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Bruciore di Stomaco: Scopri i Segreti per Lenirlo!

bruciore di stomaco

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Bruciore di stomaco

Lo stomaco è un organo lungo circa 25 centimetri, che si trova nella cavità addominale tra l’esofago e il duodeno, che è la prima porzione dell’intestino tenue.

È suddiviso in tre parti, che sono:

  • fondo, disposto in posizione superiore e a sinistra, direttamente collegato con l’esofago mediante la giunzione gastro-esofagea (cardias);
  • corpoche costituisce la zona centrale;
  • antroche corrisponde alla sua porzione terminale terminante col piloro, che è la giunzione con il duodeno.

L’organo, come anche tutti gli altri addominali, è rivestito dal peritoneo, una membrana fibro-sierosa che svolge importanti funzioni protettive, mantenendolo aderente alla parete.

Dal punto di vista istologico, lo stomaco è formato da 5 strati, e precisamente:

  • peritoneo viscerale esterno di tipo sieroso;
  • strato muscolare;
  • sottomucosa contenente vasi sanguigni e linfatici;
  • muscolaris mucosae, formata da un sottile strato di fibre muscolari;
  • mucosa interna comprendente varie cellule (parietali che sintetizzano acido cloridrico, principali che producono pepsinogeno e cellule β che secernono gastrina).

Oltre a una notevole vascolarizzazione, questo organo riceve moltissime terminazioni nervose che fanno parte del nervo vago.

Le funzioni gastriche sono le seguenti:

  • digestione dei cibi già attaccati dagli enzimi salivari e quindi parzialmente modificati;
  • rimescolamento del bolo alimentare proveniente dall’esofago;
  • collegamento del bolo con il succo gastrico;
  • digestione di carboidrati e proteine in seguito all’attività dell’acido cloridrico;
  • progressione del bolo verso il duodeno grazie ai movimenti peristaltici;
  • assorbimento di alcuni principi attivi;
  • secrezione endocrina.

Si può dire che questo organo è preposto a due compiti essenziali: da un lato svolge un’azione motoria che, sfruttando la contrazione delle fibre muscolari, contribuisce a spingere in avanti il bolo alimentare (peristalsi) e d’altro lato produce succo gastrico per favorire la digestione.

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Lo stomaco pertanto è dotato di importanti funzioni motrici e chimiche.

Il succo gastrico, principale responsabile dei processi digestivi, contiene numerose sostanze, che sono:

  • pepsina, un enzima che catalizza la digestione delle proteine;
  • lipasi, un enzima che demolisce i grassi;
  • acido cloridrico;
  • muco, prodotto dalle ghiandole distribuite su tutta la parete gastrica e finalizzato a proteggere l’organo dall’acidità.

Il bruciore di stomaco (pirosi gastrica) è un disturbo molto comune che si manifesta quando la concentrazione di acido cloridrico è superiore alla soglia fisiologica e quindi la sua azione non è tamponata dal muco.

In simili condizioni, l’individuo avverte una sgradevole sensazione di acidità all’organo, che tende a risalire attraverso l’esofago fino ad arrivare alla bocca.

Quando si tratta di episodi isolati, il problema di solito si risolve spontaneamente, magari modificando il regime dietetico; se invece subentra una cronicizzazione, possono subentrare dapprima la gastrite e successivamente l’ulcera.

In caso di reflusso gastro-esofageo, il bruciore si diffonde verso l’alto, coinvolgendo esofago e gola e provocando un intenso bruciore a livello delle mucose.

Quando invece il disturbo si sviluppa verso l’intestino, può provocare l’insorgenza di ulcera duodenale.

In ogni modo, il bruciore di stomaco deve essere curato con tempestività non soltanto per evitare sintomi sgradevoli, ma anche per evitare una propagazione verso altri organi adiacenti.

Le cause di questo problema sono spesso di natura psico-fisica poiché lo stomaco è un distretto anatomico molto ricco di terminazioni del sistema nervoso autonomo (vagali) che contribuiscono a stimolare un’iperproduzione di acido cloridrico.

Stress, ansia, nervosismo, depressione, insonnia e surmenage sono alcuni fattori eziologici coinvolti nella genesi del bruciore di stomaco, che dipende anche da anomalie anatomiche, come la carenza di cellule mucipare parietali.

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Bruciore di stomaco in gravidanza

Durante la gestazione, lo stomaco viene progressivamente compresso dallo sviluppo dell’utero, che lo spinge verso l’alto; inoltre gli elevati livelli ematici di progesterone (l’ormone della gravidanza) contribuiscono a rallentare i processi digestivi e a rilassare lo sfintere gastro-esofageo.

Di conseguenza la digestione diventa problematica e la produzione di muco non è sempre adeguata.

Dal V mese in avanti, quando le dimensioni del feto incominciano a diventare significative, la futura mamma può avvertire un progressivo bruciore localizzato all’imboccatura dello stomaco, con tendenza a un interessamento esofageo.

