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Cardo Mariano: Ecco i Migliori Prodotti e Come Assumerlo

cardo mariano

Vuoi scoprire tutti i migliori prodotti con cardo mariano e come assumerlo? Allora sei nel posto giusto!

Prima di scendere nel dettaglio, di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti con cardo mariano del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

migliori prodotti con cardo mariano

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Classifica dei migliori prodotti con cardo mariano 

Di seguito, invece, trovi una classifica con i migliori prodotti con cardo mariano disponibili attualmente online:

Cardo mariano: benefici

Il cardo mariano è un vegetale particolarmente diffuso in prati e campi, dove cresce spontaneamente, che appartiene alla famiglia delle Asteracee (come tarassaco, carciofo e camomilla), e che ha uno sviluppo annuale.

Si tratta di una pianta commestibile per l’uomo e per gli animali, essendo notevolmente mellifera; le sue foglie possono venire consumate dopo bollitura e dopo essere state mondate dalle parti spinose, insieme a steli, peduncoli floreali e radici.

Si può dire infatti che praticamente tutte le sue parti sono edibili dato che non contengono sostanze tossiche neppure in tracce.

La pianta, che può raggiungere fino a 1,5 metri di altezza, si sviluppa preferibilmente ai bordi delle strade, sulle scarpate e lungo i corsi d’acqua, dato che non richiede particolari cure per crescere, ma soltanto un’adeguata disponibilità di acqua.

La sua fioritura avviene di norma tra fine maggio e inizi di luglio, anche se alcune varietà continuano a fiorire fino alla fine dell’estate, ricoprendosi comunque di una fitta rete di lunghe spine.

I fiori sono di colore viola e si raggruppano in capolini piuttosto grandi, da cui hanno origine i frutti, comprendenti un involucro secco esterno provvisto di peli bianche e setosi (pappi) e con un grosso seme centrale.

Dopo essere stati raccolti, i frutti devono essere privati del pappus, che non è commestibile, prima di venire consumati.

La pianta ha un portamento vigoroso, caratterizzato da una base fogliata a forma di rosetta, da cui si innalza lo stelo rettilineo che solitamente supera un metro di altezza.

La radice è talmente robusta da essere in grado di sollevare il terreno circostante, fino a scalzare altri vegetali adiacenti: questo requisito dipende dal fatto che le sue funzioni assorbenti devono essere molto efficaci per consentire al vegetale di crescere e svilupparsi.

Il cardo mariano è una varietà di flora spontanea presente in tutto il bacino Mediterraneo, utilizzato fin dall’antichità per impieghi culinari e fitoterapici, soprattutto per il benessere del tessuto epatico.

Esso infatti svolge una notevole funzione protettiva nei confronti della maggior parte degli agenti tossici detossinati dal fegato, come farmaci, bevande alcoliche e veleni fungini.

Tra le sue principali azioni vi è quella rigenerante sugli epatociti, che si associa a un’efficace attività capillaro-protettiva e stimolante sulla produzione del latte a livello dei dotti galattofori.

È dotato anche di elevate proprietà antiossidanti che consentono di contrastare lo stress ossidativo e la sintesi di radicali liberi.

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Cardo mariano: proprietà

Le proprietà farmacologiche del cardo mariano dipendono prevalentemente da un suo principio attivo: la silimarina, una miscela di flavolignani concentrata nello strato proteico esterno dei frutti.

Questo composto contiene tre elementi (silibina, silidianina e silicristina) che sono responsabili delle proprietà benefiche sulle cellule epatiche, verso cui svolge notevoli funzioni protettive, soprattutto in presenza di danni epatici.

Il suo meccanismo d’azione, che consiste nel potenziamento della sintesi delle proteine epatiche e nell’eliminazione dei radicali liberi, è particolarmente efficace quando sono presenti i seguenti elementi:

  • paracetamolo;
  • tetracloruro di carbonio;
  • falloidina (veleno fungino);
  • tioacetammide;
  • etanolo (alcol).

