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Acido Folico: Ecco la Guida Con Tutte le Risposte

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Prima di entrare nei dettagli, di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti con acido folico del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Classifica migliori prodotti con acido folico

Di seguito invece trovi una lista completa di tutti i migliori prodotti con acido folico presenti sul mercato:

Acido folico

L’acido folico è un supplemento nutrizionale appartenente al gruppo dei folati e composto da numerosi derivati della vitamina B9.

Si tratta di molecole necessarie per la vita, poiché svolgono un ruolo fondamentale nella sintesi degli acidi nucleici (DNA ed RNA) e del metabolismo della maggior parte degli amminoacidi.

L’essere vivente non è in grado di sintetizzare i folati, che devono pertanto essere introdotti con l’alimentazione, per mantenere sempre costante la loro concentrazione.

Infatti, l’insorgenza di stati carenziali può provocare conseguenze molto pericolose per la salute.

In un individuo adulto, la quantità di folati raccomandata è pari a 200 microgrammi al giorno; in particolari condizioni patologiche come ad esempio anemie di vario genere questo valore può aumentare considerevolmente, facendo ricorso a integratori che possono supplementare la dieta.

Un’integrazione a lungo termine deve però essere bilanciata per evitare fenomeni di sovradosaggio, infatti l’acido folico è un composto che può comportarsi sia come agente vantaggioso per l’organismo, sia come potenziale fattore di rischio.

Infatti, elevate quantità di questo elemento si associano a una maggiore epidemiologia di neoplasie alla prostata e inoltre possono mascherare carenze di vitamina B12 estremamente pericolose per la produzione degli eritrociti.

Acido folico: a cosa serve

L’acido folico è un composto essenziale per la vita poiché interviene nella sintesi degli acidi nucleici e quindi nella moltiplicazione cellulare.

Il suo ruolo è spesso associato a quello della vitamina B12 e quindi collegato alla produzione di globuli rossi e alla prevenzione di forme anemiche di varia eziologia.

L’acido folico partecipa inoltre alla sintesi di alcuni amminoacidi tra cui l’acido glutammico, l’omocisteina e la metionina, molecole necessarie alla produzione di emoglobina.

Indispensabile per l’accrescimento e per la moltiplicazione cellulare, questo composto svolge un ruolo di estrema rilevanza per un corretto funzionamento del sistema nervoso centrale.

acido folico a cosa serve

Nell’uomo contribuisce al processo della spermatogenesi e nella donna alla maturazione delle cellule uovo e, durante la gravidanza, alla crescita fetale e allo sviluppo dell’embrione.

Esso inoltre riduce il rischio delle malattie cardiovascolari, quello di ictus e di patologie vasomotorie come le coronaropatie.

Complessivamente, l’acido folico è quindi un substrato indispensabile per il corretto svolgimento delle funzioni circolatorie, del metabolismo sanguigno e dell’ossigenazione dei tessuti.

Controllando la produzione degli acidi nucleici, esso supervisiona tutte le funzioni vitali dell’organismo, per quanto riguarda sia la trascrizione che la duplicazione del materiale genetico.

Durante la gravidanza la sua presenza garantisce un corretto sviluppo embrionale e previene l’insorgenza di patologie fetali.

Acido folico basso: sintomi

Il fabbisogno giornaliero dell’acido folico è pari a 200 microgrammi per soggetti adulti, questa quantità viene facilmente raggiunta mediante un normale regime alimentare equilibrato e variato, che includa in uguale misura cibi di origine animale e vegetale.

Per le gestanti, il livello raddoppia (400 microgrammi) e nel periodo dell’allattamento raggiunge 350 microgrammi; negli sportivi il fabbisogno è circa 300-350 microgrammi.

Nonostante il fabbisogno giornaliero venga di norma garantito dal regime alimentare, possono insorgere stati carenziali in alcune condizioni derivanti da squilibri nutrizionali.

La carenza di questo composto interferisce soprattutto con la sintesi del DNA modulando la produzione di cellule ematopoietiche e quindi la produzione di eritrociti.

Inoltre, i processi di sintesi proteica, che dipendono da una fisiologica concentrazione di RNA, risultano modificati, alterando di conseguenza le funzioni sia plastiche sia enzimatiche di natura peptidica.

Le condizioni maggiormente a rischio di carenza di acido folico sono:

  • gravidanza;
  • allattamento;
  • presenza di elevata concentrazione di omocisteina;
  • presenza di forme anemiche;
  • pazienti con malassorbimento cronico;
  • anziani;
  • celiaci;
  • assunzione sbilanciata di elementi nutritivi;
  • eccessiva assunzione di alcol;
  • impiego prolungato di antibiotici con degenerazione del microbiota intestinale;
  • terapie farmacologiche prolungate.

I principali sintomi collegati alla carenza di acido folico sono:

  • astenia muscolare;
  • stanchezza generalizzata;
  • apatia;
  • inappetenza;
  • glossite;
  • ulcerazioni del cavo orale;
  • anemia megaloblastica;
  • leucopenia;
  • difficoltà mnemoniche;
  • incapacità di concentrazione;
  • disturbi del ritmo circadiano.

