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Acido Folico e Vitamina B12: Scopri Come Integrarli al Meglio!

acido folico e vitamina b12

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Prima di entrare nei dettagli, di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori prodotti con acido folico e vitamina b12 del 2021, le loro principali caratteristiche e il link al sito ufficiale.

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Classifica dei migliori prodotti con acido folico e vitamina B12

Di seguito invece trovi una lista completa di tutti i migliori prodotti con acido folico e vitamina B12 presenti sul mercato:

Acido folico: cos’é?

L’acido folico, un composto conosciuto anche col nome di vitamina B9 o folacina, è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo B, il cui nome “folico” deriva dal termine latino “folium” che significa “foglia”.

Infatti una delle principali fonti di tale elemento è rappresentata dai vegetali a foglia verde, tra cui soprattutto gli spinaci.

Tuttavia la molecola non è attiva nella sua forma primitiva, ma deve essere trasformata in tetraidrofolato per svolgere le sue funzioni biologiche.

L’acido folico, che fu isolato per la prima volta nel 1939 da una scienziata specializzata in biochimica molecolare (dottoressa Willis), era caratterizzato dalla sua capacità di potenziare lo sviluppo in laboratorio di alcuni microrganismi all’interno di terreni di coltura.

Successivamente la sua azione si è rivelata indispensabile per la riparazione degli acidi nucleici, tra cui principalmente il DNA, a livello cellulare, mediante un processo di metilazione che coinvolge anche l’omocisteina.

Inoltre questo elemento è essenziale per la sintesi degli eritrociti e quindi per un corretto metabolismo del sangue e per l’ossigenazione dei tessuti.

Si tratta di un composto senza il quale tutti i processi di rapida divisione cellulare non potrebbero avere luogo.

Stati carenziali di folacina sono i principali fattori eziologici della maggior parte delle forme anemiche dei bambini e degli adulti, soprattutto delle gestanti.

Essendo idrosolubile, l’acido folico può subire notevoli variazioni a contatto con l’acqua, in particolare se è presente anche calore, pertanto la cottura degli alimenti che lo contengono può contribuire ad eliminare fino all’80% della sua concentrazione totale.

L’associazione con alcuni composti, tra cui l’acido ascorbico (vitamina C) provoca al contrario un incremento della sua biodisponibilità, rendendolo più facilmente assimilabile.

Il suo ruolo biologico è collegato alla replicazione di DNA e RNA mediante il potenziamento della sintesi delle basi puriniche e pirimidiniche e anche alla supplementazione sintetica della vitamina B12.

Clinicamente esso trova largo impiego come supplemento vitaminico in caso di anemie sideropeniche e di lunghe convalescenze con forte debilitazione dell’organismo.

Secondo l’OMS sarebbe necessario assumere 200 microgrammi del composto al giorno per quanto riguarda individui adulti sani, mentre nelle gestanti questo dosaggio raddoppia (400 microgrammi).

Le carenze di acido folico in gravidanza sono le principali responsabili dell’insorgenza di gravi patologie neonatali, come la spina bifida oppure l’anencefalia.

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Vitamina B12: che cos’é?

La vitamina B12 è un composto appartenente alle vitamine del gruppo B, contenente cobalto e per questo conosciuta con il nome di cianacobalamina.

Scarsamente presente nell’organismo, deve essere assunta con l’alimentazione oppure attraverso integratori alimentari, spesso associata ad altri composti come l’acido folico.

Le principali fonti di questo elemento sono i cibi di origine animale come carne, fegato, uova, latte e latticini, oltre ad alcuni di origine vegetale come i legumi.

Tra tutte le vitamine idrosolubili, la B12 è l’unica che può essere accumulata a livello epatico per costituire una riserva a cui attingere in caso di necessità.

Il suo fabbisogno quotidiano è molto modesto ma indispensabile, e corrisponde a 2-2,5 microgrammi, limite sotto al quale sarebbe opportuno non scendere; i depositi epatici possono raggiungere una concentrazione di 4 milligrammi, un valore che copre lunghi periodi di tempo (mesi e anni).