In simili situazioni il cardo mariano si comporta come un vero e proprio disintossicante naturale, capace di eliminare per via biliare le sostanze nocive.

Pertanto il vegetale trova largo impiego in campo clinico per migliorare le condizioni del fegato in presenza di epatite (acuta oppure cronica) e di cirrosi epatica.

In presenza di avvelenamenti fungini da Amanita phalloides, estratti di cardo mariano possono contribuire a velocizzare il processo di eliminazione delle molecole tossiche.

Gli sportivi sono soliti assumere integratori contenenti silimarina per contrastare gli effetti dannosi degli steroidi anabolizzanti.

Assumendo un dosaggio compreso tra 200 e 1000 milligrammi di principio attivo nelle 24 ore è possibile ottenere risultati efficaci.

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Il fito-complesso è insolubile in acqua, per cui è necessario fare ricorso a integratori standardizzati e titolati secondo i dosaggi indicati dai vari metodi di preparazione.

Oltre alla silimarina, il vegetale contiene i seguenti elementi:

  • flavonoidi;
  • steroli;
  • proteine;
  • oli vegetali;
  • acidi grassi insaturi;
  • acido oleico, palmitico e linolenico;
  • glicosidi;
  • triterpeni;
  • tocoferoli;
  • quercitina;
  • tannini;
  • amine;
  • composti antiossidanti;
  • fibre.

I frutti, dopo adeguata macerazione, vengono utilizzati per ottenere la tintura madre che trova impiego anche nel settore omeopatico.

Nella maggior parte dei casi tuttavia viene usata la polvere estratta dalla pianta essiccata, che costituisce la materia prima di capsule, opercoli e pillole, contenenti dosaggi compresi tra 200 e 400 milligrammi.

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Le due principali proprietà del cardo mariano sono:

  • epatoprotettiva;
  • antiossidante.

La funzione epatoprotettiva dipende dalla capacità della silimarina di incentivare la sintesi proteica a livello degli epatociti, per supportare e sostituire le molecole peptidiche perse in seguito ai processi di detossificazione che si verificano nel fegato.

Questa caratteristica è stata studiata con particolare attenzione in relazione ai numerosi campi d’applicazione che potrebbero consentire di migliorare le funzioni epatiche in caso di affaticamento dell’organo.

Gli epatociti infatti sono costantemente sottoposti ad attività disintossicanti nei confronti di tutte le molecole nocive che si trovano nell’organismo.

Periodicamente questo organo si trova in condizioni di surmenage funzionale, che potrebbe innescare pericolose reazioni metaboliche.

Pertanto è fondamentale che il tessuto epatico venga depurato con una certa frequenza, per eliminare le tossine (esogene ed endogene) che tendono ad accumularsi.

La silimarina si conferma un rimedio ideale in quanto esercita notevoli benefici ma senza provocare l’insorgenza di effetti collaterali, grazie alla sua ottima compatibilità biologica.

Le potenti proprietà antiossidanti della silimarina sono coinvolte nella regolazione delle risposte immunitarie a processi flogistici di varia eziologia, che colpiscono con frequenza le cellule epatiche.

Un simile principio attivo inoltre inibisce la proliferazione delle cellule infiammatorie (come le citochine) e ne provoca l’apoptosi, riducendo anche la loro capacità invasiva nei tessuti colpiti (in questo caso quello epatico).

Opponendosi allo stress ossidativo, esso migliora la disponibilità energetica e potenzia il metabolismo ergonico degli elementi anabolici.

Mediante una benefica (e transitoria) modificazione strutturale delle membrane degli epatociti, un simile composto impedisce ai radicali liberi di penetrare all’interno degli epatociti.

Tale meccanismo d’azione provoca una diminuzione nella sintesi degli anioni super-ossidanti, che sono i principali responsabili dello stress ossidativo; inoltre vengono modulate anche le funzioni dei leucotrieni.