Per minimizzare questi sintomi, di solito è sufficiente fare piccoli pasti, distribuiti durante la giornata, per evitare di riempire eccessivamente lo stomaco che non riesce a dilatarsi in maniera fisiologica.

Prima di coricarsi la gestante dovrebbe non assumere alimenti solidi, ma soltanto liquidi o semi-liquidi, e rimanere seduta per un certo tempo.

Bisogna eliminare del tutto dalla dieta tutti i cibi acidi, come caffè, alcol, pomodori, aceto, agrumi ecc.

Esistono numerosi farmaci antiacidi, il cui meccanismo d’azione è rivolto da un lato a stimolare le cellule mucipare e d’altro lato a inibire la pompa protonica, responsabile della produzione di acido cloridrico.

In particolare questi ultimi medicinali sono indicati in gravidanza perché non hanno controindicazioni né reazioni avverse sulla madre e neppure sul feto.

Il magnesio carbonato e il calcio carbonato sono due farmaci ben tollerati che trovano largo impiego per tamponare l’iperacidità gestazionale.

Anche l’idrossido di alluminio e l’idrossido di magnesio vengono prescritti durante la gravidanza, spesso in associazione con il bicarbonato di sodio, un rimedio molto efficace per aumentare il pH, eliminando l’acidità gastrica.

In ambito fitoterapico è possibile intervenire efficacemente sul bruciore di stomaco assumendo tisane a base di tiglio, finocchio, lavanda, melissa e camomilla.

L’argilla verde ventilata è un rimedio eccezionale per la pirosi gastrica.

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Bruciore di stomaco: rimedi naturali

Il primo rimedio da considerare per contrastare il bruciore di stomaco è senza dubbio il regime nutritivo, dato che proprio con l’alimentazione è possibile offrire allo stomaco il substrato ideale per minimizzare la produzione di acido cloridrico e stimolare quella del muco.

Il miele, un prodotto che oltre a nutrire svolge anche funzioni terapeutiche, si è rivelato un prezioso alleato per eliminare la pirosi gastrica e duodenale.

Alcuni estratti di piante officinali, come malva, aloe vera, genziana, menta, carciofo, finocchio, assenzio, tarassaco, cumino, cardo mariano e rabarbaro sono efficaci rimedi per l’acidità di stomaco.

Camomilla e gemme di ficus svolgono una potente attività spasmolitica e anti-bruciore sulle pareti dell’apparato intestinale e quindi anche a livello gastrico.

Tra i Fiori di Bach, Agrimoni, Willow e Crab Apple sono indicati per la cura dell’acidità gastrica poiché intervengono sulla componente psicosomatica del disturbo.

Alcuni oli essenziali come quello di anice, di limone e di camomilla trovano largo impiego nella cura di disturbi gastrici, soprattutto in caso di pirosi e crampi.

Alcuni rimedi omeopatici come nux vomica, argentum nitricum e kalium agiscono direttamente sulla matrice psico-emotiva del disturbo, eliminandolo dopo poche assunzioni.

È possibile intervenire sul metabolismo dell’intero apparato intestinale per migliorare le sue prestazioni agendo anche sulla pirosi gastrica.

Infatti, lo stomaco è il primo organo coinvolto nella digestione, un processo che prosegue poi nell’intestino tenue e infine nell’intestino crasso.

Esistono integratori che agiscono sulle varie tappe della digestione e che sono formulati con tarassaco, finocchio, zenzero, malva e melissa.

Si tratta di principi attivi ideali per contrastare dispepsia (difficoltà digestive), meteorismo e flatulenza, pirosi gastrica e stitichezza.

Un adeguato programma di protezione della funzione digestiva deve tenere conto anche della funzionalità epatica, poiché il fegato oltre ad essere strettamente collegato alla digestione, facilita anche la depurazione dell’organismo.

Il succo di mangostano è un rimedio molto ricco di flavonoidi, potenti antinfiammatori sull’apparato gastrointestinale.

Questo prodotto rappresenta una scelta ideale per contrastare episodi di reflusso gastroesofageo e quindi di bruciore allo stomaco.

L’aloe vera, assunta sotto forma di bevanda, può migliorare la motilità intestinale rendendo le feci più morbide e, grazie alle sue proprietà cicatrizzanti, eliminare piccole lesioni gastriche provocate da gastrite o ulcera.

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Cosa mangiare con bruciore di stomaco

Per contrastare l’acidità di stomaco, è fondamentale curare l’alimentazione, poiché alcuni cibi sono assolutamente controindicati.

I carboidrati (zuccheri a lunga catena) sono contenuti soprattutto in pane, pasta, cereali, legumi e patate, e sono principi nutritivi particolarmente digeribili in base alla loro rapida assimilazione.

La facilità di digestione li rende un’ottima scelta anche per chi soffre di bruciore allo stomaco, facendo attenzione ai casi di intolleranza al glutine, nei quali è sconsigliato l’impiego.

Alcuni cereali come farro e mais, se non vengono cotti a sufficienza, possono provocare pirosi gastrica a causa delle elevate concentrazioni di crusca.