Deficit significativi di questa vitamina sono estremamente comuni tra gli anziani e i forti bevitori, oltre che nella primissima infanzia.

La mucosa dello stomaco produce una glicoproteina (fattore intrinseco) indispensabile per l’assorbimento del composto, che legandosi ad esso lo rende indigeribile, trasferendolo inalterato fino all’intestino tenue dove viene assorbito.

L’assunzione prolungata di alcuni medicinali come gli antiacidi e gli inibitori della pompa protonica può causare stati carenziali di cianacobalamina, contribuendo allo sviluppo di forme anemiche.

I principali sintomi di un’inadeguata disponibilità vitaminica si manifestano con anemia, astenia muscolare, pallore, ittero, parestesie alle estremità, cefalea, alterazioni del ritmo circadiano, ansia e depressione.

In simili condizioni è indispensabile intervenire tempestivamente con l’assunzione di integratori alimentari, spesso formulati con l’associazione di vitamina B12 e acido folico.

Infatti l’attività sinergica di questi due composti, appartenenti entrambi al gruppo delle vitamine idrosolubili, permette di risolvere in tempi più brevi tutte le problematiche legate alla loro insufficiente funzionalità.

Il ruolo biologico della vitamina B12 è legato al metabolismo degli amminoacidi e quindi alla sintesi proteica, oltre che a quello degli acidi nucleici, una funzione che svolge in associazione con l’acido folico.

Altri compiti essenziali del composto sono il controllo sulla sintesi degli acidi grassi e su quella di emoglobina.

Il fabbisogno giornaliero della vitamina B12 corrisponde a 2-2,5 microgrammi per un individuo adulto in buona salute.

I bambini e gli anziani richiedono un quantitativo maggiore (2,5-3 microgrammi) e le gestanti necessitano di un apporto pari a 4 microgrammi al giorno, soprattutto durante l’ultimo trimestre di gravidanza.

La carenza di questa vitamina provoca risentimenti soprattutto a livello del sistema nervoso centrale e del metabolismo del sangue, innescando gravi forme di anemia perniciosa.

Il regime dietetico vegetariano e ancor più quello vegano comportano una quasi completa assenza di vitamina B12 nell’alimentazione, poiché in natura non esistono piante che contengono quantitativi di questo elemento adeguati a soddisfare il fabbisogno giornaliero dell’essere vivente.

In simili casi è indispensabile integrare la dieta con l’assunzione di rimedi a base di vitamina B12 e acido folico che si caratterizzano per un’eccellente biodisponibilità.

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Acido folico e vitamina B12

L’acido folico e la vitamina B12 associati, appartengono a un complesso multivitaminico necessario per ottimizzare la funzione degli eritrociti e quindi l’ossigenazione dei tessuti, oltre alla sintesi degli acidi nucleici.

Si tratta di nutrienti essenziali poiché non possono essere prodotti dall’organismo ma devono essere introdotti necessariamente con il regime dietetico, tenendo conto che il loro approvvigionamento spesso non è significativo.

Stati carenziali del genere non sono frequenti in individui adulti sani, proprio perché l’organismo è in grado di accumulare notevoli quantitativi di questi biocomposti a livello delle cellule epatiche.

Tuttavia, in alcuni casi aumenta il rischio di sviluppare stati carenziali che si sviluppano prevalentemente in:

  • persone anziane;
  • pazienti con problematiche di assorbimento intestinale;
  • forti alcolisti;
  • soggetti che seguono un regime vegetariano o vegano;
  • donne in stato di gravidanza e allattamento;
  • pazienti sottoposti a terapie croniche con determinati tipi di farmaci;
  • pazienti reduci da lunghe convalescenze.

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La conseguenza degli stati carenziali di simili composti è rappresentata soprattutto dall’anemia macrocitica, un quadro clinico caratterizzato dalla produzione di globuli rossi di maggiori dimensioni ma con una concentrazione molto più bassa del normale.

