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Ashwagandha: Ha Veramente Dei Benefici Così Grandi?

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Prima di entrare nel vivo dell’argomento, abbiamo preparato una tabella con i migliori prodotti con ashwagandha del 2022, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Ashwagandha

L’ashwagandha, conosciuta anche col nome di withania somnifera, è una pianta officinale caratterizzata da numerose proprietà terapeutiche e preventive per l’organismo.

Il suo appellativo deriva dalla fusione di due sostantivi che, in sanscrito, significano: “ashwa” = “cavallo” e “gandha” = “odore”, in riferimento all’intenso aroma delle sue radici, molto simile a quello della pelle equina sudata.

I suoi impieghi risalgono all’antichità, quando la medicina tradizionale Indiana faceva largo impiego della withania, usata secondo gli insegnamenti di alcuni testi Ayurvedici (tra il I e l’VIII secolo).

In India questa pianta veniva considerata una panacea per rinvigorire corpo e mente, soprattutto in seguito a lunghe malattie, a traumi o anche a sforzi psichici ed intellettivi.

La sua azione tonica veniva ampiamente sfruttata a partire dai primi anni di vita, e poi durante l’adolescenza e l’età adulta, in particolare per accrescere la libido.

In Medio Oriente l’ashwagandha è ancora utilizzata come rimedio sedativo e ipnotico, spesso assunta in associazione al ginseng.

In Africa, invece, il vegetale trova impiego soprattutto per curare disturbi gastrici, intestinali ed epatici e in generale come antidolorifico.

Anche il settore veterinario spesso ricorre ai principi attivi della withania, ad esempio per eliminare la scabbia, l’idropsia, i reumatismi e per stimolare la produzione del latte nei ruminanti.

La farmacopea Ayurvedica prevede varie formulazioni dei suoi principi attivi, tra cui la polvere di parti aeree essiccate, la tintura madre, la pasta fresca e l’olio essenziale.

Dal punto di vista botanico, l’ashwagandha è una pianta erbacea perenne con fusto eretto che tende a lignificare alla base e la cui altezza è compresa tra 1 e 2 metri, a seconda delle condizioni ambientali.

Sui rami si inseriscono foglie opposte, di medie dimensioni e di forma allungata, con la lamina superiore ricoperta di fitta peluria e quella inferiore glabra e di colore grigiastro.

I suoi fiori sono dotati di una corolla poco appariscente, con petali giallo-verdognoli e con tendenza a riunirsi in gruppi di infiorescenze apicali.

La fioritura avviene per tutta l’estate, con particolare intensità nel mese di luglio.

I frutti sono piccole bacche verdi (prima della maturazione) che assumono poi una colorazione rosso intenso, quasi violaceo, e appaiono rivestite da un calice poroso di consistenza cartacea, simile alla pergamena.

A maturazione completata questo involucro protettivo si apre gettando fuori le bacche che, dopo l’apertura, distribuiscono nel terreno i semi legnosi.

L’areale di questa pianta comprende: India, Sud Africa, Egitto, Israele e Libia; essa cresce anche in Italia, soprattutto in Sicilia e Sardegna, regioni climaticamente favorevoli allo sviluppo del vegetale.

La withania ama i terreni molto ricchi di humus, ben esposti al sole e adeguatamente irrigati, dato che il suo apparato radicale teme moltissimo i ristagni idrici.

Pertanto per la sua crescita essa necessita di un terriccio sabbioso a componente argillosa, leggermente alcalina, con pH compreso tra 7,5 e 8.

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Ashwagandha: proprietà

L’ashwagandha viene considerata, insieme al ginseng, la pianta adattogena per eccellenza, dato che è in grado di contrastare efficacemente qualsiasi stress psico-fisico.

Aumentando la resistenza dell’organismo verso stimolazioni di natura fisica, chimica e biologica, questo rimedio si comporta anche come immunostimolante e contribuisce a ristabilire l’omeostasi metabolica.

Un’altra sua proprietà è quella di funzionare come sostanza nootropa, capace di migliorare le capacità intellettive e cognitive, contrastando la perdita di memoria e di concentrazione.

Il termine “nootropo” deriva da due parole greche, che sono: “noos” che significa “mente” e “tropein” che indica l’azione di “sorvegliare”, con netto riferimento all’ottimizzazione delle prestazioni mentali.

Anche se al momento non sono ancora stati identificati con precisione quali siano i recettori-bersaglio dei fitocomplessi della pianta, è comunque chiaro che esiste una stretta correlazione tra il sistema nervoso centrale e i principi attivi della withania.

Le caratteristiche biologiche del vegetale dipendono dai suoi principi attivi, che sono:

  • withanolidi;
  • lattoni steroidei;
  • withaferina di tipo A;
  • withanina;
  • alcaloidi;
  • nicotina e derivati;
  • polisaccaridi;
  • aminoacidi;
  • scopoletina;
  • fitosteroli;
  • terpeni;
  • tannini;
  • fibre insolubili.

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Considerata un ottimo supporto fitoterapico, utile per curare numerose patologie, l’ashwagandha è anche una pianta adattogena e nootropa con funzioni preventive.

