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Arnica: Scopri Come Può Migliorarti la Vita!

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Voi scoprire tutti i segreti dell’arnica? Allora sei nel posto giusto!

Prima di entrare nei dettagli, di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti con arnica del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Arnica

L’arnica è una pianta erbacea perenne fornita di un apparato radicale di tipo rizomatoso estremamente sviluppato, che tende a distribuirsi sottoterra fino a formare veri e propri gomitoli di radici.

Le sua foglie, di colore verde intenso, sono riunite a gruppi (rosette) e mostrano un’inserzione alternata sullo stelo piuttosto peloso, che può raggiungere fino ai 50 centimetri di altezza.

I fiori sono capolini di colore giallo-arancio, dall’aspetto molto simile a quello delle margherite, da cui hanno origine i piccoli frutti (acheni) di colore bruno e dotati di frange (pappi) utili ‘per la dispersione ad opera del vento.

La sua fioritura avviene tra inizio estate e fine di settembre, dato che richiede un clima caldo-umido accompagnato da scarse precipitazioni.

La raccolta dei fiori ha inizio soltanto a luglio, poiché le corolle devono essere ben aperte per poter offrire la maggiore concentrazione di principi attivi disponibili.

Una volta raccolti, i fiori vanno essiccati fino alla totale perdita della componente acquosa, che interferisce con le sue funzioni erboristiche.

In tutta la parte aerea della pianta sono localizzati numerosi peli ghiandolari contenenti i principi attivi da cui dipende l’attività terapeutica del vegetale, ampiamente sfruttata nel settore erboristico.

L’arnica è conosciuta anche con la denominazione di “tabacco di montagna” poiché in passato veniva impiegata al posto del vero tabacco da popolazioni di montagna che non sempre erano in grado di procurarselo.

La sua origine botanica si fa risalire alle sconfinate praterie dell’Europa centro-settentrionale, dove le condizioni climatiche erano particolarmente favorevoli alla sua coltivazione.

È una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee, il cui nome Arnica potrebbe derivare dal greco antico “arnakis” che significa “pelle d’agnello” in relazione alla delicata tessitura delle sue foglie.

Per crescere la pianta non mostra particolari esigenze, poiché cresce anche su terreni poveri di sostanze nutritive che è comunque in grado di assorbire mediante lo sviluppatissimo apparato radicale.

Tuttavia teme il caldo eccessivo e proprio per questo motivo predilige gli ambienti montani dove, pur essendo presente una notevole insolazione, le temperature non raggiungono mai valori troppo elevati.

Il terreno deve essere leggermente acido e molto drenato, una condizione che si verifica soprattutto sui pendii montagnosi e collinari, dove non si verificano ristagni di acqua che potrebbero far marcire l’apparato radicale.

Il suo habitat, che è preferibilmente montagnoso, tra i 500 e i 2500 metri di altitudine, comprende pascoli, brughiere, torbiere e sottobosco.

Questa specie non cresce in pianura ed appartiene alla flora protetta, dato che le coltivazioni intensive tendono a farla scomparire.

È senza dubbio la pianta officinale più utilizzata al mondo in quanto i suoi effetti terapeutici sono riconosciuti anche dalla medicina tradizionale e non solo da quella fitoterapica.

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Dalle radici alle foglie, tutta la sua struttura è ricca di un glucoside (arnicina) le cui proprietà benefiche sono simili a quelle della canfora e che pertanto svolge importanti funzioni a livello dell’apparato vaso-motorio.

Se ingerita è velenosa, pertanto bisogna sempre fare impiego di preparazioni erboristiche contenenti principi attivi standardizzati e titolati.

Essa produce due diversi oli essenziali, il primo prodotto dalle radici e il secondo dai fiori.

Uno dei settori in cui l’arnica trova maggiore impiego è quello dell’omeopatia, dove viene utilizzata nella formulazione di granuli, gocce (tintura) e pomate per uso topico.