Nell’infanzia la carenza di acido folico può provocare ritardi nella crescita e sviluppo disarmonico dell’organismo.

Per diagnosticare la carenza di questo composto è sufficiente effettuare un’analisi del sangue con determinazione dei livelli plasmatici di folati e vitamina B12, che spesso si accompagnano a incremento dei livelli serici di omocisteina.

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Acido folico quando prenderlo

L’integrazione con acido folico può diventare indispensabile in alcune condizioni, come ad esempio in gravidanza, quando il fabbisogno giornaliera della gestante raggiunge il livello di 400 microgrammi.

Anche nella fase dell’allattamento le concentrazioni di acido folico devono essere integrate poiché con la sola alimentazione non possibile raggiungere la quota di 400 microgrammi al giorno.

Soggetti anemici, soprattutto affetti da anemia macrocitica o megaloblastica, devono ricorrere all’assunzione di acido folico esogeno.

In presenza della sindrome da stanchezza cronica oppure di inappetenza prolungata, di lunghe convalescenze oppure di abbassamento dei globuli bianchi, è sempre consigliabile assumere integratori a base di acido folico.

Per quanto riguarda le turbe psicologiche collegate a problemi di memoria e di concentrazione, l’integrazione con acido folico viene di solito associata ad altri composti come vitamine del gruppo B, vitamina C, zinco, magnesio e selenio, che garantiscono un’azione ad ampio raggio sulla sfera emotiva.

Quando la concentrazione serica di omocisteina supera la soglia fisiologica, indicando uno squilibrio nella concentrazione dei folati, è sempre utile ricorrere a un’ integrazione con acido folico.

In questi casi gli stati carenziali vengono trattati con dosaggi compresi tra 400 e 1000 microgrammi al giorno, un quantitativo necessario per ripristinare un corretto metabolismo cellulare.

Alcuni disturbi neurologici possono derivare dalla carenza di acido folico e richiedere pertanto un’adeguata integrazione.

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Acido folico negli alimenti

Le principali fonti alimentari di acido folico sono le carni, soprattutto le frattaglie, dove i folati si trovano in percentuali molto alte.

I cibi vegetali più ricchi di questo elemento sono i legumi (soprattutto i fagioli), le arance e i pomodori.

Oltre che la concentrazione di acido folico negli alimenti, è necessario calcolare la sua disponibilità biologica poiché esistono degli inibitori della loro assunzione che agiscono catalizzando enzimi antagonisti, come le folato idrolasi, responsabili di una diminuzione di biodisponibilità pari a un valore compreso tra 20 e 40%.

Nella terza età, anche sfruttando un corretto regime alimentare, l’anziano spesso sviluppa stati carenziali di acido folico poiché non è in grado di metabolizzarlo correttamente.

In questi casi è necessario ricorrere a un’integrazione, poiché qualsiasi variazione alimentare non sortisce nessun effetto.

Acido folico in gravidanza

In gravidanza l’acido folico è indispensabile per prevenire la spina bifida, che è una patologia spesso collegata all’enencefalia del neonato.

Per evitare questo rischio, la gestante dovrebbe assumere giornalmente 400 microgrammi di folati, la cui carenza risulta pericolosa non soltanto per la madre ma soprattutto per l’embrione.

Come è noto, questo composto è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo B, conosciuta anche con il nome di “vitamina B9“.

In gravidanza sarebbe consigliabile impostare un regime dietetico ricco di carne, in particolare fegato e frattaglie, legumi e vegetali a foglia verde, che rappresentano le più significative fonti dietetiche del composto.

Trattandosi di una molecola termolabile e instabile alla luce, l’acido folico spesso viene degradato con la cottura, per cui durante la gestazione è preferibile privilegiare il consumo di ortaggi crudi e freschi.

Fin dai primissimi mesi di gestazione, l’embrione consuma moltissimi folati indispensabili per gli intensi processi di moltiplicazione cellulare.

Il composto è necessario anche per la maggiore eritropoiesi materna, per cui il suo apporto non dovrebbe mai scendere al di sotto della soglia fisiologica.

Ortaggi a foglia verde, carciofi, cereali, legumi, lievito di birra, frattaglie, tuorlo d’uovo, kiwi e fragole sono gli alimenti più ricchi di acido folico che non dovrebbero mai mancare durante i nove mesi di gravidanza.

acido folico a cosa serve in menopausa

Acido folico prima della gravidanza

La donna che rimane incinta avendo già sviluppato uno stato carenziale di acido folico è soggetta a un maggiore rischio di aborto spontaneo.

Qualora il concepimento avvenga, una carenza di acido folico aumenta notevolmente il rischio di malformazioni embrionali, soprattutto di quelle a carico del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).

Le patologie più frequenti sono l’anencefalia e la spina bifida, che prevede una mancata chiusura della colonna vertebrale.

Per questo motivo è indispensabile che la futura mamma non sia affetta da carenza di acido folico, che tra l’altro ricopre un importante ruolo preventivo nei confronti di pre-eclampsia ed eclampsia, disturbi che insorgono durante l’ultimo trimestre di gravidanza.