Tra le sue funzioni vi sono:

  • antinfiammatoria;
  • antiossidante;
  • analgesica;
  • tonica;
  • depurativa.

Le sue proprietà adattogene si manifestano nella capacità di potenziare la resistenza dell’organismo nei confronti di agenti stressanti di tipo fisico e psico-emotivo.

Aumentando le risposte aspecifiche, la pianta contribuisce a funzionare come composto tonico e rivitalizzante, non soltanto in presenza di malattie in atto, ma anche per prevenire la loro insorgenza (mediante il potenziamento del sistema immunitario).

Conosciuta anche col nome di Ginseng Indiano, la withania si comporta come una panacea nei confronti di qualsiasi condizione destabilizzante per l’organismo.

Tutte le sue attività sono riconducibili alla elevata concentrazione di withanolidi, considerati i principi attivi responsabili di ogni funzione erboristica.

Secondo alcune ricerche di laboratorio, la pianta sarebbe in grado di svolgere una notevole attività citostatica, bloccando la replicazione incontrollata di cellule estranee (“non-self”), spesso collegate allo sviluppo di forme neoplastiche.

In base a tali studi clinici la withania è entrata a fare parte dei principi fitoterapici ad azione anti-tumorale, che possono supportare la tradizionale chemioterapia.

Simili ricerche “in vitro” hanno confermato che gli estratti titolati di ashwagandha stimolano un’azione anti-proliferativa citotossica nei confronti di elementi maligni.

Nel settore curativo, il vegetale svolge la sua attività biologica nei seguenti ambiti:

  • anti-reumatico;
  • antinfiammatorio;
  • anti acne;
  • contro la ritenzione idrica;
  • contro affezioni del condotto uditivo;
  • come immuno-stimolante.

Il suo compito principale rimane comunque quello di migliorare le resistenze aspecifiche dell’organismo nei confronti degli agenti stressanti-

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Ashwagandha: benefici

I principali benefici offerti dall’impiego dell’ashwagandha sono riconducibili alla sua funzione adattogena, che si associa a quella immuno-stimolante.

Come conseguenza l’organismo risulta molto più recettivo nei confronti degli stressor nocivi (distress) che tendono a colpirlo con notevole frequenza.

Grazie all’azione sinergica tra una valida risposta immunitaria e una maggiore reattività alle stimolazioni negative, sia il corpo che la mente riescono a svolgere al meglio le loro prestazioni funzionali.

Inoltre i rimedi a base di withania sono formulati con sostanze naturali al 100% che pertanto non provocano controindicazioni e neppure effetti collaterali, in quanto dotati di un’ottima compatibilità biologica.

Sfruttando l’alta biodisponibilità delle molecole in essa contenute, l’ahswagandha offre riscontri efficaci già dopo le prime assunzioni, anche perché viene rapidamente assorbita a livello sanguigno.

Un simile beneficio dipende dal fatto che i principi attivi del vegetale non devono essere digeriti, ma semplicemente assimilati.

Ashwagandha: quando assumerla

Gli integratori alimentari a base di ashwagandha in genere sono formulati appositamente per essere assunti due o tre volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti principali.

È comunque necessario accertarsi circa le indicazioni dell’azienda produttrice che obbligatoriamente devono essere dichiarate sulla confezione, in quanto in base al diverso dosaggio può cambiare anche la posologia.

Alcuni brand decidono di realizzare compresse che prevedono un’unica assunzione nel corso della giornata: in questo caso è raccomandato effettuarla al mattino, possibilmente dopo la prima colazione.

Tale suggerimento si riferisce all’evidenza che, se esiste una sola unità da introdurre nell’arco delle 24 ore, significa che essa possiede una concentrazione di principi attivi molto superiore rispetto ai casi in cui le somministrazioni sono due o tre, nello stesso periodo di tempo.

Quindi, essendo l’ashwagandha una pianta dal potere adattogeno e tonicizzante, non è adatta all’utilizzo serale, magari prima di coricarsi, in quanto potrebbe indurre eccitazione e conseguente insonnia.

Questo vegetale infatti rappresenta un utile supporto quando si avverte la necessità di incrementare il proprio livello di energia, per sentirsi più vitali e vigorosi e affrontare gli stress quotidiani.

In caso di difficoltà di concentrazione, irritabilità, la medicina ayurvedica propone da molto tempo ormai questo rimedio, considerato tra i più potenti ricostituenti che offre la natura; esso infatti viene assimilato a una ritrovata giovinezza nonché a una sensazione di maggiore benessere generale.

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Ashwagandha: dopo quanto fa effetto

L’ashwagandha in genere manifesta i suoi effetti dopo la prima settimana di utilizzo regolare, infatti la sua azione terapeutica è caratterizzata da un andamento moderato ma costante e prolungato, particolarmente adatto a terapie di tipo cronico o comunque a lungo termine.

Infatti la sua azione non è di tipo correttivo ma riequilibrante, significa che i suoi principi attivi non hanno lo scopo di modificare determinate funzioni organiche, ma di coadiuvarle e indirizzarle nel modo migliore, senza stravolgere niente della normale fisiologia dell’organismo.