Arnica: proprietà

L’arnica è stata denominata anche “erba delle cadute” in quanto uno dei suoi principali impieghi è proprio quello di lenire dolore e infiammazione provocati da traumi e contusioni.

Grazie ai principi attivi contenuti prevalentemente nel rizoma, il vegetale viene utilizzato come preparato antinfiammatorio per uso topico e come rimedio anti-affaticamento muscolare in ambito sportivo.

Le sue funzioni fitoterapiche dipendono dalla presenza di sequiterpeni, principi attivi direttamente collegati a processi dolorosi provocati da flogosi, da traumi, cadute e contusioni.

I composti in essa contenuti responsabili delle sue prestazioni terapeutiche sono i seguenti:

  • sesquiterpeni;
  • polifenoli;
  • flavonoidi;
  • cumarine;
  • tannini;
  • elenalina;
  • xantofilla;
  • poliacetileni;
  • terpeni;
  • acido cinnamico.

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Il meccanismo d’azione di questi elementi è attivo esclusivamente per uso topico, in quanto la loro efficacia dipende dal contatto diretto con la pelle attraverso cui passano nel sangue.

Dopo aver applicato pomate oppure gel a base di arnica sulla parte ammalata (gonfia e dolente) e avere effettuato un massaggio delicato fino al completo assorbimento, i componenti fitoterapici iniziano immediatamente a svolgere un potente effetto curativo.

L’impiego di simili rimedi è indicato per:

  • fratture;
  • edemi post-traumatici;
  • ecchimosi;
  • distorsioni;
  • ematomi;
  • contusioni;
  • atralgie;
  • strappi muscolari;
  • disturbi reumatici;
  • flebiti non ulcerate;
  • versamenti articolari;
  • massaggio sportivo.

L’attività biologica del vegetale dipende dalle seguenti funzioni:

  • antiedematose;
  • antiflogistiche;
  • antitraumatiche;
  • analgesiche;
  • antitraumatiche;
  • revulsive;
  • antinevralgiche;
  • antisettiche;
  • immunostimolanti.

Il principio attivo maggiormente coinvolto in tali attività è l’elenalina, una molecola in grado di inibire la produzione dei fattori coinvolti nella genesi dei processi flogistici che, com’é noto, dipende da una serie di reazioni a cascata.

L’elenalina riesce a inserirsi in più punti della cascata di reazioni infiammatorie, interrompendo pertanto la loro sequenzialità biologica.

Inoltre questa molecola, che attualmente ha suscitato l’interesse di numerosi farmacologi, riesce anche a ridurre la mobilità dei granulociti, cellule appartenenti ai globuli bianchi direttamente coinvolti nell’insorgenza delle infiammazioni.

Un simile meccanismo attivo dipende dalle proprietà biochimiche di questo lattone sesquiterpenico, che agisce prevalentemente a livello delle membrane cellulari dei lisosomi.

Di conseguenza le aree infiammatorie tendono a restringersi limitando la diffusione dei processi flogistici sia locali che sistemici.

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Oltre all’elenalina, l’arnica contiene anche gli esteri della molecola, coinvolti nelle funzioni antisettiche e analgesiche.

Grazie alle notevoli concentrazioni di polisaccaridi contenuti nei fiori del vegetale, esso svolge una potente azione immunostimolante in seguito al potenziamento funzionale del sistema complemento e dell’azione fagocitaria dei lisosomi.

Complessivamente l’arnica è dotata di funzioni efficacissime soltanto su un settore ben specifico, che è quello del dolore legato a infiammazione di varia natura.

Il suo impiego, che è riconosciuto anche dalla medicina tradizionale, sta diffondendosi sempre maggiormente anche come prevenzione in ambito sportivo, per evitare strappi muscolari e traumatismi di varia eziologia.

Il meccanismo chimico mediante cui simili rimedi risultano efficaci dipende da un’attività sinergica tra i numerosi composti che da un lato si potenziano a vicenda e d’altro lato consentono di limitare i dosaggi posologici.

Arnica: a che cosa serve?