Come conseguenza si instaura una ridotta capacità di trasporto dell’ossigeno poiché gli eritrociti sono in numero minore ed essendo più voluminosi fanno più fatica a circolare.

Una variante dell’anemia macrocitica è quella megaloblastica, che dipende da modificazioni patologiche a livello del midollo osseo.

Quando questi disturbi si associano anche alla carenza di acido folico, possono subentrare problematiche di tipo neuropatico con danni al tessuto nervoso che potrebbero innescare intorpidimento, parestesia e formicolio alle estremità, oltre a un alterato controllo sul movimento.

Durante la gravidanza, le donne necessitano di un elevato apporto di acido folico e vitamina B12 per consentire un fisiologico sviluppo dell’embrione.

La carenza di questi composti soprattutto nel primo trimestre può portare ad aborti spontanei, oppure allo sviluppo di anomalie morfologiche del feto come la spina bifida e l’anencefalia.

L’acido folico e la vitamina B12 sono quindi molecole importantissime per l’organismo, senza le quali l’essere umano può sviluppare patologie incompatibili con la vita.

Infatti tali molecole sono essenziali per il corretto funzionamento del corpo in quanto controllano la replicazione degli acidi nucleici.

Oltre che sulle forme anemiche e sui disturbi neurologici e comportamentali, la carenza di vitamina B12 e acido folico incide notevolmente sul sistema immunitario, abbassando le difese nei confronti di germi infettanti e facilitandone l’ingresso e la patogenicità.

L’acido folico agisce come coenzima in associazione alla vitamina B12 per catalizzare i processi di sintesi proteica.

Il loro ruolo biologico è collegato in maniera complementare poiché una carenza di vitamina B12 può provocare una diminuita disponibilità di acido folico e viceversa: l’associazione funzionale tra i due elementi si traduce in un miglioramento del processo ematopoietico, e quindi dell’ossigenazione dei tessuti.

La prima fonte di questi composti è senza dubbio la dieta, che dovrebbe essere varia, bilanciata e impostata su cibi di origine sia animale che vegetale.

Un’alimentazione del genere di solito è sufficiente per coprire il fabbisogno giornaliero di questi composti, che tuttavia possono non essere sufficienti in condizioni particolari.

È necessario prevenire stati carenziali di questo tipo per due motivi: da un lato per la gravità delle conseguenze che possono provocare, e d’altro lato poiché inizialmente simili disturbi sono asintomatici.

È sufficiente effettuare un semplice esame del sangue con dosaggio della vitamina B12 e di quella B9 per rendersi conto se l’organismo necessita di un’integrazione mediante specifici integratori.

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Acido folico e vitamina B12: proprietà e benefici

Le proprietà dell’acido folico in associazione alla vitamina B12 si collegano al meccanismo dell’eritropoiesi (produzione dei globuli rossi) e della replicazione degli acidi nucleici.

Grazie alla struttura di queste molecole, la loro disponibilità biologica è tra le più elevate in ambito biochimico, così come la loro compatibilità con le cellule dell’organismo.

Per potenziare l’attività funzionale di acido folico e vitamina B12, è consigliabile assumere contemporaneamente anche un grammo di acido ascorbico al giorno, suddividendolo in due dosaggi da 500 milligrammi ciascuno.

L’acido folico è una vitamina fondamentale per il benessere dell’organismo umano, infatti è coinvolta nei processi di sintesi proteica e di sintesi degli acidi nucleici.

Acido folico e vitamina B12 integratori

I migliori integratori alimentari a base di acido folico e vitamina B12 sono quelli formulati come film o tavoletta per l’assorbimento sublinguale, ovvero forme farmaceutiche progettate appositamente per essere sciolte direttamente in bocca, sotto alla lingua, e penetrare nei capillari sanguigni presenti sul pavimento del cavo orale, attraversando la mucosa.

In questo modo, le molecole entrato direttamente nel torrente ematico, bypassando le problematiche legate all’azione digestiva di stomaco e intestino, andando a mimare una somministrazione di tipo parenterale.