Già nell’antichità l’ashwagandha veniva impiegata per lunghi periodi di tempo per sfruttare le sue proprietà antiossidanti: si riteneva capace di aumentare la longevità anche in periodi storici in cui la durata della vita media era piuttosto breve.

Questo tipo di assunzione, che si può definire “cronica”, è in grado di potenziare anche il funzionamento del sistema immunitario, nonché del sistema nervoso, in particolare nei confronti di alterazioni lievi della lucidità mentale.

Pazienti che fanno uso regolare di integratori alimentari a base di questo vegetale riferiscono un miglioramento delle attività cognitive come la memoria e la rapidità di pensiero, particolarmente utili in contesti professionali o scolastici.

Sia l’uomo che la donna traggono notevoli benefici dall’assunzione di ashwagandha se stanno cercando un figlio in quanto questa pianta è un supporto molto valido per risolvere temporanei problemi di fertilità; nel caso invece di patologie organiche che causano sterilità, è necessario rivolgersi al medico in quanto nessun vegetale, purtroppo, potrà risolverle.

Ashwagandha e tiroide

L’ashwagandha è un’eccellente stimolante del sistema endocrino, e per questo motivo viene impiegata universalmente da chi deve affrontare condizioni di ipotiroidismo.

Nelle fasi iniziali di questa patologia infatti, i pazienti possono evitare di ricorrere subito a rimedi farmacologici ma possono provare ad assumere con regolarità prodotti a base di ashwagandha.

Sottoponendosi periodicamente a dosaggi ematici che evidenziano la funzionalità tiroidea, e sempre sotto la guida del proprio medico, viene offerta l’opportunità di posticipare la terapia con principi attivi di tipo sintetico mediante l’utilizzo di questi rimedi di origine vegetale.

Non bisogna dimenticare comunque che l’ipotiroidismo è una patologia e pertanto richiede una guida medica e non deve essere affrontato secondo i principi dell’automedicazione.

Gli integratori alimentari a base di ashwagandha rappresentano un’interessante soluzioni per i sintomi di entità lieve e per pazienti di età media, evitando i giovanissimi e gli anziani.

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Assumere l’ashwagandha in menopausa

Durante la menopausa la donna si trova ad attraversare un periodo di profondo cambiamento a livello fisico e psichico, in quanto le variazioni dell’assetto ormonale hanno importanti ripercussioni sia per il benessere organico sia per la stabilità emotiva.

L’ashwagandha conferisce un innalzamento del tono energetico, in modo tale che il soggetto riesca ad avvertire immediatamente una carica positiva, indispensabile per affrontare i momenti di sconforto e di calo prestazionale.

Inoltre, a differenza degli altri rimedi adattogeni come ad esempio la caffeina o il ginseng, questa pianta non possiede un effetto eccitante, e questo requisito è di fondamentale importanza in una fase così delicata della vita di una donna.

Infatti, grazie a questa caratteristica, alcune pazienti in menopausa che ne fanno un uso regolare riferiscono addirittura un miglioramento riferito al momento dell’addormentamento, che si traduce in una maggiore facilità a prendere sonno per un ritrovato rilassamento che consente di allentare le tensioni accumulate durante la giornata.

La qualità del sonno inoltre risulta perfezionata, dato che gli integratori alimentari a base di questo principio attivo si sono rivelati estremamente preziosi per combattere le forme di ansia e depressione di entità da lieve a moderata.

Una donna durante la menopausa può soffrire di tali disturbi, anche se non li ha mai conosciuti nelle fasi precedenti della sua vita, ecco perché può ritrovarsi spaesata di fronte a scompensi emotivi nuovi e imprevedibili, che spesso non riesce a gestire.

Un effetto da non sottovalutare inoltre per il climaterio è quello antinfiammatorio e analgesico, che diventa essenziale per combattere i primi segnali dell’osteoporosi, che si manifesta inizialmente sotto forma di piccoli dolori osteoarticolari.

Ashwagandha: controindicazioni

In gravidanza o allattamento è meglio evitare di assumere integratori alimentari a base di ashwgandha, in quanto l’effetto stimolante e adattogeno non si adatta a una fase così delicata come lo sviluppo fetale o la produzione di latte materno.

Si potrebbero verificare problemi a carico della moltiplicazione cellulare, nonché delle sostanze miscelate nel latte che potrebbero andare ad alterare la corretta fisiologia del lattante.

In caso di pazienti affetti da patologie croniche, l’utilizzo di ashwagandha deve essere monitorato dal medico in quanto andrebbero sempre monitorati i parametri mediante esami del sangue o analisi strumentali.

Ecco perché spesso, per motivazioni esclusivamente pratiche, a queste categorie di soggetti viene sconsigliato l’utilizzo di supplementi a base di questo vegetale.

Massima cautela anche nei confronti di pazienti molto giovani in quanto non sussistono ad oggi dati sufficienti per garantirne un utilizzo in sicurezza.

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