I preparati a base di arnica servono nei seguenti casi:

  • trattamento sintomatico del dolore causato da processi infiammatori;
  • trattamento sintomatico del dolore prodotto da traumi e contusioni;
  • presenza di ematomi che non si riassorbono;
  • presenza di edemi diffusi;
  • infiammazioni derivanti da traumi;
  • reumatismi;
  • artrosi;
  • problemi articolari;
  • disturbi cartilaginei;
  • diminuzione della mobilità deambulatoria per rigidità articolare.

Queste funzioni terapeutiche, che dipendono dai sesquiterpeni, dai flavonoidi e dai tannini, si associano a caratteristiche antiossidanti, particolarmente efficaci per contrastare lo stress ossidativo responsabile di numerosi disturbi osteoarticolari.

Non bisogna sottovalutare il fatto che la maggior parte delle sindromi infiammatorie dipendono dalla presenza di radicali liberi circolanti.

Quando l’arnica viene utilizzata come rimedio per traumi e contusioni di solito si impiegano tinture con diluizioni 1:5 in acqua o più spesso in soluzioni idroalcoliche, che devono essere applicate come impacco sull’area dolente.

Simili rimedi presuppongono sempre la presenza di cute integra, poiché eventuali ulcerazioni potrebbero peggiorare a contatto con i prodotti.

Tutte le volte in cui l’arnica è usata a scopi curativi diventa indispensabile servirsi di preparazioni titolate e standardizzate, per conoscere la precisa concentrazione dei composti farmacologicamente attivi in esse contenuti.

Le dosi da assumere possono infatti variare in base alla percentuale di elementi attivi, la cui soglia fisiologica non deve mai essere superata per evitare effetti collaterali.

Conosciuta e utilizzata da sempre dalla medicina popolare, la pianta è ormai diventata un supporto anche nel settore terapeutico clinico e in ambito sportivo dove, in seguito a traumi oppure eccessivo affaticamento muscolare, viene largamente usata.

I suoi principali impieghi sono i seguenti:

  • contusioni anche sportive;
  • disturbi osteo-articolari;
  • problemi muscolari;
  • contro le punture d’insetti che provocano edemi;
  • in caso di acne refrattaria ad altre terapie;
  • vene varicose;
  • tendiniti complicate;
  • in caso di ferite che non cicatrizzano;
  • in presenza di fragilità capillare.

Prima di qualsiasi trattamento con arnica è sempre opportuno chiedere un parere al proprio medico.

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Arnica gel

L’arnica gel è un preparato dalle mille proprietà benefiche, in grado di risolvere problematiche muscolari, osteoarticolari e infiammatorie anche di notevole entità.

Inoltre, chi si allena in palestra e pratica regolare attività fisica, può avere bisogno di trattamenti preventivi con preparati del genere, che rappresentano uno dei rimedi più efficaci e un vero e proprio toccasana per risolvere strappi muscolari, indolenzimenti, infortuni e contusioni che spesso seguono gli allenamenti.

Si tratta di un gel lenitivo a rapido assorbimento formulato con estratti di arnica montana, derivanti dalle sue estremità fiorite.

Il meccanismo d’azione di un prodotto del genere dipende dalle caratteristiche anti-ecchimotiche, analgesiche e antinfiammatorie dei sesquiterpeni: oltre a lenire il dolore e a mitigare l’infiammazione, il gel favorisce anche il riassorbimento dei coaguli sottocutanei, formazioni particolarmente pericolose per i possibili coinvolgimenti circolatori.

Spesso, all’interno del gel di arnica sono presenti anche bromelina, escina e rutina, molecole ideali per potenziare le proprietà antiflogistiche della pianta.

Per ottenere risultati duraturi e rapidi, gli esperti consigliano di applicare il gel con un delicato massaggio circolare che risulta efficace anche per contrastare le conseguenze derivanti da punture di insetti.

Per potenziare l’azione topica di un simile prodotto, è opportuno assumere compresse a base di zenzero e partenio, che contrastano notevolmente le tensioni localizzate.