Si può quindi affermare che gli estratti di cardo mariano contenenti silimarina fungono da veri e propri free-radical scavenger, analogamente ai più efficaci preparati antiossidanti naturali.

Tra le proprietà di questa pianta vi è anche quella di aumentare il livelli epatici di glutatione, uno dei più efficaci agenti antiossidanti endogeni, grazie a un’azione selettiva sull’enzima RNA-polimerasi.

Come conseguenza le cellule epatiche possono disporre di una maggiore concentrazione di agenti antiossidanti, che contribuiscono a potenziare la loro rigenerazione.

La silimarina non è utile soltanto al fegato, ma anche ai reni, sempre nei confronti di alcune molecole nocive, come l’etanolo, il paracetamolo, la vincristina.

Nei confronti del tessuto renale, gli estratti di cardo mariano stimolano la sintesi di DNA e aumentano l’attività enzimatica della lattato-deidrogenasi.

Un’altra funzione di questa pianta adattogena è quella di migliorare i processi digestivi in presenza di dispepsia occasionale o cronica.

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Per quanto tempo prendere il cardo mariano?

Le tempistiche di assunzione del cardo mariano dipendono da due fattori: da un lato lo stato di salute del paziente e d’altro lato il dosaggio dei principi attivi contenuti negli integratori.

Il principale impiego di simili preparati è collegato alle funzioni epato-biliari, nei confronti delle quali la silimarina e gli altri elementi attivi della pianta svolgono le massime prestazioni fitoterapiche.

Grazie alle funzioni epato-protettive e antiossidanti, simili prodotti sono in grado di agire in maniera sinergica, con risultati apprezzabili già dopo poche settimane di assunzione.

In presenza di disturbi più seri, come epatite e cirrosi, quando cioè gli epatociti sono notevolmente compromessi, il periodo di utilizzo del cardo mariano deve essere di almeno 6-8 settimane e comunque valutato in base agli effettivi miglioramenti.

Un dosaggio giornaliero di silimarina compreso tra 140 e 420 milligrammi di principio attivo viene considerato ottimale per ottenere risultati apprezzabili entro 2-3 mesi.

Per impieghi fitoterapici è indispensabile servirsi di estratti secchi titolati e standardizzati di preparato per evitare l’insorgenza di reazioni avverse che, seppur rarissime, possono coinvolgere il benessere dell’organismo.

Quando si assumono rimedi a base di questa pianta bisogna sempre fare riferimento ai quantitativi di silimarina in essi contenuta, dato che è proprio in base alla concentrazione di tale sostanza che si evidenziano i risultati.

Nel settore omeopatico, il cardo mariano trova largo impiego per la formulazione di rimedi contro ittero, epatite, coliche biliari, mal di stomaco, ulcera peptica, insufficienza epatica e anomalie circolatorie.

Il periodo di assunzione di simili preparati non dovrebbe mai essere inferiore a 4 settimane, poiché è noto come l’omeopatia richieda tempi piuttosto lunghi per svolgere la sua azione.

Cardo mariano: quando assumerlo?

Gli integratori formulati con cardo mariano vanno assunti preferibilmente a digiuno, per consentire all’apparato gastro-intestinale di assimilarli lontano dai processi digestivi.

Infatti la silimarina viene assorbita per gradiente di pressione osmotica tra interno ed esterno della cellula e pertanto la presenza di alimenti potrebbe modificare questo processo metabolico.

Le indicazioni per cui è vantaggioso fare impiego di integratori di questo tipo sono di due generi: terapeutiche e preventive.

In ambito terapeutico è consigliabile usare il cardo mariano in presenza di disturbi epatici oppure biliari, quando il fegato è stato sottoposto a surmenage metabolico o dopo lunghe malattie che hanno implicato l’assunzione prolungata di massicci dosaggi di medicinali.

Tutte le condizioni per cui gli epatociti si trovano in uno stato di sofferenza (epatiti, cirrosi) rappresentano i presupposti ideali per servirsi di questo vegetale.