Bisogna considerare che tutte le vitamine del gruppo B sono idrosolubili, e questo significa che una volta introdotte nell’organismo, sono in grado di entrare in soluzione molto facilmente all’interno di fluidi acquosi, come il plasma e le urine.

In caso di sovradosaggio non dovrebbero quindi verificarsi particolari problemi in quanto la quota presente in eccesso dovrebbe entrare senza difficoltà a far parte delle urine ed essere così eliminata.

Alimenti ricchi di acido folico e vitamina B12

Alimenti ricchi di vitamina B12 sono:

  • uova;
  • carne rossa;
  • latte e derivati.

Nessun alimento di origine vegetale può essere considerato una fonte soddisfacente di vitamina B12, ecco perché chi conduce un regime dietetico di tipo vegano spesso va incontro a una carenza di questo nutriente.

Tra gli alimenti ricchi di acido folico ci sono i molluschi, soprattutto vongole e capesante, crostacei, gamberi e molte varietà di pesce come salmone, dentice, merluzzo, caviale, polpo, sgombro e sardine.

Questo composto si trova in molti alimenti di origine vegetale come verdura a foglia verde, tra cui cavoli, broccoli, bietola, spinaci, asparagi e cime di rapa, oltre che nei legumi e in particolare in piselli, lenticchie, fagioli, ceci e fave.

L’acido folico si riscontra anche all’interno di molti cereali integrali come riso, farro, orzo, avena e segale e nella frutta, soprattutto melone, fragole e avocado.

Gli alimenti più ricchi di acido folico e vitamina B12 in associazione sono frattaglie, fegato, uova, latte e alga spirulina.

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Carenza di acido folico e vitamina B12: sintomi

La carenza di acido folico e vitamina B12 è piuttosto evidente in quanto i due composti svolgono funzioni essenziali per l’organismo e quindi dovrebbero sempre essere presenti in concentrazioni non inferiori a una certa soglia critica.

La sintesi delle proteine, dei globuli rossi e degli acidi nucleici è strettamente dipendente dalle due vitamine, così come il metabolismo dei lipidi, la corretta proliferazione delle cellule e la rigenerazione del sistema nervoso.

I sintomi collegati a una carenza di acido folico e vitamina B12 sono i seguenti:

  • stanchezza;
  • astenia;
  • anemia;
  • difficoltà mnemoniche;
  • deficit di concentrazione;
  • parestesie;
  • disturbi motori.

La carenza di acido folico e vitamina B12 è una condizione che si verifica spesso in un contesto di regime alimentare vegetariano o vegano, ma anche nelle persone anziane.

L’assorbimento delle vitamine del gruppo B ha bisogno di tempi progressivamente più lunghi con l’avanzare dell’età, perché richiede la presenza del fattore intrinseco, una glicoproteina secreta dalle cellule parietali dello stomaco che ha il compito di legarsi ai nutrienti e permettere il loro assorbimento.

L’efficienza dell’apparato digerente con il passare del tempo va incontro a un’inesorabile decadenza, quindi l’organismo potrebbe non riuscire ad assorbire correttamente i nutrienti, anche se assunti in quantità adeguate.

La terapia cronica con determinati farmaci che agiscono riducendo l’acidità gastrica, ovvero innalzando il pH dello stomaco, può modificare la normale produzione di fattore intrinseco da parte delle cellule parietali, con un inevitabile effetto negativo sull’assorbimento di acido folico e vitamina B12.

Dato che l’acido folico è un nutriente essenziale per garantire una corretta sintesi di proteine e di acidi nucleici, una sua carenza potrebbe provocare un aumentato rischio cardiovascolare, ictus e infarto.

Infatti la vitamina B9 ricopre un ruolo fondamentale nel controllo dell’attività dell’omocisteina, un amminoacido responsabile della risposta allo stress ossidativo, che è una delle principali cause delle patologie cardiocircolatorie.

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