolazione

Per migliorare la circolazione nelle gambe è possibile agire sia dall’interno (mediante l’utilizzo di integratori per uso sistemico) che dall’esterno (tramite l’applicazione di prodotti topici).

Tra questi ultimi, le creme sono senza dubbio i rimedi migliori in quanto consentono un contatto diretto con i principi attivi, che vengono adeguatamente assorbiti dai vasi.

I principi attivi di simili rimedi sono:

  • ippocastano;
  • ruscus;
  • mirtillo nero;
  • vite rossa;
  • ananas;
  • meliloto;centella asiatica;
  • betulla;
  • tarassaco;
  • vitamina C;
  • melograno;
  • rosa canina.

La formulazione delle creme per l’insufficienza venosa tiene conto della permeabilità cutanea e pertanto spesso privilegia prodotti con texture delicata e idratante.

Esercizi per la circolazione delle gambe

Per migliorare la circolazione delle gambe può essere molto utile anche effettuare alcuni esercizi, finalizzati a migliorare il ritorno venoso al cuore:

  • Mantenere sollevati i polpacci senza muoverli, appoggiandoli su 2 cuscini oppure rialzando la parte inferiore delle rete ortopedica motorizzata.
  • Con le gambe rialzate effettuare il tipico movimento della pedalata, avendo cura di alternare ogni 3 minuti il senso orario a quello anti-orario.
  • In piscina (o ancor meglio in mare) camminare lentamente per almeno 10 minuti prima in avanti e poi indietro (movimento retrogrado-funzionale).
  • Facendo jogging fermarsi ogni 5 minuti per effettuare contrazioni e rilassamento della muscolatura dei polpacci.

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