Grazie alla quasi completa assenza di effetti collaterali, il gel di arnica può essere usato con la massima sicurezza a qualsiasi età, anche nei bambini, utilizzandolo più volte al giorno sempre massaggiando fino a un completo assorbimento.

Si tratta senza dubbio di uno dei rimedi più utilizzati sia per uso domestico e famigliare, sia in ambito sportivo.

La sua reperibilità è particolarmente diffusa dato che il prodotto può essere acquistato in farmacia, parafarmacia ed erboristeria.

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Arnica in compresse

L’arnica in compresse di solito viene formulata come preparazione omeopatica e trova largo impiego in presenza di infiammazioni muscolari e osteoarticolari.

Associandola a prodotti per uso topico, si ottengono risultati rapidi e duraturi, per alleviare disturbi dolorosi alle articolazioni, ai muscoli e allo scheletro.

Ideali per chi soffre di sciatalgia, dolori cervicali, problemi alle articolazioni (soprattutto alle ginocchia), le compresse a base di arnica vengono preparate con estratti secchi delle parti fiorite, che subiscono poi trattamenti di titolazione e standardizzazione previsti dalla Farmacopea Ufficiale.

Oltre a svolgere funzioni antinfiammatorie, le compresse di arnica potenziano le difese immunitarie dell’organismo, velocizzando i processi di guarigione in caso di traumi, contusioni o strappi muscolari.

Trattandosi di prodotti piuttosto concentrati, è sufficiente assumere una sola pastiglia al mattino e una alla sera, preferibilmente lontano dai pasti, privilegiando le preparazioni orosolubili che, sciogliendosi rapidamente in bocca, passano subito in circolo.

Per migliorare la compliance di simili rimedi, l’arnica è spesso miscelata con altri estratti naturali come bromelina e escina, che garantiscono il coinvolgimento di tutte le componenti anatomiche delle parti malate.

Non bisogna dimenticare infatti che per accelerare i processi di guarigione è fondamentale ottimizzare la circolazione per potenziare l’apporto di ossigeno ai tessuti, dato che proprio grazie a una maggiore ossigenazione, l’organismo reagisce meglio per risolvere le varie problematiche di salute.

Arnica in compresse: controindicazioni

Trattandosi di un prodotto naturale, l’arnica non provoca controindicazioni né effetti collaterali a patto di rispettare scrupolosamente la posologia indicata sui singoli preparati.

Infatti, le uniche reazioni avverse che possono verificarsi dipendono da sovradosaggio e alterazioni dello schema posologico.

Non bisogna assumere rimedi a base di questo vegetale in caso di accertata ipersensibilità nei suoi confronti.

Alimenti speziati, menta e alcune sostanze eccitanti possono ridurre l’efficacia delle compresse, per cui sarebbe preferibile non sovrapporre simili composti.

In generale l’arnica è considerato un rimedio sicuro, ben tollerato e privo di tossicità; il suo impiego per uso orale è sconsigliato in caso di gravidanza, allattamento, in persone anziane e debilitate e nella prima infanzia.

Gli effetti collaterali più comuni che possono insorgere in caso di sovradosaggio sono a carico dell’apparato gastrointestinale e comprendono pirosi gastrica, nausea, irritazioni del cavo orale e della gola, vomito, disturbi epatici, colite e diarrea.

Per soggetti affetti da patologie croniche di tipo cardiovascolare, è consigliabile iniziare con un dosaggio minimo da aumentare gradatamente poiché concentrazioni di arnica superiori alla norma che si accumulano nel sangue aumentano il rischio di emorragia, soprattutto in persone con fragilità capillare.

Sempre in seguito a dosaggi inadeguati, potrebbero verificarsi episodi di cefalea, ipotensione arteriosa, palpitazioni e dispnea, manifestazioni che vengono prontamente risolte senza lasciare conseguenze, sospendendo l’impiego delle compresse oppure riducendone la posologia.

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