Un altro rischio collegato alla carenza di acido folico nella donna che affronta la gravidanza è il distacco della placenta, con conseguente aborto spontaneo o provocato.

È possibile anche che i neonati abbiano un basso peso al momento del parto e quindi non presentino indici di funzionalità organica fisiologici.

L’integrazione con acido folico prima della gravidanza è quindi molto importante per consentire alla gestante di stare bene e al nascituro di svilupparsi correttamente.

A tal proposito diminuiscono drasticamente i rischi cardiovascolari della madre (in particolare l’ipertensione gravidica) e le problematiche genetiche dell’embrione.

Nei 3-4 mesi precedenti al concepimento sarebbe buona norma che la donna assumesse da 300 a 400 microgrammi di acido folico al giorno, tenendo conto che una simile integrazione è raccomandata a tutta la popolazione in età fertile che non si sottopone a misure anticoncezionali, proprio per evitare qualsiasi rischio al nascituro.

Acido folico: a cosa serve in menopausa

Secondo le più recenti linee guida, un’integrazione a base di acido folico, oltre a mantenere sotto controllo la concentrazione di omocisteina, diminuisce l’indice di rischio delle malattie cardiovascolari e dell’osteoporosi in menopausa.

L’omocisteina è un composto che si trova normalmente nel sangue ma che quando è troppo abbondante diventa pericoloso per cuore, circolo e metabolismo osseo.

Nel periodo della menopausa questi tre aspetti vengono alterati in partenza dalla diminuzione degli estrogeni.

Quando alla carenza estrogenica si associa l’aumento di omocisteina, è chiaro che i pericoli per la donna in menopausa aumentano esponenzialmente.

Proprio per evitare una simile condizione, è consigliabile integrare la percentuale di acido folico mediante l’assunzione di specifici integratori, infatti questo composto è in grado di metabolizzare l’omocisteina riportandola a valori fisiologici e prevenendo i disturbi collegati a osteoporosi e patologie cardiovascolari.

Di solito non è sufficiente il quantitativo di acido folico presente negli alimenti per abbassare la quota di omocisteina, ma bisogna ricorrere all’impiego di specifici rimedi.

acido folico quando prenderlo

L’acido folico: fa ingrassare?

L’acido folico non fa ingrassare ma può fare aumentare l’appetito e quindi il desiderio di mangiare.

Tuttavia, seguendo un regime dietetico bilanciato e incentrato su alimenti freschi come frutta e verdura, dotati di un buon potere saziante ma di un basso indice calorico, non si verificano incrementi ponderali.

L’acido folico aumenta la produzione di nuove cellule, tra cui soprattutto gli eritrociti, che non determinano un aumento di peso ma semplicemente un rinnovamento cellulare.

Pertanto, l’introduzione di questo composto contribuisce a fortificare l’organismo rendendolo più reattivo e ricco di energia, ma non incentiva il peso corporeo.

Un eventuale sovradosaggio di vitamina B9 è molto raro poiché il quantitativo in più viene eliminato normalmente con le urine: anche per questo motivo è ormai appurato che questo elemento non provoca nessun aumento di peso corporeo.

Acido folico effetti collaterali

L’acido folico è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo delle vitamine B, ben tollerata, che pertanto non provoca nessun effetto collaterale.

Infatti, esso viene consigliato durante la gestazione proprio per la sua innocuità e contemporaneamente per la notevole efficacia sia per la madre che per l’embrione.

Non sono riportati esempi di sovradosaggio da acido folico, poiché quantitativi superiori alla soglia fisiologica vengono rapidamente metabolizzati ed eliminati per via renale.

Al contrario, sono note le conseguenze della carenza di acido folico, per cui è sempre consigliabile evitare queste condizioni mediante un’adeguata integrazione alimentare.

L’acido folico è quindi una molecola sicura che non produce nessun effetto collaterale, quando viene assunta secondo dosi adeguate e rapportate all’età e allo stato di salute.

In caso di sovradosaggio con valori compresi tra 400 e 1000 microgrammi, potrebbero comparire fenomeni di arrossamento cutaneo, diarrea, meteorismo e flatulenza, stomatite, urine colorate di marrone, caduta di capelli e modificazioni dell’umore.

Superando i 1000 microgrammi di acido folico al giorno si potrebbero instaurare danni al sistema nervoso centrale, non meglio identificati.

L’acido folico può provocare una riduzione della pressione arteriosa per cui è necessario tenere conto di questo effetto in pazienti sottoposti a terapie ipotensive.

Esiste inoltre un’interazione con il ferro, soprattutto per pazienti anemici; il composto può ridurre la glicemia e pertanto deve essere utilizzato sotto controllo medico in pazienti affetti da diabete scompensato.

Acido folico: serve la ricetta?

L’acido folico si può acquistare in farmacia senza ricetta, poiché si tratta di un integratore alimentare che come tale è soggetto a libera vendita.

Tuttavia è sempre meglio chiedere un parere al medico prima di iniziare qualsiasi schema posologico a base di questo composto vitaminico.

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