Bisogna poi prestare attenzione ai condimenti associati a questi cibi, che non devono essere ricchi di grassi saturi né di sostanze piccanti.

I prodotti da forno lievitati come pizze, focacce, pane e panini potrebbero causare acidità di stomaco se non cotti adeguatamente oppure contenenti strutto.

Si dovrebbero preferire quindi cibi secchi come fette biscottate, gallette o crackers, poveri di grassi e di sale, capaci di stimolare una produzione bilanciata di succhi gastrici.

Tutte le erbe aromatiche sono consigliate per sostituire sale e condimenti piccanti, infatti rosmarino, salvia, origano, timo, menta, basilico e dragoncello, oltre a curcuma e curry dolce sono raccomandati in caso di bruciore allo stomaco perché non provocano iperproduzione di succo gastrico.

Per quanto riguarda i grassi, è necessario eliminare quelli saturi di origine animale sostituendoli con olio extravergine di oliva che deve comunque essere utilizzato con moderazione poiché tutti i lipidi sono a rischio di pirosi gastrica.

L’apporto proteico per chi soffre di bruciori allo stomaco deve essere orientato soprattutto su alimenti vegetali (legumi) oppure su carne bianca o pesce, alimenti preferibilmente cotti al vapore o alla piastra senza condimenti.

Chi soffre di pirosi gastrica non dovrebbe mai mescolare proteine di diversa origine come ad esempio carne e formaggio, oppure pesce e uova, orientandosi su cibi monocomponenti.

I legumi dovrebbero sempre essere consumati pelati, perché la cuticola dei semi può causare acidità.

Grazie all’elevata concentrazione di vitamine, minerali e fibre, frutta e verdura sono consigliate anche a chi soffre di acidità gastrica, avendo cura di eliminare gli agrumi, l’anguria, l’uva e i meloni e privilegiando le mele.

Sono consigliate verdure lessate come bietola, spinaci, zucchine e carote, mentre sono vietati ortaggi come broccoli, cavoli, peperoni, melanzane, pomodori, rape e verze.

Tra le bevande, chi soffre di acidità gastrica deve evitare caffè e alcolici, scegliendo tè, tisane e infusi non zuccherati e acqua oligominerale.

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Tisana per bruciore di stomaco

Per prevenire la pirosi gastrica e facilitare i processi digestivi, è possibile utilizzare tisane vegetali da assumere preferibilmente a digiuno tutte le mattine.

Tra le piante officinali maggiormente utilizzate c’è la camomilla, un rimedio efficacissimo per proteggere la mucosa gastrica.

Anche tisane allo zenzero e cannella contrastano i disturbi causati dalla gastrite e possono essere assunte dopo i pasti principali.

Per prevenire i bruciori di stomaco è consigliabile utilizzare una tisana con melissa e menta, in grado di lenire il dolore gastrico anche per l’attività blandamente sedativa sul sistema nervoso.

Un ottimo rimedio contro il bruciore di stomaco è rappresentato dalle tisane al finocchio, calendula e camomilla, da assumere dopo i pasti principali per facilitare la digestione.

Dotata di proprietà antispastiche, antinfiammatorie e antiacide, la tisana alla liquirizia può essere assunta dopo i pasti principali anche in associazione alla malva.

Quando la gastrite ha una componente psicologica, è opportuno utilizzare tisane a base di angelica e anice stellato, le cui proprietà lenitive e calmanti si rivelano un ottimo rimedio a livello gastrointestinale.

Il tè verde, contenente un’elevata concentrazione di sostanze antiossidanti, contrasta lo stress ossidativo dei tessuti con particolare riguardo alla mucosa gastrica.

La sua assunzione può essere arricchita con qualche foglia di menta piperita, un’erba conosciuta fin dall’antichità per combattere i sintomi della gastrite.

Gli infusi a base di lavanda alleviano i dolori di stomaco provocati da gastrite nervosa, contribuendo a rilassare l’organismo e a migliorare in generale le funzioni digestive.

La tisana allo zenzero è un rimedio ideale contro la pirosi gastrica e può essere preparata sia con fette sottilissime di tubero fresco, sia con estratto polverizzato.

L’infuso di semi di carota viene considerato un antiacido naturale particolarmente efficace per la gastrite nervosa, poiché stimola l’attività delle cellule mucipare.

Anche il tè alla canapa, che solitamente viene assunto dolcificato col miele, stimola la secrezione di muco contrastando l’iperacidità della parete gastrica.

Le fragole possono aiutare a prevenire i bruciori di stomaco, grazie al loro elevato contenuto di composti fenolici, un infuso a base di questi frutti può supportare l’azione antiacida delle cellule mucipare, contribuendo a formare uno strato protettivo sulla parete dello stomaco.

In erboristeria sono disponibili tisane multicomponenti contenenti calendula, salvia, zenzero, menta piperita, oltre a camomilla e melissa, che possono essere assunte nel corso della giornata anche per il loro effetto blandamente sedativo.

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