Se lo stress ossidativo oppure la presenza di radicali liberi circolanti diventano agenti patogeni, le potenzialità curative della pianta consentono di ottenere buoni risultati.

Per finalità preventive, invece, simili integratori sono consigliati se l’apparato epato-biliare si trova in una situazione di stress che non è collegato a una patologia conclamata, ma che potrebbe scatenarla.

I forti bevitori, chi assume costantemente farmaci, chi ha sviluppato disturbi metabolici che potrebbero coinvolgere il tessuto epatico, le donne in menopausa e gli sportivi sottoposti a intensi sforzi fisici possono utilizzare a scopo preventivo preparati contenenti silimarina.

Sostanzialmente, questi preparati aumentano il benessere dell’organismo in quanto svolgono una potente attività antiossidante migliorando nello stesso tempo la funzionalità degli epatociti e tutte le attività ad essi collegate.

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Cardo mariano: controindicazioni

Pur essendo un elemento ben tollerato dall’organismo in rapporto alla sua elevata bio-disponibilità, il cardo mariano presenta alcune controindicazioni, solitamente dipendenti dal dosaggio di assunzione.

Non bisogna utilizzare rimedi del genere in caso di ipersensibilità accertata verso i loro principi attivi (soprattutto silimarina), in presenza di patologie cardio-vascolari, di ipertensione (in quanto la titamina contenuta nei semi è un agente ipertensivo), in soggetti affetti da ostruzione delle vie biliari, quando si assume metronidazolo e acido acetil-salicilico.

Donne sottoposte a TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) devono chiedere un parere al medico prima di usare prodotti a base di cardo mariano in quanto la silimarina in esso contenuta interagisce con i recettori degli estrogeni e potrebbe quindi alterare la loro funzionalità.

Generalmente la comparsa di qualche effetto collaterale è transitoria e scompare sospendendo l’assunzione degli integratori, senza provocare nessuna conseguenza apprezzabile.

Bisogna comunque incominciare l’impiego di prodotti del genere con dosaggi minimi (anche se sempre superiori alla soglia fisiologica), per aumentare gradualmente la posologia fino a raggiungere la dose ideale.

Per stabilire un simile limite è fondamentale valutare il rapporto rischio/beneficio che, come spesso accade nel settore fitoterapico, rappresenta il principale fattore discriminante.

Cardo mariano: opinioni

I consumatori abituali di cardo mariano concordano sull’efficacia dei preparati formulati con silimarina per quanto riguarda le funzioni del fegato sia in condizioni di elevata tossicosi, che a scopo preventivo.

Uno dei requisiti maggiormente apprezzati da chi assume ciclicamente questi integratori è l’assenza di effetti collaterali, associata a una notevole efficacia che si manifesta molto più rapidamente rispetto ad altri prodotti.

Infatti questa pianta viene assimilata bypassando i processi digestivi poiché i suoi principi attivi entrano facilmente in circolo per via osmotica e risultano quindi immediatamente disponibili per l’organismo.

I consumatori occasionali di solito sono spinti a provare rimedi a base di silimarina poiché intolleranti ai farmaci tradizionali oppure affetti da disturbi epatici non trattabili farmacologicamente.

Il veloce miglioramento delle loro condizioni fisiologiche e la progressiva depurazione degli epatociti costituiscono le caratteristiche principali di simili trattamenti.

In alcuni casi il loro impiego è consigliato anche per contrastare lo stress ossidativo derivante da altri integratori, infatti il cardo mariano svolge un’attività sinergica e complementare con l’acido ascorbico, la vitamina A e gli acidi grassi insaturi come omega-3 e omega-6.

Grazie al potenziamento metabolico delle funzioni antiossidanti, questi prodotti sono considerati la scelta ideale anche nei cambi di stagione, per prevenire malanni da raffreddamento soprattutto a livello gastrointestinale.

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